SPECIALE VALLE D’INTELVI

Da oggi il nostro giornale vi farà conoscere le bellezze naturali e artistiche delle nostre valli lombarde, inizieremo con una valle poco conosciuta ma stupenda, la Val d’Intelvi.  

La geografia della Valle

La valle è posta tra due laghi – Lario e Ceresio – ed formata da due rami principali: uno meridionale, percorso dal Telo che sbocca nel lago di Como ad Argegno, e uno settentrionale, percorso dal Telo di Osteno che sbocca nel lago di Lugano a Osteno; i due rami sono separati dalla Sella di San Fedele, a quota 735 metri.[2] Un terzo ramo é rappresento dall’alta Val Mara, che forma un altopiano dove sorge Lanzo d’Intelvi. La valle ha quindi una forma di “Y” rovesciata, dove i vertici bassi sono i due sbocchi sui relativi laghi e il vertice superiore è invece posto alla maggiore altitudine, il Monte Generoso (1 704 metri), nel comune di Alta Valle Intelvi, al confine con la Svizzera.

In Valle Intelvi si cono i seguenti comuni di Alta Valle Intelvi, Argegno, Blessagno, Centro Valle Intelvi (esclusa la frazione di Erbonne che geograficamente appartiene alla valle di Muggio), Cerano d’Intelvi, Claino con Osteno, Dizzasco, Laino, Pigra, Ponna e Schignano.

Ogni paese della valle custodisce tradizioni storiche ed artistiche di grande valore che pian piano vi aiuteremo a scoprire. Si tratta di veri e propri tesori custoditi gelosamente in loco,  ma anche disseminati in diverse parti del mondo per merito dei Magistri Intelvesi, famosi in tutto il mondo, abilissimi a lavorare il marmo e a creare stucchi e decorazioni

Chiunque giunga in questa valle viene colpito dal “Mal d’Intelvi” e  accade spesso che non possa fare a meno di ritornarvi.  Sul sito del club alpino scoprirere le cause di questa “malattia” che è molto simile al mal d’amore.

Il punto culminante della Val d’Intelvi è il famoso “Balcone d’Italia” cioè la Vetta Sighignola, una dimensione panoramica a dir poco spettacolare che, dall’alto dei suoi 1.320 metri, nelle giornate più limpide permette di avere una bellissima vista sulle Alpi occidentali e sul lago di Lugano. Per raggiungere l’obiettivo si percorre una strada storica che ha alle spalle oltre 100 anni in quanto le sue origine risalgono ai primi del ‘900, quando venne progettata per volere di Vittorio Bertarelli, geologo e speleologo nonché uno dei soci fondatori del Touring Club Italiano, il cui obiettivo era quello di dare vita a un punto panoramico d’eccellenza.

Qui, percorrendo i suoi 5,5 km, a piedi o in bicicletta, senza troppa difficoltà si raggiunge la sommità, un importante anello di congiunzione tra Lombardia e Canton Ticino là dove tutti potranno scorgere con i propri occhi quella che risulta essere una delle località più belle d’Italia, uno dei “Luoghi del Cuore” del FAI che gli italiani vorrebbero preservare per le generazioni future in quanto si tratta di un eden mozzafiato. Liberatosi di quell’ecomostro che ne ha offuscato il fascino per decenni, la Vetta Sighignola torna a sorridere permettendo a tutti gli appassionati di godere finalmente della semplicità delle piccole cose, che sia un pic nic durante la bella stagione oppure, in inverno, una giornata di sport sulla neve in quella che ormai risulta essere l’ultima stazione sciistica ancora funzionante in Provincia di Como.

Ora occupiamoci un po’ della storia della valle, ci aiuta una pubblicazione di Appacuvi, una Associazione che si adopera per la conoscenza delle meraviglie della Val d’Intelvi in ogni ambito

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