di Cesare Sacchetti

Quella della riduzione della popolazione mondiale è una vera e propria ossessione dei numerosi, e troppi, think-tank e circoli mondialisti.

Sono almeno cinquant’anni che quando apriamo un qualsiasi quotidiano o quando accendiamo la televisione vediamo pullulare sedicenti esperti che ci dicono che su questo pianeta siamo troppi.

C’è da considerare che quando gli eredi delle teorie dell’economista Thomas Malthus affermano tali concetti non è ovviamente a loro stessi che si stanno riferendo ma sempre agli altri.

I “troppi” stranamente non sono mai i neo-malthusiani ma tutto il resto che popola il pianeta Terra.

Queste teorie hanno conosciuto nuovo vigore quando nel 1972 uscì il noto, o famigerato, “I limiti della crescita” una pubblicazione di Dennis H. Meadows, Donella H. Meadows, Jorgen Rander e William Behrens.

Ognuno di questi ricercatori collaborava con il Massachusetts Institute of Technology e il think tank che si rivolse a loro per elaborare tale “modello” economico è il noto, o anche qui forse dovremmo dire famigerato, club di Roma.

Abbiamo avuto di parlare in altre occasioni di questo club e i lettori che ci seguono probabilmente già si ricorderanno di esso.

La nascita del club di Roma risale al 1968 e i suoi fondatori sono David Rockefeller e Aurelio Peccei, uomo della FIAT di Gianni Agnelli a sua volta molto vicino alla famiglia Rockefeller.

David Rockefeller era uno dei più noti esponenti della omonima famiglia di banchieri che da molti è stata definita la famiglia più potente degli Stati Uniti.

Per comprendere quale tipo di filosofia ha governato la vita del magnate americano è sicuramente utile attingere dalle sue citazioni.

Era il 1991 quando ad un incontro della Commissione Trilaterale, un altro potente circolo sempre finanziato dai Rockefeller, David ringraziava pubblicamente la “grande” stampa anglosassone.

Non lo faceva però per una sua solerzia nell’aver portato alla luce determinati scandali che hanno denunciato i poteri che gestiscono le liberali democrazie.

Lo faceva per le ragioni opposte. David Rockefeller ringraziava pubblicamente il Washington Post, il New York Times e il Time per aver tenuto fede alle loro “promesse di discrezionalità per quasi 40 anni” relativamente ai piani della Trilaterale e degli altri club nei quali sono affluiti i generosi fondi dei banchieri.

Ora la parola “discrezionalità” in questo caso non è altro che un esercizio di ipocrisia per nascondere un’altra parola decisamente più appropriata che è segretezza.

Per decenni, i Rockefeller hanno speso cifre da capogiro per poter giungere alla formazione di quello che viene definito apertamente dai politici e dagli elitisti liberal-progressisti come “Nuovo Ordine Mondiale”.

Attraverso questa espressione si definisce una società nella quale sorge un impero mondiale che sostituisce ogni singola nazione e che mira ad imporre una dittatura totalitaria fondata su una religione gnostica di stampo new ageana.

Sono innumerevoli le citazioni dei vari protagonisti della vita politica internazionale per far comprendere che per più di mezzo secolo i governi europei e americani, con la sola eccezione di Trump per gli USA, hanno lavorato ardentemente per poter giungere a questo fine.

La lista comprende personaggi del calibro di George H. BushHenry Kissinger, Nicolas Sarkozy e per quello che riguarda l’Italia si possono ricordare le recenti citazioni di Zaia e D’Alema.

Quest’ultimo in particolare lo scorso anno è stato costretto a dichiarare che tale visione del mondo era ormai fallita perché stavano tornando prepotentemente sulla scena gli Stati nazionali con i loro poteri e con le loro tradizioni culturali e religiose verso le quali i signori dell’Olimpo globalista nutrono una vera e propria idiosincrasia.

In tale visione del mondo la fa, o la faceva, da padrone appunto il neo-malthusianesimo. Quando gli “scienziati” del MIT vengono incaricati dal club di Roma per partorire un modello nel quale si afferma che le risorse della Terra erano finite e che potevano far fronte solamente ad un numero limitato di persone nel pianeta, non hanno elaborato un modello scientifico.

Si sono limitati a confezionare un modello pseudo-scientifico che in realtà rifletteva la filosofia politica della famiglia Rockefeller e delle altre dinastie della finanza mondiale, quali i Rothschild e i Warburg, che considerano l’umanità come un intralcio ai loro piani e come indegna di camminare e vivere su questo pianeta.

Un ex appartenente ai servizi britannici, John Coleman, ha rivelato nel suo libro intitolato “Il comitato dei 300” che gli uomini del club di Roma definiscono il resto dell’umanità come un ammasso di “mangiatori inutili”.

In tale definizione si coglie tutto il disprezzo che tali circoli di sedicenti “eletti” nutrono verso il resto dell’umanità e si nota anche la visione gnosticista che domina il mondialismo, in base alla quale i degni di vivere sul pianeta e di godere dei suoi frutti sono solamente che coloro che hanno accesso alla conoscenza segreta.

