Meloni

Pensavo che l’età che con sé porta delusioni, disincanti e indifferenza (a qualcuno anche cinismo), mi avessero reso immune dalla vergogna e dallo schifo.

Ho constatato che così non è: le foto della Giorgia Meloni al G7 di Hiroshima mano nella mano con il demente nordamericano, con la sua collega Ursula von der Leyen (collega perché ambedue fanno le donne di servizio alla Casa Bianca), con il Cancelliere tedesco (oh, che rimpianto della Merkel, ed è quanto dire), i buffetti sul viso con il noto Emanuele Macron e gli altri tristi partecipanti alla riunione, mi hanno provocato un profondo senso di vergogna e di profondo schifo.

Capisco che è una chiara sindrome borgatara il bisogno di essere “accettato” dalla borghesia predatoria che comanda; so bene quanto il soggetto in questione abbia ingannato i suoi elettori e abbia sempre mentito nelle sue precedenti dichiarazioni, elevando menzogna e tradimento a livelli mai raggiunti da nessuno, e ciò allo scopo di fare il Capo del governo, consegnando – nella sua testa – il suo nome alla storia.

Chi non ricorda le sue urla in Parlamento e i suoi impegni solenni starnazzati nelle piazze, di uscita dall’euro e contro il sanguinario imperialismo atlantista?

Mai avrei immaginato una tale attitudine al servilismo e alla propria esaltata ambizione personale.

Chi l’ha votata doveva ben capire che se il personaggio in questione non avesse dato sicure garanzie (specificamente con l’ingresso nell’Aspen Institute) mai il fortunato figlio di Bernardo Mattarella le avrebbe dato l’incarico di formare il governo, e mai vi sarebbe stato il consenso di quelle ristrettissime élite che affamano il mondo e negano l’umanità.

A quelle élite la Signora in questione, per suo personale tornaconto, si è asservita.

AUGUSTO SINAGRA

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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