Tajani aveva convocato alla Farnesina per oggi 4novembre alle 12:30 l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov.
La convocazione è arrivata in seguito alle parole di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, sul crollo della Torre dei Conti a Roma.
Antonino voleva far vedere alla Russia quanto il governo meloni sia suddito solo con USA, Israele, Francia, Gran Bretagna e Germania.
I Russi non hanno mandato l’ambasciatore a presentarsi di fronte alle autorità italiane, hanno inviato Mikhail Rossiyskiy, ministro consigliere dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, che svolge anche il ruolo di incaricato d’affari.
Praticamente hanno snobbato l’incontro.
Infatti Rossiyskiy, ha riferito in un post su Facebook che l’ambasciata russa in Italia, “ha espresso le proprie ferme rimostranze in merito all’aggressiva, esecrabile campagna antirussa promossa da Roma sui media”.
L’incaricato d’affari ha richiamato l’attenzione “sulla scarsa cortesia diplomatica mostrata dal ministero degli Esteri italiano, che ha insistito nel voler fissare un incontro che non presentava alcuna urgenza proprio il 4 novembre, data in cui in Russia si celebra una ricorrenza ufficiale, ovvero la Festa dell’Unità Nazionale”.
Con tutti i giorni che c’erano Tajani doveva stressare proprio oggi l’ambasciatore…
C’è di più.
Non solo Tajani è stato richiamato all’ordine da Rossiyskiy, quindi è finita al contrario, ma sempre oggi la Zakharova ci ha messo il carico, affermando all’agenzia russa Tass che la convocazione non rispettata alla Farnesina consentirà a Mosca di “ricordare alla leadership italiana” che “sponsorizzare il regime terroristico di Kiev è un crimine e un peccato”.
UMILIATI
E per giusta causa, visti anche i precedenti di Mattarella, che definì la Russia come il Terzo Raich e del maestro russo Gergiev, quando fu annullato il suo concerto alla Reggia di Caserta.
Salvatore Granata