Sette giorni difficili per un governo che traballa

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Giorni densi di prove in Aula: martedì informativa in Aula per la UE e la crisi economica, mercoledì voto in Senato per uno scostamento di bilancio e venerdì alla Camera. Giovedì il voto di fiducia sul Cura Italia

Per il governo si preannuncia una sorta di settimana incandescente tra  Camera e Senato con appuntamenti ‘cruciali’, ed è evidente a tutti che la maggioranza da segni di possibili cedimenti improvvisi e definitivi.

Giuseppe Conte dovrà riferire martedì 21 aprile alle ore 15 in Senato sulla trattativa UE e il MES e il premier si è ben guardato dal volere un mandato parlamentare vincolante con cui affrontare l’Europa. Nessun voto in aula dunque per questo punto, ma la votazione sarà necessaria per approvare lo scostamento di bilancio per liberare risorse per varare il decreto di aprile e si dovrà raggiungere la maggioranza assoluta.

Il tutto proprio mentre la maggioranza continua a fibrillare sul Fondo salva Stati e sembra ormai definitivamente naufragato il tentativo di dialogo con le opposizioni, tanto che al momento non appare scontato il sì del centrodestra al nuovo aumento del deficit, come invece avvenuto lo scorso 11 marzo, con un voto unanime del Parlamento.

Il presidente dei senatori di IvDavide Faraone, riferendo della riunione della Conferenza dei capigruppo, ha detto: “La Lega ha minacciato di non votare lo scostamento di bilancio in Aula la prossima settimana come ricatto contro il governo sul Mes. Un fatto gravissimo”. Nella maggioranza si danno per certi i voti favorevoli di Forza Italia, che finora ha mantenuto una linea meno barricadera nei confronti del governo, soprattutto sul Mes, con Silvio Berlusconi che si è detto favorevole. Secondo alcune fonti parlamentari, se dovesse proseguire lo scontro aperto con il premier, Lega e FdI potrebbero scegliere di astenersi per non votare contro. Ma è prematuro al momento fare previsioni, tanto più su un voto necessario per liberare risorse da destinare all’economia del Paese. Difficile, quindi, che alcune forze politiche assumano una posizione nettamente contraria. Da calendario deciso dalla Conferenza dei capigruppo, il turno della Camera sarà invece venerdì 24. Stesso discorso: per l’ok allo scostamento serviranno almeno 316 voti favorevoli.

Giovedì voto di fiducia alla Camera sul Cura Italia

Una volta superato il banco di prova dell’Aula e dei numeri sullo scostamento, un’altra ‘prova’ attende il governo: tra mercoledì e giovedì, infatti, a Montecitorio si voterà la fiducia sul decreto Cura Italia. I numeri alla Camera non impensieriscono la maggioranza, ma si tratterà anche di capire, qualora dal governo non dovessero arrivare le aperture annunciate sugli emendamenti, quale atteggiamento assumeranno le opposizioni, se di scontro totale o di critica moderata.

Giovedì Conte al vertice Ue

E proprio mentre l’Aula di Montecitorio affronterà il voto di fiducia, Conte sarà impegnato nella difficile trattativa in sede Ue, con i riflettori puntati sulle decisioni in merito al Mes. Infine, come anticipato, l’intensa settimana si chiuderà venerdì con il voto della Camera sullo scostamento di bilancio. La scorsa volta, inizialmente le tempistiche delle due Assemblee erano differenti, poi si decise per un riallineamento e il voto si svolse quasi in contemporanea tra Camera e Senato.

Considerando la precaria salute del governo e l’avvento del super manager Colao per la ripartenza del Paese non è improbabile che questa settimana si chiuda con la rovinosa caduta del premier Conte. Staremo a vedere.

Manuela Valletti

Fonte AGI

THEMILANER

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