Comprare in Svizzera per risparmiare
Non è tutto oro ciò che riluce, ma alcuni settori sono interessanti

Cosa costa meno in Svizzera rispetto ai Paesi vicini? Fare il turista all’interno dei suoi confini? No. Fare la spesa alimentare? No. I mobili? No. Gli immobili? No. Curarsi? No. Gli apparecchi elettronici? SÌ. Gli orologi Swiss Made? Sì. La benzina? Dipende.

La Svizzera è il “Paese dei ricchi”: da anni ormai Zurigo e Ginevra fanno parte delle 10 città più costose del mondo (nel 2021 la città svizzero-tedesca si è piazzata al quinto posto e quella romanda all’ottavo nella classifica Mercer’s Cost of LivingLink esterno). A causa di questo elevato costo della vita, nelle città di confine molte cittadine e cittadini confederati preferiscono recarsi all’estero (Italia, Francia, Germania, Austria) per acquistare i prodotti di uso quotidiano (alimentari e cosmetici in primis).

Uno studio di Eurostat ha mostrato che nel 2019 Confederazione costava il 57% in più rispetto all’Italia, il 54% in più rispetto alla Germania, il 49% in più rispetto alla Francia e il 41% in più rispetto all’Austria. Secondo la statistica, la Svizzera si salva in pochi campi: il mobilio, che in media costa il 12% in meno rispetto alla media europea, i trasporti privati (in Svizzera si spende il 4% in meno) e l’elettronica (-2%). Per quanto riguarda tutto il resto, il Paese degli orologi, del formaggio e della cioccolata, resta una meta pesante per il portafoglio, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione (+164%) – con un picco toccato dalla carne, che in Svizzera costa più del doppio rispetto al resto dell’Europa (+128%) –, l’educazione (+119%), i costi della salute (+107%) e l’abitare (+72%). Le ragioni di questi costi elevati sono diverse, prima fra tutte l’alto livello dei salari. Qui però ci vogliamo focalizzare su quei (pochi) prodotti che in Svizzera costano meno rispetto ai Paesi confinanti.

Elettronica

Partiamo dall’elettronica: la Confederazione non fa parte dell’UE e per questo motivo le regole per l’importazione sono diverse. Molto materiale elettronico viene importato direttamente dalla Cina o dagli Stati Uniti, senza alcun intermediario, il che evita la lievitazione dei prezzi. Inoltre, l’IVA svizzera (7,7%) è molto più bassa rispetto all’UE, dove si aggira intorno al 20% (Italia 22%, Austria e Francia 20%, Germania 19%).

Quello elvetico, inoltre, è un mercato piccolo, i rivenditori sono molti e la concorrenza è agguerrita. Alcuni grandi distributori, poi, puntano su “prezzi-esca”: vendono alcuni prodotti senza alcun margine di guadagno, aumentando il prezzo di altri, meno visibili e meno pubblicizzati (lampadine, cavi, DVD, ecc.).

A titolo di esempio, ad eccezione dei periodi di saldi, un televisore della stessa marca e con le stesse caratteristiche costa 1’333 euro in Svizzera e 1’699 euro in Italia, in entrambi i casi presso dei grande distributore.

Giocattoli

Sempre grazie all’IVA, anche i giocattoli sono una categoria di prodotti che sono a miglior mercato in Svizzera rispetto all’Italia (ma non alla Germania o alla Francia, per esempio). Secondo un confronto fatto dalle associazioni svizzere dei consumatori, in Svizzera si paga il 25% in più rispetto alla Germania e l’1,1% in più rispetto alla Francia, ma il 6,6% in meno rispetto all’Italia. Un mazzo di carte da Uno Flip (versione originale) costa così 14.90 euro in Italia e 12.40 euro in Svizzera.  

Benzina

La benzina è uno di quei prodotti che – in determinati periodi – “gode” del frontalierato al contrario: in Italia, per esempio, il greggio è sottoposto a una tassazione talmente importante, che il prezzo finale della benzina ai distributori è rappresentato al 70% da tasse, stando ad alcuni dati. In Svizzera, questa percentuale è del 50%. Il resto sono costi di produzione, di trasporto e di distribuzione. Il vantaggio elvetico è che i negoziati per i prezzi al barile si fanno in dollari americani e la forza del franco svizzero in questi casi aiuta.

