Le ali della libertà – 3

La mattina alle prime ore il sole scaldava già parecchio. Era  alto sull’orizzonte nella palude  circostante l’ospedale di Bagdad. La carcassa dell’aereo giaceva mezza affondata nel fango. Dopo i rilievi di rito delle autorità aeroportuali, nessuno era venuto a recuperare il relitto che già dopo poche settimane cominciava ad arrugginire. Inoltre era stato saccheggiato da tutto ciò che poteva risultare utile da parte degli abitanti della zona circostante che  vivevano nelle baracche ed in ricoveri di fortuna. Mohamed, il radiotelegrafista, si era recato svariate volte in quel luogo. I bambini che giocavano sul relitto quando lo vedevano arrivare scappavano a gambe levate per andare a nascondersi dietro ai cespugli che ricoprivano tutta l’area. Rimaneva immobile a guardare le lamiere accartocciate senza distogliere lo sguardo mentre la sua mente tornava a quei terribili momenti in cui il dialogo concitato con la torre di controllo si interrompeva con lo schianto al suolo. 

Era voluto rimanere a Bagdad dopo l’incidente perché non se la sentiva di abbandonare il suo comandante moribondo anche se già il giorno successivo era stato raggiunto dalla moglie condotta sul posto dai suoi colleghi piloti. Sedici fratture di diversa entità costellavano il suo corpo, in realtà solo il braccio destro non presentava rotture. Più di ottanta ferite devastavano  le sue gambe, il suo bacino, il suo dorso , il suo volto. Una  grossa emorragia cerebrale e la base del cranio fratturata. La spalla sinistra e la coscia destra in mille pezzi, il braccio sinistro rotto in più punti come anche ben cinque costole. Le due ginocchia completamente distrutte e le ossa delle gambe in briciole. Servirono innumerevoli trasfusioni di sangue, siero antitetanico, cucitura delle ferite interne ed esterne, dei muscoli, dei tendini, e un’ingessatura che gli lasciava libero solo il braccio sinistro e la spalla, unico luogo disponibile dove effettuare ben 260 iniezioni di penicillina. La permanenza di Victor in ospedale a Bagdad durò ben tre mesi. Quando i medici giudicarono che sarebbe stato possibile un trasferimento, venne caricato con tutto il letto nel vano merci di un idrovolante della compagnia e portato al Cairo dove per più di un anno dovette essere seguito nelle cure dalla moglie e da degli infermieri specializzati. 

Passarono diversi mesi dall’incidente prima che a Victor fosse levata la parte superiore dell’ingessatura. Con la cicatrizzazione delle ferite ma soprattutto grazie alla sua volontà d’acciaio che gli aveva consentito di sopravvivere, quando i medici gli tolsero la parte superiore

 lasciandogli le braccia ed il petto liberi, si fece portare una macchina da scrivere ed iniziò a mettere giù lo statuto della società di aerotaxi che aveva iniziato a progettare prima dello schianto di Bagdad. Nel frattempo i suoi due amici e soci non avevano perso tempo e fu così che verso l’inizio del mese di ottobre del 1946 Abdelhamid Bey e Robert Setton insieme ad un notaio si recarono a casa di Victor e misero nero su bianco la nascita della NATIONAL AIR SERVICE, società di prestazione di trasporto aereo merci e passeggeri con sede al Cairo e precisamente nel comune di Embabeh.

Mentre Victor recuperava mobilità e energia giorno dopo giorno iniziando a camminare con le stampelle e successivamente a guidare la sua Topolino, attraverso dei contatti con alcune compagnie francesi di produzione aerea, la NAS organizzò dei meeting aerei con equipaggi  venuti direttamente dalla Francia. Lo scopo era senza dubbio quello di farsi conoscere a livello internazionale e nazionale ma soprattutto quello di ottenere da una o più di queste compagnie la concessione per la vendita dei loro aerei sul suolo africano. 

Fu così che attraverso una pubblicità molto diffusa dai media locali, gli abitanti del Cairo, furono invitati a partecipare al primo meeting aereo di questo genere presso l’aeroporto di Almazah.

“Oggi sarà una giornata intensa di avvenimenti ”  disse Hamid a Victor che era appena sceso dalla sua Topolino, ” dimostreremo  che la NAS ha tutti i numeri per diventare la prima compagnia egiziana di aerotaxi!” ” Certo Hamid, perché, avevi qualche dubbio ?, e comunque io farò la mia parte, vedrai”! 

