Lavoro nero e sicurezza. A Como è ancora una piaga

Dalla pasticceria, all’enoteca passando per lìimpresa di luminarie natalizie. Ecco il lungom elenco di attività pizzicate nel weekend

Un militare delle Fiamme Gialle
Un militare delle Fiamme Gialle

Il lavoro “nero” rimane una piaga. Lo confermano i risultati dei controlli svolti da Carabinieri, Guardia di Finanza e Ispettorato Territoriale del Lavoro svolti nel weekend per accertare le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro nonché l’attuazione delle misure di contenimento in materia di “Covid-19”. L’attività è stata esperita perseguendo due obiettivi: da un lato arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge, dall’altro tutelare la parte più debole in un rapporto di lavoro, ovvero i lavoratori. Nel capoluogo, fermo restando il principio di presunzione di innocenza degli indagati: – ad una pasticceria, sono state contestate 16 violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un’azienda di installazioni di luminarie natalizie, con sede nel milanese, è stata sorpresa in via Natta, mentre impiegava tre lavoratori, uno dei quali in nero, intenti a montare gli addobbi ad oltre 4 metri di altezza, sprovvisti di idonee attrezzature per evitare possibili cadute dall’alto. È stata così disposta l’immediata sospensione dell’attività. Invece, ad un’enoteca, ove era in corso una degustazione con la presenza di clienti in un numero quattro volte superiore al consentito, è stata comminata una sanzione di mille euro e disposta la chiusura per un giorno per violazioni sulle misure di contenimento del “Covid-19. Nel contempo, nella zona del Canturino, sono stati scoperti 2 lavoratori in “nero”, uno di nazionalità cinese, l’altro del Bangladesh. Il primo prestava la propria opera presso un parrucchiere, mentre l’altro presso un autolavaggio. L’Ispettorato Territoriale del Lavoro, a seguito del controllo, ha disposto la sospensione dell’attività nei confronti del parrucchiere, in quanto, i lavoratori in nero accertati superavano la soglia del 10% della totalità dei lavoratori impiegati. Nel corso dei controlli, sono stati inoltre verificati i  “green pass”, resi obbligatori, a partire dallo scorso 6 agosto, per poter usufruire di taluni servizi all’interno di attività commerciali, quali bar e ristoranti al chiuso. Poiché sprovvisti del “certificato verde”, sono stati sanzionati, nel comune di Tavernerio, un lavoratore di nazionalità pakistana di un  esercizio commerciale, mentre in quello di Ponte Lambro un cliente di nazionalità senegalese. Al datore di lavoro cinese e all’esercente pakistano veniva contestata l’omessa vigilanza sulla validità del certificato.

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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