È la stessa filosofia che governa le logge massoniche nelle quali alla fine gli “eletti” veri sono ben pochi e anche coloro che servono questi poteri si ritrovano a loro volta ad essere delle pedine da poter sacrificare in qualsiasi momento pur di assicurare la supremazia di quei pochissimi che siedono al vertice di questo sistema piramidale.

Quelle “previsioni” sul depopolamento di Deagel e dell’UE

Ciò che però interessa particolarmente in questa occasione è come negli ultimi decenni diversi think-tank legati ai Rockefeller abbiano elaborato delle strane “previsioni” di riduzione della popolazione mondiale che più che semplici stime si sono rivelate dei veri e propri piani prestabiliti.

È il caso del think-tank Deagel che fino al 2020 ospitava nel proprio sito delle “stime”, poi rimosse, nelle quali si vedeva un drammatico calo della popolazione mondiale, soprattutto per ciò che riguarda i Paesi Occidentali.

La tempistica che ha portato alla rimozione di questa tabella è alquanto sospetta perché coincide con l’inizio della farsa pandemica “prevista” anch’essa “casualmente” da un’altra pubblicazione della fondazione Rockefeller intitolata “Operazione Lockstep”.

Nella tabella che è stata rimossa si vedono dei cali impressionanti per ciò che riguarda, ad esempio, la popolazione della Germania.

I tedeschi, secondo Deagel, saranno 28 milioni nel 2025 rispetto agli 80 milioni che erano prima del 2020.

Non va molto meglio per la Francia la cui popolazione passerebbe da 67 milioni a 39 milioni e nemmeno per l’Italia che vedrebbe un calo della sua popolazione da 62 a 43 milioni, anche se in misura inferiore rispetto a quello dei francesi e tedeschi.

La tabella rimossa da Deagel sul calo della popolazione mondiale

Appare anche singolare il fatto che questo drastico calo della popolazione non interessi i Paesi al di fuori dell’Occidente liberale.

Se si dà uno sguardo infatti alle previsioni sulla Nigeria, l’India o la Cina si vede che non c’è un calo, ma in alcuni casi persino un incremento delle popolazioni.

Ciò forse si spiega con il fatto che coloro che hanno elaborato tali stime pensavano che questi Paesi e i loro leader politici avrebbero adottato delle politiche per prevenire tale depopolamento.

Qualcuno potrebbe obbiettare che Deagel ha semplicemente tirato fuori quei numeri in base a sue non meglio precisate elaborazioni, ma se si considera la biografia del personaggio molto vicino ad ambienti potenti questa ipotesi può essere scartata.

Deagel: un uomo dello stato profondo di Washington

Edwin Deagle Jr. era un economista e consulente militare che ha iniziato a collaborare per la famiglia Rockefeller già nel 1977 quando diventò il vice-direttore delle relazioni internazionali per la fondazione dei banchieri.

Una delle prime persone che il consulente politico informa della nomina è il direttore della CIA, Stansfield Turner, al quale scrive una lettera il 31 agosto del 1977.

Deagel è stato un personaggio che si è mosso sempre a suo agio in quegli ambienti che sono il governo segreto di Washington, ovvero quell’intricato dedalo di club e associazioni private che hanno sempre utilizzato gli Stati Uniti e le sue capacità militari ed economiche per portare avanti l’agenda del governo globale.

Negli anni successivi Deagel riceverà altri importanti incarichi quali quello di vice-segretario della Difesa sotto l’amministrazione Clinton molto vicina anch’essa alla famiglia Rockefeller e alle “grandi” banche di Wall Street quali Goldman Sachs che finanziò le due campagne elettorali di Bill Clinton negli anni 90.

Ora a questo punto considerata la filosofia malthusiana che governa il Club di Roma non può non essere preso in considerazione quanto sta accadendo da due anni a questa parte riguardo al depopolamento in corso dei Paesi europei dopo l’inizio della campagna vaccinale.

Le statistiche ci stanno chiaramente dicendo che è in corso un fenomeno senza precedenti dal dopoguerra ad oggi.

Stanno morendo molte più persone di quelle che di norma dovrebbero morire. E non si può attribuire la responsabilità di tale calo alla farsa pandemica durante la quale morirono meno persone a dimostrazione, l’ennesima, che nel 2020 non ci fu alcuna “pandemia” ma una massiccia montatura terroristica mediatica volta a far credere che un misterioso virus stava falcidiando le persone in Europa.

L’aumento della mortalità dopo la campagna vaccinale

Intanto guardiamo i freddi numeri. In Europa, Regno Unito e Paesi dell’UE, vediamo che nel biennio 2021-2022 si sono registrate circa 779mila morti in eccesso.

Questi numeri vengono dall’OCSE e quindi considerata la vicinanza dell’istituto a determinati ambienti dell’establishment europeo tali cifre sono probabilmente sottostimate non di poco ma già così si ha un’idea del fenomeno che è in corso.