Quel giorno , era prevista la presentazione di velivoli da turismo francesi che in provenienza dalla madre patria avevano sorvolato il mediterraneo, passando da Nizza, Ajaccio, Cagliari, Tripoli, Tunisi ed infine erano atterrati al Cairo. La National Air Service che aveva acquistato gli aerei, era l’anfitrione della manifestazione ed era previsto che oltre alla presentazione tecnica degli aerei ci fossero anche delle evoluzioni dei piloti. Gli aerei arrivati  dalla Francia, pilotati da aviatori esperti tra i quali anche Robert Setton l’amico fraterno di Victor, erano quattro e precisamente due aerei-scuola Max Holste 52 e due tre posti da turismo Norecrin. 

Quel mattino del 27 ottobre tutto era pronto sulla pista di Almazah e gli aerei facevano bella mostra di sè. Parcheggiati in formazione, brillavano sotto il sole del Cairo. Una grande quantità di persone era accorsa per l’avvenimento e si aggirava guardando con interesse gli aeroplani e facendo domande ai piloti che non lesinavano le spiegazioni. Victor, appoggiandosi ad una stampella, si avvicinò al Norecrin mentre Robert stava illustrando ad un uomo d’affari saudita le caratteristiche dell’aereo.” Robert, mi permetti di mostrare al tuo ospite nel dettaglio come è strutturata la cabina di pilotaggio?”. Robert non credendo minimamente che Victor riuscisse a salire dentro l’abitacolo, gli rispose che l’avrebbe fatto lui. “Don’t worry my friend, sono agile come una gazella”! Detto ciò, Victor invitò il saudita ad entrare e ad accomodarsi sul sedile a fianco al posto di guida, e affibbiata la stampella nelle mani dello stupefatto Robert che era rimasto con la bocca aperta, salì al posto di guida, chiuse lo sportello si mise la cuffia, invitò il suo ospite a fare lo stesso e spinse il bottone di accensione. Robert fece un salto di lato e inveì bonariamente contro Victor che con il pollice alzato stava portando l’aereo verso la pista di decollo. “Torre di controllo, qui November Alpha Sierra 52, pilota e un passeggero a bordo, chiediamo autorizzazione al decollo. ” Il piccolo aereo era giunto all’inizio della pista e Victor che sembrava non aver mai smesso di pilotare negli ultimi mesi, motore al massimo lasciò andare lentamente i freni e i 135 hp del Regnier 4L,scagliarono il Norecrin in alto nel cielo azzurro dopo un rullaggio di neanche 100 metri. Il pubblico che non era al corrente di quanto stesse accadendo, applaudì e gridò frasi di incitamento pensando che di lì a poco anche gli altri aerei si sarebbero levati in volo. Robert corse da Hamid e gli chiese se Victor non fosse impazzito. “Volare in quelle condizioni, my God, ma che gli è successo?” ” Lo sai come è fatto Victor! Aveva bisogno di dimostrare a tutti ma soprattutto a se stesso che  non era finito e che era capace di stupirci come ha sempre fatto, ti sorprende? ” “Ma ti rendi conto che non è passato neanche un anno dall’incidente?” Mentre stavano parlando con un frastuono incredibile Victor passò sopra la pista a testa in giù a neanche dieci metri dal tarmac e con un loop successivo ristabilì la posizione dritta e risalendo in cabrata fece il giro dell’aeroporto e si dispose all’atterraggio.  Quando il saudita scese dall’aereo era manifestamente terrorizzato e il colore del suo viso tendeva al verdastro. Ma ebbe parole di ringraziamento per la dimostrazione di abilità del pilota e per la versatilità dell’aereo. Si ripromise di parlarne al re al suo ritorno a Riyad.

La manifestazione fu un successo per la NAS soprattutto grazie all’exploit di Victor. Nei giorni seguenti, i proprietari della Nord Aviation, venuti a conoscenza di quanto aveva fatto il giovane capitano durante la manifestazione, inviarono al Cairo un loro rappresentante per stipulare con la NAS un contratto di collaborazione per la vendita, la manutenzione e la distribuzione dei pezzi di ricambio in tutta l’Africa. Il sogno di Victor si stava avverando.

Fabrizio de Robertis -Maria Cristina Coffer

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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