Perchè Vienna?

Carlo Biffani, esperto di sicurezza, ci spiega come mai il terrorismo islamico ha colpito Vienna, una città che non era mai stata sfiorata dall’Isis.

Attacco terroristico a Vienna. Morti e feriti vicino alla sinagoga e in  cinque punti della città - Milano Post
ATTACCO A VIENNA

“Vienna e l’Austria non sono mai stati obiettivi sinora privilegiati del terrorismo di matrice jihadista. Vista l’abitudine di questo tipo di terroristi di pianificare e agire nelle aree ed in prossimità di città dalle quali provengono o vivono, parrebbe logico chiedersi quanto sottovalutato possa essere stato il tema della minaccia interna da parte della intelligence e delle forze di sicurezza austriache. L’Austria è un paese nostro confinante e sono certo del fatto che in queste ore siano stati intensificati i controlli lungo la linea di confine con quel paese. Bisognerà poi capire, se possibile, se i componenti del team di attacco abbiano avuto contatti con il nostro paese. Non si può escludere che anche questo, come già capitato in circostanze analoghe negli anni precedenti, possa essere un episodio destinato ad avere una coda forse anche sanguinosa. La ricerca e la cattura di terroristi in fuga può essere pericolosa tanto quanto l’azione in sé.”

Ringraziamo Biffani per la sua opinione e facciamo qualche riflessione: L’ISIS non è stata certo sconfitta, non dobbiamo pensare che gli attacchi singoli e con armi minori avvenuti in diverse parti di Europa, siano stati attuati da occasionali facinorosi, anche quei singoli erano nella rete dei terroristi.

Un attacco a grappolo come quello di ieri sera manda in tilt i sistemi di risposta e la reazione dei team di controterrorismo, ma richiede anche una seria organizzazione da parte dei terroristi stessi, questo fa pensare che stiano attivando nuovamente le loro cellule e che questo non sarà il loro ultimo attacco.

Purtroppo le solite frasi di circostanza e tutto il nostro rammarico non serviranno a fermare questi jihadisti. L’ epoca delle parole è finita e l’Europa, se esiste, deve agire in accordo con gli USA e la Gran Bretagna, e ciò che va fatto per porre fine alla loro esistenza è ciò che ha posto in essere il Mossad dopo il massacro di Monaco del 1972: “cercarli, trovarli ed ucciderli. Tutti. Uno per uno. Ovunque. Senza sosta. Che siano loro a doversi guardare intorno quando camminano per strada. Ogni altra soluzione sarà fallimentare”.


 Manuela Valletti

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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