L’Ue non ha potere sulla gestione della pandemia dei singoli paesi

Questo è quanto ha risposto la  Commissione Europea in una lettera visionata dall’AGI in risposta a una missiva ricevuta nel luglio scorso dal Comitato Noi Denunceremo, che raccoglie i familiari delle vittime del Covid, in particolare nelle province di Bergamo e Brescia. 

La Commissione ‘sapeva’ dal 24 febbraio quello che stava succedendo in Italia. Nella lettera di risposta, la Commissione afferma di “essere consapevole dell’elevato numero di casi e decessi di Covid 19 in Italia, sia tra gli anziani che tra i residenti nelle case di riposo”. E aggiunge che il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Infettive e l’Organizzazione Mondiale della Sanità  hanno svolto una missione congiunta in Italia per guidare le autorità italiane in materia epidemiologica e sorveglianza, gestione clinica dei casi.

La commissione prosegue “Circa la vostra richiesta di supervisionare le indagini in Lombardia –  afferma Wolfgang Philip, direttore generale dell’Unità di Sicurezza alimentare e sanitaria – sono spiacente di informarvi che la Commissione Europea non può accogliere la vostra istanza. In base al Trattato dell’Unione Europea, la Commissione non può intervenire nei casi di diritto penale, civile o amministrativo prima delle Corti nazionali o di altre autorità nazionali”.

Quanto all’appello del Comitato di valutare se si siano consumati “crimini contro l’umanità” nella gestione della pandemia Philip fa presente che di non avere “un potere generale per intervenire sugli Stati Membri nell’area dei diritti fondamentali”.  

I 36 firmatari della lettera alla Commissione avevano puntato il dito su due delibere della Regione: quella dell’8 marzo, che permetteva agli ospedali di trasferire nelle case di ripose persone positive in fase di guarigione , e quella del 23 marzo che, dice il Comitato, “ha impedito ai medici di medicina generale di visitare fisicamente i pazienti scaricando tutto il peso sugli ospedali al collasso. 

Il presidente del Comitato Noi Denunceremo, Luca Fusco ci dice: “Abbiamo più volte richiesto un incontro televisivo con Fontana e Arcuri, ma ci dicono che nessuno dei due sia mai stato disponibile (nemmeno ufficiosamente) . La seconda ondata non ha fatto altro che amplificare l’inadeguatezza politica delle nostre autorità regionali e nazionali. Chi ha sbagliato abbia il coraggio di farsi da parte”.

L’avvocato Consuelo Locati afferma di avere piena fiducia nella magistratura.  Vorremmo confrontarci pubblicamente con chi ha gestito la prima e la seconda fase dell’epidemia. Crediamo che sia d’interesse pubblico che questo venga fatto”.

M.V.

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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