Alla fine il Governo dovrà rendere conto agli Italiani

il dramma coronavirus in Italia
Coronavirus

In questi giorni tristi noi giornalisti non dovremmo far polemiche, dovremmo solo riportare le notizie, almeno questo e ciò che ci viene consigliato.

Non credo che il dovere della stampa sia quello di blandire il potere, chi vi scrive non lo ha mai fatto e non lo farà nemmeno ora. Ho delle cose da dire e voglio scriverle nonostante il momento grave, nonostante i morti, anzi proprio per onorare gli italiani morti per il covid 19.

Forse comportamenti più consoni e meno superficiali, avrebbero mitigato questa carneficina, ma provo a dire ciò che ho trovato veramente inadeguato in tutta questa vicenda.

In momenti di grave pericolo sanitario per la Nazione:

non è consentito legiferare tramite DPCM (se non per una volta e non per sei) e usare questo mezzo assai fragile e divulgato via Social, per togliere agli italiani qualsiasi libertà personale.

non è consentito affrontare l’epidemia in modo inadeguato prima proclamando giustamente lo stato di emergenza sanitaria nazionale di 6 mesi – dal 31 gennaio al 31 luglio- (al fine di poter disporre di fondi e di poteri straordinari per affrontarla) e subito dopo ignorare la sua esistenza dicendo al popolo italiano che “il coronavirus è solo una influenza un po’ forte” e al mondo, che “l’Italia è un paese sicuro dove venire in vacanza in qualsiasi momento.

non è consentito che politici vicini al governo, lancino subito dopo la proclamazione dell’emergenza, slogan come “Milano non si chiude” e organizzino “aperitivi sui Navigli” incrementando in tal modo, il numero dei contagi in maniera sconsiderata.

non è consentito, ignorare (essendo in atto una emergenza nazionale) lo stato dell’arte dei nostri ospedali chiamati ad affrontare l’ondata epidemica ed evitare nello stesso tempo di approvvigionare immediatamente tutti gli strumenti per fare fronte all’epidemia, come ad esempio tamponi, mascherine, camici, respiratori, letti per terapia intensiva, bombole di ossigeno e via dicendo

non è consentito mettere in dubbio le esigenze delle Regioni che per prime hanno fatto fronte alla situazione che si è venuta a creare e, invece di facilitare il loro compito, frapporre problemi burocratici per gli approvvigionamenti di materiale medico e per la realizzazione del nuovo ospedale di Regione Lombardia al Portello di Milano.

non è consentito promettere rinforzi economici a tutti gli aventi diritto e non dare materialmente nulla a nessuno, rimandando l’elargizione dei fondi, di decreto in decreto. Gli italiani hanno bisogno di soldi perchè non lavorano e le famiglie sono senza sostentamento.

Ci sarebbe altro da dire, ma voglio porre l’accento solo sulla poca sensibilità del Premier Conte e del Presidente Mattarella che mai una volta hanno celebrato, anche solo con una parola buona, la morte di 7 mila italiani per i quali non si sono potuti nemmeno celebrare i funerali.

Il Presidente Conte dovrebbe prendere atto che l’Italia non è “la prima al mondo per come ha affrontato l’epidemia”, ma solo per il numero dei morti. Forse ci sarà qualche Nazione che farà peggio, ma questo non deve renderci orgogliosi.

Credo anche che se gli italiani non avessero avuto dalla loro parte i Presidenti di tutte le Regioni che si sono adoperati in maniera veramente encomiabile per far fronte a questa terribile emergenza, i morti sarebbero molti, ma molti di più.

Quando sarà tutto finito e avremo contato i morti, qualcuno dovrà assumersi le sue responsabilità, perchè sarà il popolo italiano a chiedergliene conto.

Manuela Valletti

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione e d'opinione dell'associazione Milano Metropoli.org

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