Usa, caos post elettorale

E’ una luminosa mattina d’inverno a Washington. La data è il 20 gennaio 2021, ma, poche ore prima dell’avvento presidenziale, agli americani non è chiaro chi presterà giuramento.

Sarà Donald Trump, le cui speranze sono state mantenute vive dai repubblicani al potere negli stati contestati che hanno rifiutato di accettare i risultati?

Sarà Joe Biden, che ha vinto abbastanza stati ma è stato aggredito al collegio elettorale?

O sarà Nancy Pelosi, la più anziana democratica al Congresso che, come prossima in linea di successione, è legalmente incaricata di subentrare quando i termini del presidente e del vicepresidente scadono a mezzogiorno senza una sostituzione stabilita?

Sembra assurdo, ma la determinazione di Trump a combattere strenuamente perchè certo di essere stato defraudato dei suoi voti, potrebbe portare gli USA ad una situazione davvero imbarazzante per tutto il pianeta.

Oggi il Presidente Cinese ha fatto le congratulazioni per la sua elezioni a Joe Biden e le ha fatte anche Bergoglio, manca Vladimir Putin, l’unica speranza a cui si aggrappano coloro che vorrebbero Donald Presidente per un altro mandato.

Terribili queste elezioni, terribili i brogli che ci sono certamente stati, difficile anche la situazione di chi dovrebbe avere il coraggio di capovolgere un risultato falsato, ma non lo trova. Il mondo aspetta di sapere chi governerà gli USA per i prossimi 4 anni, ma contemporaneamente non intravede più negli Stati Uniti lo stellone della libertà.

Purtroppo non solo questo, legato alla nomina di Biden ritorneranno in auge tensioni internazionali inenarrabili e galopperà il deep state verso nuovi inconfessabili successi a fianco di una Cina che, probabilmente, si porta addosso la responsabilità di aver scatenato una pandemia con milioni di morti in tutto il mondo.

E l’Europa tace.

Manuela Valletti Ghezzi

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THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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