Il pericolo cinese è incombente, lo dice Massolo presidente ISPI e Fincantieri

La Cina sta espandendo i suoi affari in molte parti del mondo e lo fa continuamente ed inesorabilmente, cercare di agevolare questa tendenza come ha fatto il nostro Governo, unico in Europa ad aderire alla “Via della Seta”, è pericoloso per una serie di fattori, primo fra tutti l’adesione dell’Italia al Patto Atlantico.

La posizione del nostro Governo che strizza l’occhio ai cinesi, non piace per nulla agli altri paesi europei e men che meno agli Americani. Il Segretario di Stato Usa, recentemente in visita in Italia, ha detto a Conte e Di Maio che il Partito comunista cinese sta cercando di sfruttare la propria presenza in Italia per i propri scopi strategici, non è certo un partner sincero. Nella conversazione con il premier, poi, Pompeo ha chiesto “di fare attenzione alla privacy degli italiani per quanto riguarda la creazione della rete 5G. La Via della Seta e il conseguente uso dei nostri porti e il 5G sono le due questioni che mettono l’Italia in cattiva luce tra gli alleati atlantici.

Non dimentichiamo che alla Cina dobbiamo anche il Covid 19, pandemia mondiale che pare abbia avuto origini alquanto incerte e che seguendo una certa logica avrebbe come conseguenza l’indebolimento dell’economia mondiale. Mentre la Cina pare essersi ripresa perfettamente dalla pandemia, il resto del mondo arranca nella seconda fase del virus.

Nei giorni scorsi ha preso la parola sul tema Cina il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, ambasciatore, già segretario generale della Farnesina e direttore del Dis, per constatare che la Cina rimbalza e riprende la corsa alla crescita mentre in Occidente il virus riesplode.

Osserva Massolo: “Il multilateralismo, al di là della pubbliche professioni di fede, viene trasformato dentro questa battaglia per una supremazia, che per adesso è ancora degli Usa, ma che la Cina vorrebbe acquisire”.

Siamo dinanzi ad una nuova guerra fredda? Per Massolo quel che entra in gioco “è la strategia di penetrazione di Pechino in quegli organismi sovranazionali deputati alla definizione degli standard a cui tutti i paesi che vogliono agire in campo globale si devono adeguare”. La Cina, sostiene il diplomatico, “è stata molto accorta nell’agire all’interno di queste organizzazioni rispetto agli Usa e all’Europa, che non sono state distratte, ma certamente hanno in qualche modo subito un’iniziativa lungimirante della Cina”. Una strategia che, secondo Massolo, “ha riguardato un po’ tutti i campi, basti pensare all’Oms e alla sua azione durante la pandemia”.

Che fare, allora? Secondo Massolo dobbiamo correre ai ripari e agire perché quando questo ambito era sostanzialmente un monopolio delle democrazie industrializzate e la Cina un paese in via di sviluppo il pericolo non esisteva, ma ora le cose sono cambiate. L’Occidente è ancora in vantaggio ma la Cina è molto pragmatica e se prima è sempre stata al margine dell’Iso, governata da Usa e Europa, dal 2008 è divenuta membro permanente, nel 2013 è entrata nel board esecutivo, quindi nel governo, e nel 2015 per un triennio ha avuto la presidenza.

Per il presidente di Fincantieri questa è la dimostrazione lampante di un uso molto sagace del multilateralismo. Anzi, aggiunge Massolo: “io credo che una carica di questo tipo valga molto di più di un missile intercontinentale, perché lì si fanno le regole”. L’Europa dovrebbe, in uno spirito di coesione, rinsaldare l’alleanza con gli Stati Uniti per non ritrovarsi da sola e  – in questo quadro – negoziare con Pechino in tutti i campi dove è necessario agire.

Manuela Valletti

fonte

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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