Questione di corna

La coppia consisteva in due giovani, lui sui 35/40 e lei sui 20/25; venivano dalla terra di Campania e dovevano restare per una settimana. L’inverno precedente avevamo appena ultimato dei lavori di ampliamento della struttura costruendo altre tre camere cosi’che la nostra capacità ricettiva era di ben 12/16 posti letto e quella settimana di agosto eravamo quasi al completo.  

I due arrivarono nel primo pomeriggio. Dopo aver scaricato il bagaglio si eclissarono all’interno della camera. Verso le 16/ 16,30 ricevemmo una strana telefonata. ” Buonasera come posso aiutarla? ” ” Si buonasera mi scusi volevo sapere se i signori Taldeitali sono arrivati e se posso parlare con loro”.

” Mi spiace signora ma non possiamo dare queste informazioni”. ” Ascolti sono dei miei cari amici e sono sicura che a loro non dispiacerebbe parlare con me. Può almeno  dirmi se nel parcheggio c’è una Ford Focus grigio metallizzato?” ” Le ripeto signora, non posso darle queste informazioni ne va della privacy dei miei clienti, la saluto”. Ci guardammo negli occhi e decidemmo che era meglio avvertire i due perché quella telefonata ci era sembrata alquanto strana. Cristina li incontrò che stavano per uscire a fare una passeggiata e li mise al corrente. ” Ascolti, ci è arrivata una telefonata strana da una donna che chiedeva se vi trovavate qui. Alla mia risposta che non potevo darle questa informazione mi ha chiesto se nel parcheggio ci fosse un’ auto come la vostra. Non le ho dato neppure questa informazione. A questo punto ha messo giù il telefono.” “Gentilissima la ringrazio, non capisco chi possa essere. Spero che non la disturbino più. ” A quel punto invece di andare a farsi  un giro rientrarono in camera.

La sera a cena in veranda, atmosfera ovattata, musica di sottofondo, a lume di candela,  la  coppia di Salerno entrò quando  tutti gli altri avevano già preso posto e stavano sorbendo un aperitivo. ” Salve, prego accomodatevi qui “. Li feci sedere in un tavolo verso l’estremità della veranda prossimo all’entrata.  Si capiva che il cibo non era il loro obiettivo principale e infatti dopo il secondo piatto si eclissarono velocemente guadagnando l’entrata della loro camera. 

Alla fine della cena una parte degli ospiti, quelli che abitavano le stanze attigue a quella dei  due infrattati, scese giù in paese, gli altri si radunarono a bere qualcosa nel salotto.

