Ucraina attaccata su tre fronti: ecco come si è svolta l’invasione russa

Il via alle operazioni militari ordinate da Vladimir Putin è scattato alle 4 del mattino

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 È iniziata alle 4 del mattino italiane l’invasione russa dell’Ucraina, annunciata dal presidente russo, Vladimir Putin, come una “operazione militare speciale” per “demilitarizzare” e “denazificare” la nazione confinante. Secondo le informazioni, non sempre verificabili, che giungono dal terreno l’attacco di Mosca si starebbe svolgendo su tre fronti, da Sud, Nord ed Est.

Le guardie di frontiera ucraine riferiscono che le forze di terra sono già entrate nella regione della capitale Kiev, dove sono suonate le sirene antiaeree e la popolazione si è rifugiata nei bunker e nella metropolitana. L’offensiva è iniziata con un’ondata di missili da crociera, colpi d’artiglieria e bombardamenti aerei che hanno colpito postazioni di confine e infrastrutture militari, tra cui le basi aeree.

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© DANIEL LEAL / AFPSoldato russo

Esplosioni sono state udite in numerose città ucraine: da Odessa alla capitale Kiev, da Kharkiv a Dnipro. A Mariupol, parte del territorio del Donbass ancora controllato da Kiev, sarebbe già in corso l’invasione di terra: Reuters ha diffuso immagini che mostrano carri armati russi nella: strategica città portuale sul Mare d’Azov.

L’entità delle operazioni russe non è ancora del tutto chiara. Putin ha affermato che non intende occupare il territorio del Paese e, a tre ore dall’inizio dell’attacco, il ministero della Difesa russo ha affermato di aver “neutralizzato” le difese aeree ucraine. La maggior parte dei bombardamenti sono concentrati nell’Est, dove si trovano le aree controllate dai separatisti, i quali, un paio d’ore dopo l’inizio dei bombardamenti russi, hanno attaccato le posizioni dell’esercito ucraino ai confini delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

Sono stati, però, riportati attacchi aerei anche a Ovest, su Lutsk, Kherson e Ivano-Frankivsk, vicino al confine polacco. Lo spazio aereo è stato chiuso nel Nord Est ed è stato sospeso tutto il traffico aereo civile all’interno del Paese. Secondo quanto riferito da fonti ucraine, le truppe russe stanno entrando nel Paese da tre direzioni: a Nord dall’avamposto di frontiera di Senkivka, ovvero dalla Bielorussia; a Est, in direzione di Kharkiv; a Sud, dalla Crimea.

Non è al momento possibile stabilire con chiarezza quanto l’esercito russo sia entrato in profondità nel territorio ucraino. Le informazioni su uno sbarco anfibio a Odessa sono state smentite da alcune fonti ucraine. Nella città portuale sul Mar Nero sono stati registrati 18 morti per un attacco missilistico. Altre sei vittime sono state segnalate dalle autorità locali a Brovary, vicino Kiev.

Il presidente ucraino, Voldymyr Zelensky, ha dichiarato la legge marziale, offerto un’arma a qualsiasi cittadino la richieda. Il suo consigliere, Mykhailo Podolyak, ha assicurato che “l’esercito sta infliggendo perdite significative al nemico”. L’esercito ucraino ha affermato di aver ucciso decine di militari russi e di aver abbattuto diversi mezzi aerei, tra cui tre elicotteri che stavano attaccando ucraina-attacco-su-tre-fonti-come-si-svolta-invasione-russa-

L’esercito russo sostiene invece che le forze schierate da Kiev alla frontiera non hanno opposto resistenza e che i paracadutisti russi hanno occupato l’aeroporto di Boryspil, vicino la capitale ucraina. Le forze di Kiev, nonostante gli aiuti occidentali, soffrono però di una forte sproporzione numerica di fronte al nemico. Mosca ha circondato il Nord e l’Est dell’Ucraina con circa 190 mila truppe, 30 mila delle quali in Bielorussia, ha ammassato le sue forze navali nel Mar Nero e ha chiuso il Mare d’Azov alla navigazione.

In totale la Russia può contare su 900 mila effettivi, due milioni di riservisti e mezzo milione di militari impiegati in altre forze. L’Ucraina ha invece un esercito di terra di 145 mila effettivi, più 45 mila nell’aeronautica e altri 11 mila nella marina. I riservisti sono 900 mila, ai quali si aggiungono altri 100 mila impiegati in altre forze. Il divario è ancora più largo in termini di armamenti.

Mosca ha 16 mila veicoli corazzati da combattimento, carri armati inclusi, contro i 3.300 dell’Ucraina. Le dotazioni di artiglieria mostrano una sproporzione analoga, mentre l’aeronautica ucraina è un decimo di quella russa. Dopo l’annessione russa della Crimea, l’Ucraina ha ricevuto armi per 2,5 miliardi di dollari dagli Stati Uniti e istruttori americani hanno formato i militari ucraini per l’utilizzo del materiale bellico fornito da Washington: armamenti leggeri, navi da pattugliamento e missili anticarro Javelin.

Le forze armate russe hanno però, a loro volta, attraversato una decisa riforma dopo la performance nella guerra con la Georgia del 2008, giudicata poco brillante. A ciò ha contribuito il banco di prova della Siria, dove i comandanti russi, a fianco del presidente Bashar al-Assad, hanno combattuto jihadisti e ribelli riconquistando buona parte del territorio che Damasco aveva perduto.

THEMILANER

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