Gli Stati Europei sul Green Pass : obbligatorio solo in Francia e Portogallo

Molti paesi hanno già tanta paura della Variante Covid, tanto da prendere rigide contromisure.

Per scongiurare una quarta ondata, la vaccinazione potrebbe diventare obbligatoria per chiunque voglia continuare a svolgere una vita sociale normale.

Emmanuel Macron in diretta tv ha annunciato l’estensione del green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti di lunga percorrenza come treni e aerei.

Una mossa che ha sortito gli effetti sperati: in poche ore sulla piattaforma di prenotazione online Doctolib sono stati circa un milione i francesi, soprattutto giovani, che hanno risposto positivamente all’appello presidenziale prendendo appuntamento per il vaccino nei prossimi giorni. 
Mentre si discute in Italia se replicare il modello francese, altri paesi già applicano soluzioni più rigide nei confronti dei non vaccinati. “Non chiuderemo più il Paese per il beneficio di pochi” ha dichiarato il premier greco Kyriakos Mitsotakis, annunciando nuove regole per l’accesso ai luoghi della cultura e ai ristoranti.

La certificazione verde diventerà lasciapassare per l’accesso ai locali e la vaccinazione sarà obbligatoria anche per i sanitari. La stretta è arrivata anche in Portogallo, che dal 10 luglio ha imposto l’obbligo di richiedere il certificato vaccinale per accedere ai ristoranti: una misura che non è stata ben accolta dagli esercenti.

Prima di Francia e Grecia, in Danimarca una via preferenziale alla vita sociale era stata già offerta ai vaccinati.

Nel paese, già dalla scorsa primavera, ristoranti, musei, cinema, teatri, parrucchieri sono accessibili solo a chi mostra la app Coronapas, che – come la certificazione europea – segnala l’avvenuta vaccinazione o l’esito negativo del tampone.

Stesso discorso per Cipro, che si avvale della app SafePass. Nel paese è possibile eseguire il tampone gratuitamente in diversi punti. 
Regole più rigide anche in Austria, dove agli ospiti di hotel, ristoranti e club notturni viene richiesto il certificato vaccinale, una prova di guarigione o un tampone negativo. Una volta accertata l’idoneità, i clienti vengono registrati e all’interno delle strutture è possibile muoversi senza indossare la mascherina.
In Germania la gestione è meno categorica: anche in questo paese un’app – CovPass Check – segnala se si dispone dei requisiti richiesti anche per ottenere il green pass. Spetta però alle strutture decidere se permettere o meno l’accesso a chi non ne è in possesso. 

Più soft anche le misure di Paesi Bassi e Ungheria: i primi richiedono per l’accesso ai ristoranti una semplice autocertificazione, la seconda non prevede l’obbligo di esibire il certificato vaccinale per l’accesso a bar e ristoranti.

fonte

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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