Mario Draghi dovrà destreggiarsi fra interessi contrapposti e potrebbe sorprenderci

Come era prevedibile, Mario Draghi diventerà il prossimo Presidente del Consiglio.

Per poter capire i significati profondi di questa svolta prossima futura della politica Italiana dobbiamo cercare di inquadrare molto in fondo “il personaggio” Draghi.

Certamente qualche tempo fa di primo impatto mi sarei sentito in dovere di dire che peggio di lui (forse) soltanto Mario Monti, perché rappresenta l’incarnazione di tutti quei poteri economici che disprezzo.

Tuttavia a differenza di Mario Monti che è un vero e proprio Killer programmato esclusivamente per la distruzione economica del popolo e di fatto conosce solo quelle formule (Bocconi, Commissione Trilaterale, Bildenberg etc etc.),

Mario Draghi no.

Mario Draghi è veramente preparato, e la sua preparazione di fondo in realtà è mostruosamente umanista.

Dopo aver studiato dai gesuiti (macchina da guerra della competenza economica), alla Sapienza fu allievo di un grandissimo Economista, forse il più grande fra gli Italiani, Federico Caffè, (sparito nel nulla un pomeriggio del 1987, se non conoscete la sua storia vi invito a cercarla) che lo forgiò sulla base di competenze keynesiana (per chi non conoscesse le politiche di Keynes dovete sapere soltanto che sono politiche economiche prevalentemente a vantaggio del popolo).

Si specializzò inoltre al Mit di Boston (Cambridge) dove c’era un altro Keynesiano di ferro, Franco Modigliani a rinforzare la sua enorme conoscenza ” economica sociale”.

E proprio in virtù di queste sue competenze, che dimostrò di maneggiare con grandissima maestria (divenne consulente del tesoro in Italia) che il “sistema” lo assunse, con l’unico scopo specifico di distruggere le micidiali politiche economiche sociali di cui era portatore, per sostituirle (pagato profumatamente) con quelle Neoliberiste della scuola di Chicago di Milton Friedman (male assoluto).

Dopo un training da Goldman Sachs (altro male assoluto) la definitiva consacrazione al male avvenne nel 1992 sulla nave Britannia (p.s. anche Grillo fu lì sopra, un carabiniere in servizio sulla nave me lo confermò personalmente, ma questa è un’altra storia) dove ricevette l’investitura ufficiale da parte del gotha mondiale della finanza.

Quando fu nominato governatore della BCE mostrò la sua smisurata capacità salvando l’Euro dalla crisi subprime. Navigando in mezzo alla crisi Greca a colpi di Bazooka (quantitative easing) per salvare “capre e cavoli (debito banche e stati).

Draghi ha portato a termine il suo lavoro di cecchino. Ma è stato un cecchino precisissimo, ma non un killer, in quanto in un paio di occasioni ha mostrato infatti una inaspettata “pietà”.

In piena pandemia se ne uscì addirittura con affermazioni pubbliche di natura deliziosamente Keynesiane facendo saltare dalla sedia tutti coloro come me che lo seguono da anni.

In quei giorni pure Trump spese parole di elogio per lui.

Il sistema, pochi giorni dopo quelle “infelici dichiarazioni” gli ricordò, (come solo loro sanno fare, incendiandogli casa), che lui doveva continuare a stare al posto suo zitto e buono.

Ora in pieno marasma mondiale lui è stato messo lì nuovamente proprio perché deve destreggiarsi fra interessi contrapposti (Cina, UE, America, Vaticano, Russia)

In base alle sue prossime mosse capiremo definitivamente a quale “guinzaglio” è legato e di cui lui fa solo le veci.

Incrociamo le dita.

Gaspare Russo

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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