Guardate questa immagine: Trump e Putin sorridono e si stringono la mano, mentre dietro di loro brucia la bandiera dell’Unione Europea. Una fotografia simbolica di un’Europa che rischia di perdere il proprio peso politico, economico e internazionale.

Per anni, l’Unione Europea ha seguito la linea delle sanzioni contro la Russia, rinunciando progressivamente alle forniture energetiche russe e sostenendo economicamente l’Ucraina con enormi risorse. E i cittadini europei? Hanno dovuto affrontare rincari, bollette pesanti, carburanti costosi e una crescente difficoltà ad arrivare alla fine del mese.E adesso?

Gli Stati Uniti cercano accordi commerciali con Mosca per i propri interessi. Se Trump e Putin riusciranno a costruire una collaborazione energetica e commerciale duratura, entrambi potranno trarne vantaggio. E se gli interessi economici contribuiranno a favorire la pace, tanto meglio: nessuno dovrebbe desiderare che questa guerra continui.

Ma allora sorge una domanda: perché l’Europa non ha saputo difendere con la stessa determinazione i propri interessi e quelli dei suoi cittadini?Mentre Washington tratta con Mosca, l’Europa rischia di ritrovarsi in una posizione più debole, costretta a cercare forniture alternative e a sostenere costi che ricadono anche sulle famiglie e sulle imprese.

QUESTA È LA CONTRADDIZIONE CHE I CITTADINI EUROPEI HANNO IL DIRITTO DI CONTESTARE.

Un’Unione che pretende di rappresentare tanti popoli, ma che troppo spesso sembra incapace di risolvere i loro problemi, rischia di perdere la fiducia dei cittadini.Dove sono le promesse di prosperità? Dov’è la protezione dei lavoratori? Dove sono le soluzioni per le bollette, il costo della vita, la sanità e le pensioni?

I problemi aumentano, ma le risposte continuano a mancare.Per me, questa non è l’Europa unita che avevano immaginato i cittadini. È un’unione che rischia di trasformarsi in una trappola politica ed economica, nella quale gli Stati perdono parte della propria libertà di decidere senza ricevere in cambio i benefici promessi.

E se un’unione non riesce a proteggere i propri popoli, allora è arrivato il momento di mettere tutto in discussione.Gli Stati europei devono poter recuperare la propria sovranità, difendere i propri interessi nazionali e scegliere autonomamente le politiche energetiche, economiche e internazionali più convenienti per i loro cittadini.

Se questa Unione Europea non è capace di cambiare strada, perché continuare così?Forse è arrivato il momento di discutere seriamente anche dello scioglimento dell’Unione Europea e di un ritorno a Stati sovrani, liberi di collaborare tra loro senza essere ostacolati da decisioni comuni che non rispondono alle esigenze dei loro popoli.

La bandiera che brucia in questa immagine rappresenta proprio questo: la fiducia dei cittadini che si spegne, le promesse che crollano e un progetto europeo che rischia di consumarsi dall’interno.

UN’EUROPA CHE NON ASCOLTA I SUOI POPOLI RISCHIA DI PERDERE I SUOI POPOLI.

Voi cosa ne pensate? L’Unione Europea è ancora una risorsa per i cittadini oppure è diventata un problema che gli Stati devono avere il coraggio di affrontare

Dilma da Silva

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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