Antonio Martino al Quirinale

Leggendo oggi di Antonio Martino su La Verità, mi sono davvero emozionata. Lo ricordo nel suo ruolo di professore universitario e di fondatore di Forza Italia nel 1994, l’anno della rivoluzione liberale, del sogno italiano, della nascita della prima grande alleanza di centro destra del nostro Paese.
Antonio Martino di quel sogno è stato uno dei principali artefici disegnandone, da uomo di Stato serio e coerente, da Statista, il progetto economico, il rilancio e la sua crescita.

La storia che ha preceduto la nascita del ventennio berlusconiano è nota a tutti, vive del ricordo di chi vi ha partecipato e dei tanti che ne hanno scritto. Una cosa, tuttavia, mi preme rammentare e sottolineare: gli attori principali che diedero corpo a quel sogno dal nome Forza Italia, Antonio Martino in testa, erano mossi da ideali e non da interessi di bottega; a loro importava per davvero di cambiare il Paese, renderlo moderno, leggero, in una parola liberale.

Dei successivi vent’anni si è parlato in mille occasioni: le esperienze di partito e le sue rivoluzioni, quelle di governo, lunghissime, soprattutto la seconda al Ministero della Difesa, forse quella che maggiormente ha contribuito a fare di Antonio Martino un vero e proprio uomo delle Istituzioni.

Anni importantissimi nella sua carriera politica e nella sua trasformazione definitiva in Statista

So che quella di Martino è da molti considerata una candidatura “di bandiera”, ma se Matteo Renzi volesse dimostrare nei fatti di essere un innovatore appoggiando convintamente la candidatura di Antonio Martino alla Presidenza della Repubblica diventerebbe in concreto quel leader che dice di essere regalando al Paese un Presidente di altissimo livello.

Nota del Direttore

Molte volte mi viene chiesto di quale tendenza sia questo giornale e naturalmente a che schieramento politico io faccia riferimento. Non non sono legata ad alcun partito, però oggi ho finalmente modo di rispondere senza alcuna esitazione in che ideali io mi riconosca: “sono liberale e pure conservatrice perchè voglio che si proteggano le libertà esistenti. E sono anche rivoluzionaria se questo è l’unico modo per sbarazzarsi del tiranno. Sono un riformista, perchè sono disposta ad accettare cambiamenti profondi nella società se servono per dare spazi di libertà individuale. Una reazionaria perchè voglio recuperare libertà smarrite”.

A questo punto mi potreste dire che l’unica appartenenza che non ho citato è la progressista, “vi direi allora che lo sono da sempre perchè senza libertà non c’è progresso” .

La rivoluzione liberale è oggi più necessaria che mai perchè abbiamo imboccato il sentiero della schiavitù.

Manuela Valletti

(da una intervista ad Antonio Martino apparsa su La Verità di oggi 22.11.2021 in cui mi ritrovo completamente)

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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