Senato: Conte arriva a 156 voti di fiducia, ma non basta!

Ieri il Senato della Repubblica è stato teatro di una farsa senza precedenti: 10 ore in cui gli Italiani hanno potuto prendere consapevolezza di quanto sia scaduto il dibattito parlamentare.

Il Premiet Conte ha infarcito la sua relazione introduttiva di voli pindarici e la sua replica di frasi sconnesse in cui chiedeva aiuto all’aula per continuare a governare, promettendo tavoli di trattative ovunque. Si è dimostrato così un premier senza un briciolo di dignità, un premier che gli italiani proprio non meritano.

A Conte hanno fatto da sponda i senatori di maggioranza che hanno colorato i loro interventi di “dotte” citazioni e i senatori di opposizione che hanno tenuto fede al loro ruolo senza eccellere particolarmente. Una gaffe di Salvini sui senatori a vita, ha fatto scadere anche il suo intervento.

Ma veniamo a Renzi, artefice della crisi di governo. Partito con un buon intervento che ha attaccato Conte duramente, il senatore di Italia Viva ha concluso il suo discorso con l’insensato annuncio dell’ astensione di tutto il suo gruppo.

Si è dimostrato il solito Renzi, colui che dice, dice e poi fa il contrario. In questo caso forse si è voluto assicurare la possibilità di rientrare in gioco, magari con un ruolo più pregnante. Vedremo. Certo la figura che ha fatto è incommentabile.

Nel pomeriggio di oggi Conte salirà al Colle e lo faranno anche le forze di opposizione.Vedremo se il presidente Mattarella sarà imparziale e stante la situazione, ci manderà al voto, se propenderà per un governo istituzionale o se si abbasserà al livello di una fazione politica o dell’altra.

Manuela Valletti

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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