La mano dei colossi stranieri sul nostro settore alberghiero

Cartelli all'ingresso del Mercure

Hotel di Firenze, arrivano i colossi e i fondi stranieri. E si mangiano gli alberghi..

Il grande reset. Quante volte abbiamo sentito queste due semplici parole? Ne abbiamo capito il senso, ma non avevamo capito ancora come si sarebbe potuto realizzare nel nostro Paese questo piano diabolico che di fatto esproprierà la nostra nazione di buona parte delle sue attività produttive.

Oggi, grazie ad un articolo apparso su “la Nazione” che parla della cessione di un grande numero di alberghi in mani straniere, abbiamo capito finalmente come avverranno le cose e non solo per gli alberghi. L’Italia cederà tutto ai grandi gruppi finanziari e gli italiani dovranno accontentarsi di lavorare e di ricevere un reddito sufficiente per vivere. Questo accadrà in tutto il mondo, tutti i governi degli stati compiacenti (tranne la Russia) a favore dei più potenti gruppi finanziari mondiali.

La disfatta che viviamo oggi e che vivremo in futuro, è stata preparata a tavolino grazie al Covid (o usando il Covid), determinate categorie produttive sono state da subito le più penalizzate dai lock down, tra queste il turismo e la ristorazione. Ora sappiamo il perchè.

Occorreva creare le condizioni perchè albergatori senza lavoro da un anno, fossero costretti a cedere la loro attività ed è questo che ora sta avvenendo.. Quale è l’attività più redditizia nel nostro Paese? Di certo il turismo, ed è proprio sul turismo che gli investitori stranieri giocano i loro carico da novanta. Con il crollo del turismo, gran parte degli imprenditori italiani sta chiudendo e questo avviene in tutte le città d’arte italiane. Le strutture passano in mano ai colossi stranieri per pochi euro e il gioco è fatto. E’ il primo passo del reset, che ancora non è il grande reset (resettare l’economia e la finanza di tutto il mondo), ma lo diventerà.

MV

Ecco l’articolo de La Nazione

Firenze, 24 marzo 2021 – Escono dal settore alberghiero gli imprenditori del territorio, arrivano i fondi di investimento e i colossi stranieri. Privati dei grandi flussi turistici, gli hotel registrano perdite di fatturato dell’80% e ad approfittarne sono le società solide e lungimiranti a caccia di ghiotte occasioni nelle principali città d’arte, a partire da Firenze, dove i turisti, ben presto, torneranno.

E’ questione di un anno, al massimo, e almeno chi sta uscendo dalla crisi pandemica vorrà tornare a viaggiare e a visitare il capoluogo toscano, a partire proprio da americani, cinesi, inglesi, che saranno tra i primi, probabilmente, a riprendere in mano il passaporto.

Nell’attesa, si preparano fondi e grandi gruppi e nella nostra città sembra essere in atto una massiccia campagna acquisti di hotel di lusso. L’Hilton sta perfezionando la vendita delle sue due strutture fiorentine, il Garden Inn a Novoli e il Metropole di via del Cavallaccio, ad un fondo di investimento che opera nel settore alberghiero e che acquisirà sia gli immobili che la gestione degli hotel, che al momento sono chiusi. Esce così l’attuale società fioRentina, Millenaria, che ha avuto negli anni diversi soci, poi ridotti a due, e cioè la famiglia Bagnoli, che ha fondato la Sammontana, e la famiglia Maestrelli, proprietaria anche del Grand Hotel Minerva.

Dal primo aprile sarà a tutti gli effetti del francese Accor anche l’hotel Mercure di via Nazionale, con il definitivo passaggio di immobile e gestione dalla società Olimpo srl al gruppo internazionale nato dalla fusione tra Borel e Novotel, che in città conta già diverse strutture, in particolare i due alberghi Ibis Firenze Nord e Firenze Prato Est.

Operazione simile quella che risale a dicembre scorso, quando l’hotel Londra è stato rilevato dal fondo patrimoniale francese Eurazeo Patrimoine tramite la filiale Grape Hospitality. A cederlo era stata la Immofin, che fa capo all’imprenditore Aldo Grassi, ex gestore dell’hotel La Vedetta. Anche se meno appetibili per i colossi immobiliari e i fondi stranieri, gli hotel dai tre stelle in giù si stanno trasformando con la pandemia. Tante le strutture in vendita, in alcuni casi si cedono anche quote societarie. Basta dare un’occhiata a siti come casa.it, dove per esempio risultano al momento 127 alberghi in vendita sul comune di Firenze, specie nel centro storico, da via Panzani a via Fiume, a via Ghibellina.

“Le piccole strutture sono quelle che stanno soffrendo di più. La tendenza, perciò – spiega Maurizio Magi, della Filcams Cgil Firenze – è quella di rendere le società di gestione più snelle”. Come? “Cessando l’attività”, risponde il sindacalista. “In questo modo viene aggirato il blocco dei licenziamenti previsto dalla legge. Ci sono infatti dei casi che consentono comunque ad un’impresa di licenziare e questi sono il fallimento, la risoluzione consensuale con incentivi all’esodo e, appunto, la cessazione di attività”. Il problema, però, è che poi spesso l’attività non viene realmente cessata, ma si continua ad operare nel settore.

E il caso del The Moon Boutique Hotel di viale Fratelli Rosselli”, fa presente Magi. “La società che lo gestisce ha licenziato sei lavoratori a decorrere dal primo novembre scorso, proprio per cessazione di attività. Io stesso ho potuto constatare, prenotando una camera, che comunque si prosegue ad operare nel settore. Abbiamo già impugnato i licenziamenti e chiesto che ai lavoratori, che ancora devono avere il Tfr e le spettanze di fine rapporto, sia garantita la retribuzione fino a scadenza del contratto”.

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THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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