Il presidente russo Vladimir Putin sta ricevendo in questi istanti al Cremlino l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff.

Nonostante tutto, Usa e Russia si incontrano, parlano. Nelle ultime ore se le sono cantate di santa ragione. Tanto che Trump, dopo aver lanciato sottomarini nucleari, ha minacciato tutti quei Paesi che comprano petrolio Russo. In particolare India, Brasile e Cina che hanno rispedito al mittente le minacce.

Trump ha anche minacciato L’Unione Europea, dicendo che se non dovesse sottostare ai ricatti di Washington, 600 miliardi di dollari di investimenti negli Usa e 750 miliardi di acquisti di gas e armi a stelle e strisce, aumenterebbe i dazi al 35%.

In tutto ciò la situazione è questa: Usa e Russia parlano. L’Unione Europea non solo prende schiaffoni da Washington, ma rinuncia anche dialogare con la Russia, rinuncia alle sue materie prime (in queste ore stanno mettendo a terra il rifiuto definitivo di gas) e continua a usare un linguaggio scontroso contro Mosca.

Praticamente stanno rinunciando alla diplomazia e quindi alla nostra sopravvivenza. Non solo quella politica che ormai se la sono giocata. Ma anche alla sopravvivenza come popolo. Il tutto mentre in Italia abbiamo un personaggio che si autodefinisce “patriota e sovranista” mentre è la prima serva sia di Bruxelles sia di Washington.

L’opposizione non aiuta e quindi l’Italia è allo sbando.

Roger

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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