La casa? Ce la portano via

Vi racconto una barzelletta: quali sono le tre cose che ti portano via la casa? 

  1. un uragano
  2. un tornado
  3. un’ex moglie.

Beh, da adesso alla barzelletta va aggiunto un quarto motivo: un governo dittatoriale che punta alla distruzione totale della prosperità e del tenore di vita della propria cittadinanza. In Italia questo sta avvenendo sotto ai nostri occhi.

Dopo due anni di terrorismo mediatico la psiche della popolazione si è ridotta in pappetta omogeneizzata Gerber.

Se a ciò si aggiungono le iniezioni letali, obbligatorie per fare finta di vivere, la situazione è ormai ben oltre il limite della sopportazione, ma essendo il popolo trasformato in lemmings, ormai non vedo più possibilità di invertire la rotta: lo schiacciasassi oligarchico farà il macello che ha deciso di fare e la gente rimmarrà inerme a farsi stritolare sotto il rullo compressore. 

Nel racconto capolavoro di Jack London, The House of Maphui, i protagonisti riescono a salvarsi con grande difficoltà da un uragano devastante che gli porta via tutti i loro possedimenti. Anche qui alle Bahamas, l’uragano del 2019 ha provocato una distruzione immensa. Come nel racconto, chi è riuscito a riprendersi meglio dopo aver perso la casa e tutto, sono coloro che avevano conservato almeno del valore spendibile con cui poi ripartire e ricostruire. Nel caso di Maphui, quel valore era una perla trovata prima della catastrofe, gelosamente custodita e salvata con mille peripezie; una metafora magistralmente raccontata dal maestro Jack London che ci insegna che il valore bisogna conservarlo a costo della vita e che quando la catastrofe si abbatte su di noi, bisogna mettere in salvo qualcosa che in poco spazio conservi molto valore: la nostra perla pregiata è l’oro fisico, che suggerisco di prendere per tempo, prima che il valore di acquisto delle banconote di carta che abbiamo guadagnato con grande sudore e impegno, venga spazzato via dalla tempesta/uragano finanziario che si porterà via, oltre ai risparmi, anche la casa, come un uragano. un tornado, un’ex moglie e un governo despota e nemico.

Chi è di ideologia socialista o chi si è fatto persuadere che “non avere più nulla e essere felici sia una cosa stupenda e un grande traguardo per la civiltà umana, forse non ha mai provato quanta fatica si duri a costruire una casa. Io ho lavorato personalmente alla costruzione della casa di mia moglie alle Bahamas e ho fatto da manovale mentre ristrutturavo la mia casa in Italia: si dura una fatica bestiale! Per chi fa il muratore, ogni altro lavoro è leggero come passeggiare e cogliere le margherite. Costruire o ristrutturare le case è un lavoro faticosissimo. Per quello non credo sia giusto dare via gratis ciò che si è costruito da sè, faticando e sudando come bestie. Per la casa alle Bahamas, ho mescolato il cemento a mano con la pala e la colla per le mattonelle nel secchio, usando un pezzo di legno. Al ricordo della fatica, sento ancora il dolore nei muscoli. Ma anche la fatica che si dura, anche psicologicamente, nel lavorare onestamente e pagare a fine mese le rate del mutuo per tutta la vita, per poi riuscire a farsi la casa. E poi cosa succede? A un tratto ti cambiano le regole del gioco. Ti accorgi che tutti gli sforzi impiegati sono stati inutili perchè qualcuno ha deciso che la casa non è “GREEN” e se non puoi permetterti costosissimi e inutili adeguamenti, finirai sul marciapiade, nei cartoni come i clochard, con la merda nei pantaloni. La gente sarà convinta che tutto questo è giusto per difendere l’ambiente. Con la scusa del green, tutto sarà lecito, perchè ormai il senso di colpa è stato impiantato nel processo cognitivo delle masse umane. Non c’è ritorno. Il cervello ormai pappa, non ritorna in salute: le uova strapazzate, non ritornano uova. Dopo i novax ci saranno i No Casa Green: i maledetti nemici dell’ambiente che lotteranno per conservare la propria casa di proprietà. Dopo aver perso il lavoro, chiuso la propria ditta, speso tutti i risparmi sperando di “tornare alla normalità, sparirà anche l’ultimo baluardo di libertà rimasto: la casa! 

Questa cosa è veramente da bastardi, ma d’altronde è la natura malevola dei vigliacchi oligarchi che ci dominano e che schiumano dalla bocca di odio e di invidia quando ci vedono ridere e essere sereni con le nostre cose, anche semplici e con le nostre amate famiglie e amici, nelle nostre case guadagnate con mille sacrifici.

Le nubi all’orizzonte si fanno sempre più cupe. Il barometro segna che la tempesta è in arrivo. Come prepararsi? 

Come Maphui. Sopravvivere alla tampesta conservando gelosamente il proprio potere d’acquisto con l’unico asset che non ha rischi controparte ovvero l’oro fisico. Le entità che ci governano e che hanno deciso tutta questa maledetta macchinazione, ci vogliono vedere annientati. Bisogna resistere. Conservare e salvare la nostra prosperità. Lasciare i propri risparmi espressi in euro carta straccia firmati da Draghi e Lagarde, depositati sui conti correnti dei banchieri loro complici e amici non è una strategia prudente. Ci vuole qualcosa di solido a cui ancorarsi, per non farsi disintegrare. Scegliete voi cosa. Io ho già scelto:

Conservando il proprio potere d’acquisto riusciremo anche a salvare la nostra casa.

Quando gli altri si sveglieranno e vorranno mettersi al riparo comprando oro, si accorgeranno che non ce ne è a suffucienza per tutti in quanto l’oro è scarsissimo per natura e chi sarà disposto a venderlo? Meglio prepararsi per tempo accumulando anche risorse e beni di prima necessità. Come nella savana, quando l’acqua scarseggia e tutte le belve si contendono l’unica pozzanghera. Ricordiamoci che la gente si ammazza per un rotolo di carta igienica. Meglio averne a sufficienza nella propria disponibilità ed evitare gli assalti ai supermercati. Non si scherza più! Ora si combatte per sopravvivere. Bisogna essere forti! 

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ANDREA CECCHI

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