In Australia, per restare sempre nella zona dei Paesi vicini all’Occidente, si nota la stessa tendenza.

Dal 2020 al 2022 la mortalità in eccesso è salita del 1640%. Sono numeri folli e terrificanti allo stesso tempo.

E l’unica spiegazione razionale che sembra giustificare questa ondata di morti senza precedenti sembra essere quella della campagna vaccinale.

Non si tratta solamente di una solida ipotesi ma anche di un qualcosa che trova riscontro effettivo negli stessi numeri a disposizione su queste morti in eccesso.

Nei dati del Regno Unito, ad esempio, abbiamo a disposizione nel periodo che va da gennaio a maggio del 2022 il tasso di mortalità per la fascia di età che va dai 40 ai 49 anni divisa in base al numero di vaccinazioni Covid eseguite, da zero a tre.

I numeri non mentono. Coloro che hanno preso una o più dosi muoiono in quantità molto maggiori di chi non ha preso nemmeno una dose.

Fonte: Ufficio delle Statistiche Nazionali del Regno Unito. Elaborazione grafico: Expose News

Nel solo mese di febbraio, le probabilità di morte sono più alte del 264% per chi ha preso solamente una dose di siero rispetto a chi non ne ha presa nemmeno una.

Non si tratta quindi soltanto di una teoria, ma dell’unica spiegazione logica possibile della quale c’è prova anche nei numeri pubblicati dai vari governi.

Se poi si considera che il contenuto di tali vaccini sembra in larga parte essere grafene come documentato dalle analisi di vari ricercatori è chiaro che l’intento della distribuzione dei sieri da parte dei governi non era certo quello di proteggere la salute delle persone ma piuttosto di portarle ad una loro morte precoce.

Le stime di Deagel pertanto non possono essere liquidate come sue speculazioni personali e inoltre non è stato l’unico a “prevedere” che la popolazione sarebbe diminuita, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti.

Prim’ancora di lui fu l’ufficio statistico dell’Unione europea, l’Eurostat, a elaborare previsioni nelle quali si affermava che la popolazione dei Paesi europei sarebbe diminuita di almeno 20 milioni entro il 2050.

Nel rapporto dell’Eurostat si parla di un calo “naturale” della popolazione ma considerato quanto sta accadendo questa riduzione non sembra essere affatto naturale ma piuttosto anomala e preoccupante.

Il depopolamento: un piano di sterminio preparato da tempo

Alla luce di quanto sta accadendo dopo la distribuzione, e spesso imposizione, di massa dei vaccini, quelle sinistre e tremende previsioni di depopolamento si stanno rivelando come l’attuazione di un programma politico prestabilito.

Gli ambienti che dominano i circoli della finanza e del globalismo avevano un fine chiaro e non lo hanno mai nascosto.

Volevano attuare un genocidio di massa e hanno pensato di farlo attraverso il vaccino, una moderna arma di distruzione di massa.

Bill Gates stesso ammise che i vaccini avevano questo fine, e recentemente è tornato anche a parlare l’uomo che scrisse “I limiti della crescita”, Dennis Meadows.

Meadows ha affermato esplicitamente che occorre ridurre la popolazione mondiale ad 1 miliardo di persone, il numero “magico” nella sua visione malthusiana, e si augura che ciò venga fatto attraverso “modi civili”.

Ciò quindi non esclude affatto che pur di avere la depopolazione tanto agognata dal club di Roma dei Rockefeller si possa ricorrere anche a metodi violenti.

C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione.

Le dosi di vaccino che sono state prodotte sono complessivamente 12,7 miliardi. È un numero semplicemente troppo enorme e ridicolo al tempo stesso da poter pensare che sia stato prodotto nel giro di pochi mesi.

Chiunque ha famigliarità con il mondo della produzione e distribuzione farmaceutica sa perfettamente che per giungere a queste cifre occorre molto più tempo e tutta la intera catena produttiva andrebbe dirottata per produrre solamente questo farmaco.

Non è ciò che è accaduto e ciò porta alla inevitabile conclusione che questo piano di ridurre la popolazione attraverso una distribuzione di massa dei sieri è iniziato molti anni prima.

Se la famiglia Rockefeller già nel 1972 aveva stabilito che la popolazione mondiale andava drasticamente ridotta, i governi e i vari circoli controllati dalla dinastia di banchieri non hanno fatto altro che nei decenni passati che prepararsi per giungere a questo obiettivo.

E le pubblicazioni e i vari rapporti dove si annunciava l’avvento dell’operazione terroristica del Covid e il conseguente abbattimento del numero di persone, soprattutto in Occidente, non erano altro che le indicazioni e i piani che questi poteri avevano stabilito per il mondo.

Alla fine si vede che la filosofia malthusiana del Nuovo Ordine Mondiale non è altro che quella che ha concepito e compiuto un genocidio di massa su scala globale.

La cosiddetta “pandemia” non è stata altro che uno degli attacchi più feroci che i popoli hanno subito dall’inizio della notte dei tempi.

CESARE SACCHETTI

Da La Cruna dell’Ago

Di THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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