Anche in questo caso, entra in gioco l’IVA: un’imposta sul valore aggiunto bassa si riflette anche nel costo finale. Unica eccezione: a differenza degli altri Paesi, in Svizzera il diesel costa di più rispetto alla senza piombo. Questo perché in Svizzera si punta a ridurre la diffusione dei motori a gasolio, ritenuti più inquinanti.

È anche vero, però, che quello della benzina è un prezzo estremamente fluttuante e la situazione può cambiare da un giorno all’altro: nelle ultime settimane, per esempio il costo di qualsiasi tipo di carburante è aumentato in tutta Europa, andando a ridurre le differenze tra i vari Paesi. Stando ai dati riportati dal Touring Club Svizzero (TCS)Link esterno, il 12 novembre un litro di benzina senza piombo 95 ottani costava 1,74 euro in Svizzera, 1,79 in Italia, 1,75 in Germania, 1,68 in Francia e 1,43 in Austria. Differenze minime, quindi (ad eccezione dell’Austria).

A partire dal 2022, inoltre, la Confederazione sarà sempre meno attraente da questo punto di vista, poiché, per compensare le emissioni e tassare i produttori, è molto probabile un aumento fino a 6 centesimi al litro.

Autostrada

Utilizzare le autostrade elvetiche per un anno costa 40 franchi (38 euro): si tratta della tariffa meno cara in Europa (ad eccezione della Romania, dove costa 28 euro, e dei Paesi dove non si paga, tra i quali anche la Germania). Certo, per chi è solo di passaggio (non esiste infatti l’opzione di comprare un lasciapassare per pochi giorni) 38 euro non sono pochi, ma il prezzo rimane comunque estremamente economico.
A titolo comparativo (prendendo in considerazione solo i Paesi dove viene usato il sistema a vignetta), in Austria il contrassegno annuale costa più di 90 euro e in Ungheria oltre 120. Vale la pena ricordare, inoltre, che l’aumento del costo del contrassegno autostradale a 100 franchi (95 euro) è stato respinto dalla popolazione alle urne il 24 novembre 2013.Per quanto riguarda i Paesi con pedaggi, prendiamo in considerazione l’Italia: con 38 euro si può viaggiare in auto da Milano a Trieste, solo andata. 

Orologeria

Quella dell’orologeria è una categoria – diciamo così – logica: è normale che gli orologi svizzeri costino meno nella terra dove vengono prodotti, nonostante restino un prodotto di lusso. Nessuna gioielleria al mondo, a meno di offerte speciali, può offrire tariffe concorrenziali. Non per niente nelle località più gettonate dai turisti, i negozi di orologeria non conoscono crisi.

Alcuni accorgimenti

La lista si ferma qui, ma non è tutto nero come sembra. Se fare la spesa alimentare nei supermercati svizzeri “tradizionali” e nei piccoli commerci costa di più rispetto ai vicini oltreconfine, un cambio di abitudini permette di ridurre questo divario. Negli ultimi anni, infatti, sono apparsi sul mercato elvetico grandi distributori discount che offrono prodotti a prezzi che risultano essere concorrenziali anche con l’estero.

Se fino a qualche anno fa, quindi, la spesa in Italia (o in Francia, Germania, Austria) era una certezza per spendere meno, oggi non è più così. E se volete sapere per cosa vi conviene spendere franchi svizzeri e per cos’altro vi conviene spendere euro, esiste un sito che paragona i prezzi di numerose categorie di prodotti. Si chiama barometrodeiprezzi.chLink esterno ed è stato ideato dalle associazioni dei consumatori della Svizzera italiana (ACSI), romandi (FRC) e della Svizzera tedesca (Konsumentenschutz).  Consultare regolarmente le pagine di questi tre gruppi, inoltre, può essere un aiuto: monitorano i prezzi, informano sulla loro evoluzione e denunciano quando rilevano degli abusi.

FONTE

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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