Verso le 23 mentre stavamo apparecchiando i tavoli per la colazione del mattino, udimmo suonare il citofono. Invece di andare a rispondere, mi diressi verso l’ingresso per vedere direttamete di chi si trattasse a quell’ora, dato che gli ospiti presenti nella struttura che eventualmente stessero rientrando non avevano certo bisogno di suonare per poter entrare. ” Salve vorrei sapere se avete una camera singola per questa sera”. La donna, sui 40 portati male, una gonna spiegazzata ed una maglietta supersudata, capelli neri ricci tirati su in qualche modo, gli occhi scuri arrossati come se avesse viaggiato con il vento in pieno viso, mi fronteggiava come se si attendesse una risposta negativa. (Cioè, anche se non hai posto vedi di trovarmelo). Un forte odore di benzina arrivava dal parcheggio dove, tutta impolverata,  giaceva una fiat sgangherata messa di traverso in mezzo alla strada. ” Si signora abbiamo una doppia uso singola, è l’ unica disponibile. La posso aiutare col bagaglio?” ” No grazie ho solo il beauty case. Ho visto che nel parcheggio c’è l’auto di alcuni conoscenti. Mi può accompagnare alla loro camera così li saluto?” Improvvisamente riconobbi in quella donna la  persona che nel pomeriggio aveva telefonato chiedendo informazioni e mi si gelò il sangue. ” Non so se ci sono,  l’accompagno in camera poi vedremo di trovarli”. Stavo cercando di guadagnare tempo e di pensare come fare per risolvere il problema che mi stava cadendo addosso. Arrivati in camera le dissi che sarei andato a vedere se c’erano ma mi precedette all’esterno ” no no vengo anch’io così gli faccio una sorpresa” Cazzo, e adesso ? La presi alla larga, sempre per concedermi tempo per trovare una soluzione, e andai nel salotto comune dove alcuni ospiti stavano chiaccherando bevendo qualcosa.” No qui non ci sono, forse sono andati a fare una passeggiata al chiaro di luna” azzardai.” ” Mi porti alla loro camera, se non ci sono gli lascerò un bigliettino sulla porta”. E vabbè pensai, muoia Sansone con tutti i Filistei, sono fatti loro! A questo punto mi diressi verso le camere  e le indicai quella centrale dove c’erano i due piccioncini. Con passo marziale la tipa si diresse verso l’ingresso, io mi allontanai di qualche metro e stetti a guardare. Bussò tipo”polizia aprite la porta” ! Dopo un istante, illuminato dalla luce esterna sotto il portico, apparve lo sfigato avvolto come nella migliore tradizione, da un asciugamano intorno alla vita. E lì cascò il mondo. ” Brutto stronzo figlio di buona donna, cosa cazzo pensi di fare? Hai due figli, io ti rovino, ti distruggo” ! Ciò detto partì un ceffone diretto al volto del malcapitato che spostandosi in extremis evitò l’impatto. ” E tu, puttana baldracca rovinafamiglie, esci fuori che ti faccio vedere cosa vuol dire, te lo dò io l’ucc….” ” Calmati calmati ” esordì lo sfigato. Io nel frattempo osservavo e speravo quantomeno che gli altri ospiti non si accorgessero di nulla anche se strillava come un’aquila. Mi avvicinai per cercare di calmare le acque ” Signora per favore non faccia così siamo in un luogo pubblico, ci sono altri ospiti e…” Lei stia zitto, io la denuncio perché è complice di questo tradimento, io la denuncio, io la denuncio” !strillava  l’arpia ” Nunziata calmati non fare scenate” muovendosi verso di lei con la mano destra si teneva su l’asciugamano e con la sinistra cercava di azzittirla mettendogliela sulla bocca. Ma mal gliene incolse in quanto si beccò un morso e un’altro ceffone che questa volta giunse a segno. A questo punto eravamo al limite della zuffa.” Un padre di famiglia, ridotto a nascondersi appresso ad una zoccola in un albergo e adesso che gli racconti a Pasqualino e a Rituccia, ma io ti sputtano, tutto il paese deve sapere che pezzo di merda sei! Nel frattempo la “zoccola” preoccupata dalla piega che avevano preso gli avvenimenti s’era buttata addosso qualche straccio di fortuna e cercava di arrivare fuori dalla portata della furia che provava a doppiare il marito per costringere la  ragazza in un angolo della stanza e riempirla di botte. Evidentemente il malcapitato aveva il grosso problema  che se usava entrambe le mani per fermare la moglie scatenata, avrebbe perso l’asciugamano e sarebbe rimasto ignudo davanti a tutti, ben magra figura, anche peggiore di quella che stava facendo in quell’istante. Dopo aver raggiunto quindi la faccia del vile traditore con uno schiaffone che somigliava più ad un gancio alla mascella, la nobildonna girò sui tacchi e venne verso di me che mi tenevo a debita distanza. ” Non è finita qui, cosa crede, io la denuncio come è vero che mi chiamo Nunzia,  lo giuro sui miei  figli non la passerete liscia!” ” Non capisco ma io che c’entro? ” “Lei lo ha coperto, era al corrente  e li ha protetti, ma non finisce qui! ” Nel frattempo indietreggiando, ero arrivato davanti al cancello che dava sul parcheggio e lei roteando il beauty case come una mazza medievale mi costringeva nell’angolo, sicchè anche se avessi voluto fuggire, non  sarei riuscito a sottrarmi. Ma fui fortunato in quanto, invocando Matteo il Santo Patrono di Salerno, e scaricando una sequela di insulti sul marito e la di lui compagna al duolo, spalancò il cancello, percorse correndo i pochi metri nel parcheggio,  salì nel suo catorcio infocato, mise in moto facendo rabbrividire la corona del volano contro il lanciatore del motorino d’avviamento, innestò la retromarcia grattando quanto bastava, inchiodò i freni fortunatamente prima di finire  contro un’altra auto parcheggiata, e schizzando breccia da sotto l’avantreno che andò a colpire  tutte le auto in sosta, partì a tutta birra lasciandosi appresso una scia di puzza di benzina e di olio bruciato……..sic! I due si rintanarono in camera nel silenzio più assoluto. Tornato mestamente in cucina raccontai per sommi capi a Cristina ciò che era successo anche perché lei, visto che io ero dovuto andare al cancello, mi aveva sostituito nell’apparecchiamento dei tavoli per la colazione e quindi non si era resa conto di cosa era successo, nè le erano giunte le grida dell’ossessa. Esausti andammo a dormire scommettendo su cosa avrebbero fatto i due l’indomani. 

Arrivarono alle 9 ,30, sembravano due fantasmi. Occhiali scuri e facce pallide. Presero un caffè senza mangiare nulla. Quando mi avvicinai al tavolo,  con voce sommessa si scusò dell’accaduto. ” Mi dispiace, non avrei mai immaginato che sarebbe potuto accadere qualcosa di simile. Vede io mi sto separando e mia moglie non l’accetta. ” ” Beh sono cose che succedono spesso, ma scusi come ha fatto a sapere dove eravate andati a passare la vacanza? Non credo che glielo abbiate comunicato…” Certamente no. Ma ho fatto una stupidaggine, anche se mai avrei creduto mia moglie capace di tanto…quando le ho fatto la prenotazione via fax, ho gettato la copia con i dati della carta di credito nel cestino posto a fianco della mia scrivania. Si è recata nel mio ufficio, la segretaria conoscendola l’ha fatta entrare, e deve  averla trovata rovistando nel cestino. Lì erano indicati numeri telefonici, indirizzo etc. Quando  ieri lei mi ha detto che qualcuno, una donna, aveva telefonato chiedendo di me, non avrei  mai creduto che sarebbe saltata in auto, avrebbe percorso quasi 500 km solo per venire ad insultarci, visto che sapeva perfettamente tutto e non aveva bisogno di alcuna prova. Il problema adesso è che sarà andata a lamentarsi da mia madre che è cardiopatica e quindi purtroppo dobbiamo rientrare subito.” 

I due sfigati partirono dopo una mezz’ora, pagando senza battere ciglio l’importo totale della permanenza di una settimana. Cara gli costò quella notte di amore e di terrore!

Fabrizio de Robertis

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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