L’annuncio di Putin: “Siamo i primi ad avere il vaccino contro il Covid”

Il presidente russo assicura che sia “abbastanza efficace”. Una dose è stata somministrata anche alla figlia ma la comunità scientifica è preoccupata per la velocità del processo

La Russia ha il suo vaccino contro il Covid-19. Lo ha annunciato il presidente, Vladimir Putin, orgoglioso del successo. “Siamo i primi a riuscirci”, ha rivendicato. Ed è stato chiamato “Sputnik V“, come il satellite dell’era sovietica che fu il primo lanciato nello spazio. Per rassicurare sulla totale fiducia nella sua efficacia, il capo di Stato ha comunicato che ad una delle sue figlie è stata somministrata una dose. Ma non basta per i ricercatori e gli scienziati in Occidente che hanno sollevato preoccupazioni sui tempi troppo rapidi dello sviluppo del vaccino russo. La preoccupazione è che i ricercatori abbiano ceduto alle pressioni delle autorità per la consegna prendendo delle pericolose scorciatoie. 

L’Organizzazione mondiale della sanità ha già avvertito che qualsiasi timbro di approvazione dell’Oms su un candidato vaccino anti-Covid-19 richiederà una “rigorosa revisione” dei dati di sicurezza. “Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie russe e sono in corso discussioni in merito alla possibile pre-qualificazione del vaccino da parte dell’Oms”, ha detto il portavoce dell’agenzia Onu, Tarik Jasarevic. Putin però si è mostrato già convinto. “So che è abbastanza efficace, che dà un’immunità sostenibile”, ha spiegato in una video-conferenza con cui ha comunicato la notizia al mondo. Il siero è stato sviluppato dall’istituto di ricerca Gamaleya in coordinamento con il ministero della Difesa e altri organi governativi. “Ha preso parte all’esperimento e ha avuto solo una leggera febbre dopo la seconda iniezione”, ha spiegato Putin parlando della figlia. 

Intanto il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (Rdif), Kirill Dmitriyev, ha annunciato che la produzione industriale è prevista da settembre e che 20 Paesi hanno già fatto “ordini preliminari per oltre un miliardo di dosi”. La distribuzione del vaccino comincerà il primo gennaio 2021. Insieme ai partner stranieri la Russia – ha spiegato Dmitriyev – è pronta a produrre 500 milioni di dosi all’anno in cinque Paesi. Domani inizieranno invece i test della Fase 3 su un grande numero di persone.

Con la pandemia del nuovo coronavirus che ha paralizzato l’economia globale, la corsa al vaccino è diventata anche politica e militare. Dmitriyev ha denunciato “attacchi mediatici coordinati e attentamente orchestrati” volti a “screditare” il vaccino russo. “Dovremmo lasciare la politica alle spalle e goderci questo momento”, ha invitato. “Non stiamo forzando questo vaccino a nessuno”, ha continuato. La pandemia ha visto una mobilitazione senza precedenti di finanziamenti e ricerche per creare un vaccino in grado di proteggere miliardi di persone in tutto il mondo. La Russia aveva fin da subito fatto pressioni per svilupparne rapidamente uno e all’inizio del mese aveva affermato di sperare di avviare la produzione di massa entro poche settimane e di produrre “diversi milioni” di dosi al mese entro il prossimo anno.

La scorsa settimana l’Oms aveva però esortato Mosca a seguire le linee guida stabilite e “procedere attraverso tutte le fasi” necessarie per sviluppare un vaccino sicuro. E già allora il portavoce Christian Lindmeier aveva dichiarato che l’Oms non era stata ufficialmente informata di alcun vaccino russo sul punto di essere prodotto. Gli esperti non nascondono la preoccupazione che non si sappia abbastanza sulla ricerca russa. “Sembra che finora ci siano pochi dettagli sui vaccini russi candidati”, ha confermato Danny Altmann, professore di immunologia all’Imperial College di Londra. “Il danno collaterale derivante dal rilascio di qualsiasi vaccino che sia meno che sicuro ed efficace potrebbe esacerbare i nostri attuali problemi in modo insormontabile”, ha avvertito. 

L’istituto statale Gamaleya era già finito nel mirino dopo che, diversi mesi fa, i ricercatori e il direttore si iniettarono il ​​prototipo, con specialisti che hanno criticato la mossa giudicata un modo non ortodosso e affrettato di avviare test clinici sugli umani.  Inoltre Mosca ha respinto le accuse di Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada secondo cui un gruppo di hacker collegato ai servizi di intelligence russi avrebbe cercato di rubare informazioni su un vaccino contro il coronavirus dai laboratori occidentali.

FONTE

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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