Berlusconi, che brutta fine

Di Marcello Veneziani


Che brutta fine, indecorosa, ha fatto Berlusconi. Che fosse un egoarca che riduce il mondo a un gigantesco Fatto Personale, lo sapevamo. Ma anni fa, insieme a questo suo pessimo vizio, c’era anche la sua straordinaria capacità di imprenditore e di monarca politico, la sua generosità e il suo intuito. Ora gli è rimasto solo il peggio. Quella maschera ridente, quell’ologramma grottesco, non pensa ad altro che a sé e ai suoi assistenti. Ha chiesto tre ministeri per la sua persona: la giustizia, perché lui ha ancora i conti aperti, la comunicazione, perché tocca le sue tv, e la Ronzulli sua infermiera politico-ludica elevata al rango di ministro. E non avendo avuto la promessa che la suddetta statista avrebbe avuto il ministero che pretendeva, ha sporcato il primo atto politico di questa legislatura, non facendo votare La Russa. E dire che lo avevano assecondato anche nel suo ridicolo delirio di fare il Capo dello Stato. Ora, chissà cosa succederà al prossimo governo. Di La Russa, del mistero dei suoi soccorritori dalle opposizioni e delle incognite sul governo ne riparleremo presto. Ma una cosa possiamo già dire: Berlusconi ha finito in bruttezza la sua parabola. Gli sopravvive malamente solo la sua torva controfigura. Amen.

THEMILANER

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