Il Nobel per la Pace è andato ai giornalisti Maria Ressa e Dmitry Muratov

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BREAKING NEWS: The Norwegian Nobel Committee has decided to award the 2021 Nobel Peace Prize to Maria Ressa and Dmitry Muratov for their efforts to safeguard freedom of expression, which is a precondition for democracy and lasting peace.

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Questo il comunicato ufficiale che rende nota l’assegnazione del Nobel per la Pace ai due giornalisti.

Sono particolarmente lieta che Ressa e Muratov siano stati premiati e abbiano condiviso il premio con i giornalisti che hanno il loro stesso impegno per la verità sempre e comunque. In questi ultimi due anni ho sofferto molto per la posizione della stampa italiana, schierata con il potere dominante e ho fatto del mio meglio per diffondere quanto sapevo. Va a questi “giornalisti prezzolati” dal regime tutto il mio disprezzo. Avrebbero potuto con un articolo fermare tutto il carrozzone e non lo hanno fatto. L’ Italia è al 74.o posto nel mondo per la libertà di stampa

@Manuela Valletti

L’Accademia svedese ha premiato “la coraggiosa battaglia per la libertà di espressione nelle Filippine e in Russia” della co-fondatrice di Rappler, sito di giornalismo investigativo, e del direttore di Novaya Gazeta

Il Premio Nobel per la Pace è andato a Maria Ressa e Dmitry Muratov, entrambi impegnati nella tutela della libertà di espressione.

La prima, co-fondatrice di Rappler, sito di giornalismo investigativo, “usa la libertà di espressione per esporre l’abuso di potere, l’uso della violenza e il crescente autoritarismo” nelle Filippine. Muratov, direttore di Novaya Gazeta, si è rifiutato di abbandonare la politica seguita dal periodico russo, difendendo l’indipendenza e i diritti dei giornalisti.

L’Accademia svedese ha premiato “la loro coraggiosa battaglia per la libertà di espressione nelle Filippine e in Russia“. Lo ha annunciato la presidente della Commissione norvegese per il Nobel, Berit Reiss-Andersen, sottolineando che la libertà di espressione è “pre-requisito per la democrazia”. 

I due premiati rappresentano “tutti i giornalisti che si battono per questo ideale in un mondo in cui la democrazia e la libertà di stampa affrontano condizioni sempre più avverse”, ha aggiunto.

Muratov è il terzo russo a ricevere il Nobel per la pace dopo Andrey Sakharov e Mikhail Gorbaciov. Nel 1993 è stato tra i fondatori di Novaja Gazeta, “il cui giornalismo basato sui fatti e l’integrità professionale ne hanno fatto una fonte importante di informazione su aspetti censurabili della società russa, raramente menzionati su altri media. Da quando è stato aperto, sei dei suoi giornalisti sono stati uccisi”, ha ricordato la Commissione.

Anche Ressa si è dimostrata una “paladina senza paura della libertà di espressione” alla guida di Rappler, il sito di giornalismo investigativo che ha puntato “l’attenzione sulla controversa e mortale campagna antidroga del regime di Duterte”. 

“Niente è possibile senza fatti”, ha dichiarato Ressa commentando la notizia. Muratov ha dedicato il Premio a Novaja Gazeta e ai suoi giornalisti uccisi in questi anni. Il direttore ha sottolineando di aver ottenuto il riconoscimento non per merito suo ma dei colleghi morti per la libertà di stampa.

Il Nobel per la Pace a Ressa e Muratov è un “premio alla libertà di stampa in ambienti ostili al giornalismo indipendente”, ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

FONTE. WWW.AGI.IT

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