Ritornata in Italia la salma della Regina Elena

Apprendiamo che le spoglie della regina Elena sono state tumulate ieri sera nel Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo. E ora il santuario “potrebbe accogliere anche la salma di Vittorio Emanuele III. C’è il progetto di traslare le spoglie da Alessandria d’Egitto, ancora non è chiara la tempistica ma potrebbe avvenire presto. E noi ne saremmo ben lieti”. E’ quanto afferma all’Adnkronos don Meo Bessone, rettore del Santuario.

Perchè temere il rientro in Italia dei nostri re morti all’estero?

Noi ci chiediamo invece per quale motivo questa traslazione non abbia già avuto luogo (il Re è morto 70 anni or sono) e perchè il di lui figlio, Re Umberto II, esiliato ad Oporto, nonostante avesse espressamente chiesto di poter morire in Italia, sia morto in Portogallo e la sia ancora sepolto.

Forse i timori che offuscano la mente degli attuali politici italiani, impegnati a combattere un ipotetico ritorno del fascismo, riguardano anche le spoglie dei nostri reali? Dobbiamo pensare che la nostra democrazia sia veramente fragile se non si è ancora compreso che sono da combattere i vivi e non i morti.

I nostri reali in vita, anche se esiliati, esprimono  rammarico perché la traslazione della Regina Elena è avvenuta “in gran segreto” e chiedono la sepoltura al Pantheon “per i sovrani sepolti in esilio”.

Vittorio Emanuele III dalla vicina Svizzera scrive: “Ho appreso, insieme ai membri della mia Casa, con stupore, delle dichiarazioni di mia sorella la principessa Maria Gabriella inerenti la traslazione al Santuario di Vicoforte, a nostra insaputa, della salma di mia nonna, la Regina Elena – dichiara Vittorio Emanuele di Savoia – Pur esprimendo apprezzamento al presidente Sergio Mattarella per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema, non posso però non rammaricarmi che tutto ciò sia avvenuto in gran segreto, senza concedere alla regina d’Italia, sovrana della carità benefica, gli onori dovuti e soprattutto la traslazione al Pantheon di Roma, come abbiamo sempre richiesto e prima di me mio padre, il re Umberto II”.

”Ritengo che riportare la salma della regina in totale anonimato ed in segretezza – aggiunge – sia un insulto alla sua memoria ed a tutto ciò che ella rappresenta. Dall’angelo del terremoto di Messina alla infaticabile crocerossina della Grande Guerra. Sognavamo per questo giorno di festa un epilogo ben diverso. Giustizia sarà fatta – conclude – quando i sovrani sepolti in esilio riposeranno nel Pantheon di Roma”.

AMEDEO DI SAVOIA-AOSTA – “Non commento” il trasferimento della salma della regina Elena al Santuario di Vicoforte. Così all’Adnkronos Amedeo di Savoia-Aosta, spiegando che “su questo argomento la mia famiglia si è imposta di mantenere il silenzio”.

GELASIO GAETANI D’ARAGONA – ”Sono felice che la salma della regina Elena sia finalmente ritornata in Italia – dichiara all’Adnkronos Gelasio Gaetani d’Aragona – Potrebbe essere l’inizio di una riflessione importante, storica e politica, su un’epoca difficile, complessa che forse, a distanza di anni, merita di essere rivista e riletta”.

E aggiunge: ”So che, a breve, potrebbe giungere anche la salma di Vittorio Emanuele III. Un sovrano attaccato e denigrato, con le sue colpe, indubbiamente, che ha pagato con l’esilio e con la morte di una figlia, la principessa Mafalda d’Assia uccisa nel campo di concentramento di Buchenwald”. “Ma lo ripeto – conclude – La storia non va distrutta o cancellata, ma ristudiata per capire le ragioni profonde degli eventi. Dopo oltre 50 anni abbiamo tutta la distanza necessaria, ma soprattutto gli strumenti per poterlo fare”.

GUGLIELMO GIOVANELLI MARCONI – ”Una Repubblica forte e uno Stato democratico non dovrebbero avere paura dei propri morti. Un timore che dimostra una fragilità connaturata. In tutte le vecchie monarchie d’Europa gli attuali governi hanno fatto ritornare i loro sovrani. Perché anche questo non dovrebbe accadere in Italia?” afferma all’Adnkronos Guglielmo Giovanelli Marconi, commentando il trasferimento della salma della regina Elena, che tenne a battesimo la madre, Elettra Marconi, figlia del celebre Nobel per la Fisica.

”La regina Elena era donna meravigliosa, generosa, religiosissima, amava l’Italia. Molto legata alla mia famiglia. Mia madre andava spesso a trovarla nel suo esilio in Francia, rimasero in contatto fino alla fine. E’ giusto che sia ritornata nel nostro Paese – conclude – Spero che, a breve, possa accadere la stessa cosa anche per Vittorio Emanuele III”.

GUARDIE TOMBE REALI PANTHEON – Ugo d’Atri, presidente dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, manifesta all’Adnkronos la propria contrarietà alla decisione di trasferire nel santuario piemontese di Vicoforte la salma della regina Elena. “Le spoglie dei reali sono al Pantheon e lì dovrebbero essere custodite – dice – A prescindere dai giudizi di merito che ognuno può avere sulla monarchia, traslare la salma della regina Elena in un santuario di campagna ci sembra un’iniziativa scriteriata”.

A questo proposito, d’Atri considera “comunque positivo che la salma di Vittorio Emanuele III venga portata via da Alessandria d’Egitto, dove è sempre a rischio profanazione da parte dei fondamentalisti, ma dovrebbe essere portata al Pantheon per essere custodita insieme a quelle degli altri re d’Italia”.

L’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon si dissocia quindi “totalmente dall’iniziativa della traslazione da Montpélliér a Vicoforte” della regina Elena. “Tale iniziativa – si legge in una nota – è stata presa dalla Principessa Maria Gabriella di Savoia che non ha ritenuto di acquisire il consenso degli altri eredi della Famiglia Reale, che erano evidentemente di altro avviso. Quindi si esprimono forti dubbi sulla liceità di tale azione, che non tiene conto dei sentimenti degli Italiani che tuttora si riferiscono a Casa Savoia e che non ritengono adatto alla sepoltura dei Sovrani d’Italia alcun luogo diverso dal Pantheon”.

Cari politici italiani, rappresentanti senza particolari meriti dell nostra fragile Repubblica, possiamo proprio dire che la speranza è sempre l’ultima a morire.

La casa reale italiana

 Regno d’Italia (1861-1946).

Unificazione degli stati italiani nel 1860

Carlo Alberto di Savoia, esponente del ramo Savoia-Carignano (originatosi dal citato Tommaso Francesco (15951656), figlio di Carlo Emanuele I e fratello di Vittorio Amedeo I), succedettero:

Dopo la nascita della Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Attuale stemma del Capo della Real Casa di Savoia

Da Umberto II e Maria José nacquero:

FONTE

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione e d'opinione dell'associazione Milano Metropoli.org

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