Ignazio La Russa è il nuovo presidente del Senato

Per Forza Italia votano solo Berlusconi e Casellati

Ignazio LA RUSSA – FDI

Nulla di nuovo sotto il sole, se il centro destra voleva dare un segnale di compattezza e di cambiamento non ci è riuscito. Pare che l’oggetto del contendere sia un posto per la Renzulli e questo scontento si riverbera sui voti sia del Senato che della Camera.

La Russa è stato eletto a Palazzo Madama  sostenuto da 17 sentori fuori maggioranza. A Montecitorio in pole position Stefano Molinari della Lega, si vedrà nella seduta delle 17 se un accordo è stato trovato.

Certo non si è partiti con il piede giusto, Si sperava che le cose fossero decise da tempo e invece i cittadini vengono sottoposti a questi giochetti da prima repubblica, con la differenza che nella prima repubblica le cose le sapevano fare molto meglio.

Velo pietoso sugli interventi di Segre e Rosato che hanno aperto le sedute di Senato e Camera, entrambi intrisi di retorica e, credete di retorica in tempi come questi non ne abbiamo bisogno.

CHI E’ IGNAZIO LA RUSSA

 La vicenda politica del neopresidente del Senato parte da lontanissimo, nel contesto di una famiglia legata al fascismo e, nel dopoguerra, ai suoi eredi politici, per poi aderire convintamente, a metà degli Novanta, alla svolta liberale impressa da Gianfranco Fini.

Se la si vede dal punto di vista puramente parlamentare, quella di La Russa è una promozione allo scranno più alto di Palazzo Madama da vicepresidente esperto, e pertanto risulta anche naturale, ma è dal punto di vista politico che la sua elezione assume un significato rilevante.

Come si diceva, La Russa (classe 1947) ha un pedigree esemplare di esponente della destra nazionale: si è fatto le ossa, infatti, nel Fronte della Gioventù, figlio di un esponente del Pnf e poi del Msi, partito col quale è approdato per la prima volta in Parlamento nel 1992.  

Poi, con l’irruzione di Silvio Berlusconi nella scena nel 1994 e la fondazione del centrodestra, è arrivata Fiuggi e l’emarginazione dei nostalgici e il taglio del cordone ombelicale col fascismo, che ha aperto agli ex-missini le porte del governo.

FONTE AGI

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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