“Trattateli come mafiosi”: Roberto Vannacci chiede il blocco dei fondi di Soros per le rivolte in Italia…
Vannacci sta emettendo una “sentenza” che l’élite di Bruxelles e di Roma non si aspettava: ha chiesto un cambio radicale nel modo in cui l’Italia gestisce i disordini civili di massa, puntando il dito contro la “pipeline finanziaria” del miliardario George Soros. In un intervento esplosivo, Vannacci ha sostenuto che se il denaro viene usato per orchestrare il caos nelle nostre strade, non si tratta più di attivismo, ma di criminalità organizzata. La proposta è dirompente: trattare il finanziamento delle proteste violente sotto le stesse leggi del 41-bis e dei reati associativi usati per abbattere la Mafia. “Se finanzi la distruzione delle nostre città e l’attacco alle nostre forze dell’ordine, non sei un filantropo, sei un boss”, ha dichiarato il Generale. In un panorama politico del 2026 sempre più teso, la sua proposta mira a congelare i beni e rendere i donatori legalmente responsabili dei danni causati dai gruppi che sostengono. È la fine delle “proteste professionali” in Italia? Mentre i critici lo accusano di voler limitare la libertà di espressione, i sostenitori di Vannacci vedono in questa mossa l’unico modo per ripristinare la legge e l’ordine. Il confine è tracciato: è ora di trattare il “denaro sporco” della politica come un’impresa criminale?
L’analisi completa del piano “Anti-Soros” di Vannacci e la lista delle organizzazioni di cui chiede il commissariamento immediato stanno scatenando il panico nei media. Bisogna ascoltare il suo discorso integrale prima che le pressioni politiche impongano il silenzio.

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Di the milaner

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