Catalogna: l’ora dei manganelli

Scene veramente terribili trasmesse da tutte le televisioni del mondo mostravano una popolazione inerme che si accingeva ad esprimere un voto, che questo voto sia poi stato legittimo o meno non ha alcuno importanza, invece i cittadini della Catalogna sono stati manganellati ferocemente dalla polizia spagnola nell’indifferenza totale della politica Europea.

Una cosa è certa: con più goffaggine il referendum indipendentista catalano non si sarebbe potuto gestire. Vedere la Guardia Civil e la Policia Nacional manganellare la popolazione inerme che nemmeno lontanamente mirava ad usare violenza a persone o cose e che soltanto intendeva esprimere un voto è inammissibile e pateticamente scellerato. Politicamente sciocco.

L’esercizio di un voto, al più – se questo voto è illegale – potrà essere una sceneggiata, ma mai e poi mai un crimine, mai e poi mai meritevole dei manganelli. È del resto lo stesso primo ministro spagnolo Mariano Rajoy a parlare di “sceneggiata”: ma se così è, se lo sai, perché manganelli?

La tentazione di fare l’uomo forte quando si al governo e – diciamolo pure – quando hai le telecamere e tutte le fotocamere degli smartphone puntate addosso è quasi irresistibile. Anche perché oggi è in gran voga dare gli ultimatum, come nei film western. «Se tocchi ancora il mio cavallo ti ficco un proiettile in testa».

Le due ultime versioni aggiornate alla cronaca sono: «Se lanci un altro missile ti distruggo la Nazione» e «Se fai il referendum ti faccio caricare dalla polizia». E se la rivolta indipendentista continua che cosa fai, ordini di sparare sulla folla ai capi carro?…

L’altrieri sera a Las Vegas, alle 22.08,  da una  finestra laterale del 32esimo piano de Madaly Bay Hoel,  l’ex contabile in pensione Stephen Paddock ha iniziato a sparare sulla folla sottostante. Ventiduemila persone accalcate ad ascoltare Jason Aldean che si esibiva sul palco del festival di musica country “Route 91 Harvest”.

E compie la strage più grave della storia moderna: 59 morti e 527 feriti. Poi si ammazza. Tra 19 fucili acquistati legalmente.

Ma il presidente Trump, candidato prescelto dalla National Rifle Association – la lobby delle armi, la più potente d’America – ha già fatto sapere per bocca del suo portavoce Sarah Sanders che «C’è un tempo e un luogo per un dibattito politico, ma non è ora».

I manganelli della Guardia Civil, i 19 fucili del massacratore di Las Vegas che cosa hanno in comune? L’idea che la violenza possa essere una soluzione: di una questione politica, di una umana disperazione.

E sono entrambe violenze fuori contesto: iniziate senza un’aggressione. O per l’aggressione invisibile della follia, che giunge quando hai perso il rispetto del tuo prossimo e della vita.

 FONTE : Edoardo Varini

THEMILANER

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