Il nonno che non ricordava

racconto sotto l’Albero di Manuela Valletti


Nonno Sandro era stato un importante manager aziendale e prima ancora, durante la guerra, era finito in un lager nazista per molti mesi ed era riuscito a salvarsi e a tornare a casa. Da allora aveva avuto una vita piena e una bella famiglia di cui andava molto fiero. Da quando era andato in pensione il nonno si godeva i sui nipoti, due bimbi dolcissimi a cui lui era molto affezionato: Alberto e Anna.

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Per i due bambini il nonno rappresentava un importante punto di riferimento, ogni volta che avevano qualche cosa da risolvere correvano da lui, certi che tutto sarebbe andato a posto.

Un brutto giorno accadde un fatto che avrebbe cambiato per sempre la vita di molte persone. IL nonno uscì di casa, prese la macchina per andare a fare un giro e si perse. Dopo molte ore in cui nessuno sapeva dove fosse, fece ritorno a casa e disse di aver girovagato senza meta e di aver ritrovato la via di casa solo per caso.

Il medico di famiglia prescrisse al nonno tutti gli esami del caso e gli venne diagnosticata il morbo di Alzheimer, una malattia che gli avrebbe fatto perdere in breve tempo la memoria.

Nonno Sandro in poco tempo cambiò, divenne un’altra persona. Il fatto di non ricordare lo rendeva insicuro e molto triste, cercava di cavarsela annotandosi puntigliosamente tutto ciò che doveva ricordare, ma la vita era diventata tanto difficile per lui. Si rasserenava solo quando vedeva Alberto e Anna.
I due piccoli erano molto addolorati per quello che stava accadendo, la mamma aveva spiegato loro di che malattia soffriva il nonno e li aveva pregati di aiutarlo per quando possibile.

I due bimbi decisero che per il loro nonno avrebbero fatto tutto quello che potevano fare e cominciarono con l’invitarlo ad uscire con loro per una passeggiata nel parco ogni pomeriggio. Al nonno piaceva molto la natura e così fu molto felice di accompagnarli. Anna lo prese per mano e si accorse che la mano del nonno era ancora forte come una volta e ne fu felice. Queste passeggiate diventarono un punto fermo nella giornata del nonno, che non vedeva l’ora di andare a spasso con i nipotini.

A volte portavano un pallone da calcio e al nonno luccicavano gli occhi per la gioia quando Alberto gli diceva: “Dai nonno, facciamo due tiri?” Sandro si trasformava in un bambino tanto era felice, forse si ricordava di quando era stato calciatore e il fatto di aver giocato nel Milan lo rendeva ancora molto fiero. Tornavano a casa tutti soddisfatti e sorridenti… sembrava che in quelle poche ore la malattia non esistesse.

Purtroppo le cose peggioravano e quando arrivò la brutta stagione le passeggiate nel parco vennero sospese, i due bambini però non mancavano al loro appuntamento con il nonno, la passeggiata era stata sostituita dall’ascolto di buona musica. Al nonno piaceva e si rasserenava subito, amava tanto i valzer e così i due ragazzini nei pomeriggi freddi in cui era meglio non uscire, cercavano per il nonno i suoi brani preferiti. Nonno Sandro prendeva allora in braccio la piccola Anna e senza esitazioni si metteva a ballare, entrambi si divertivano un mondo. Il tempo passava e il nonno peggiorava a vista d’occhio, non riusciva più a mangiare da solo, era seduto su una sedia a rotelle e a volte non riconosceva la nonna, ma riconosceva sempre i due nipotini, li guardava con i suoi occhi azzurri pieni di affetto, abbozzava un sorriso e li chiamava accanto a se con la mano.

Alberto e Anna trascorrevano con il nonno tutto il tempo che potevano e sapevano sempre come fargli compagnia, gli leggevano un libro di favole, guardavano con lui una vecchia partita di pallone in televisione, gli facevano fare ginnastica tirandogli una pallina da tennis, oppure gli davano della creta da manipolare, lui creava per loro una piccola trottola, era forse l’unica cosa che riusciva ancora a fare da solo.

Un giorno però i due fratellini scoprirono che il nonno che avevano accanto somigliava proprio poco a nonno Sandro, era un nonno tutto nuovo e se il nonno di prima era forte e deciso, questo nuovo nonno era debole e fragile, se al nonno di prima potevano confidare tutte le loro pene, a questo nonno dovevano dare tanti baci per farlo sorridere. Contrariamente a tutta la famiglia, che si disperava per la malattia del nonno e a volte non sopportava di vederlo in quello stato, i due bambini erano stati in grado di accettarlo e di apprezzarlo anche nel cambiamento che aveva subito, semplicemente loro a nonno Sandro volevano bene e questo bastava.

I due teneri bimbi videro il nonno per l’ultima volta all’inizio dell’estate, prima di partire per il mare, gli avevano portato le gelatine di frutta che a lui piacevano tanto, lui li aveva voluti accanto a se sul divano e loro gli avevano preso la mano… Anna sentì che la mano del nonno era diventata scarna, quasi trasparente e le si riempirono gli occhi di lacrime, ma si sforzo di sorridere.

Purtroppo le loro vacanze sarebbero finite prima, il loro grande nonno li aveva lasciati per sempre proprio mentre loro erano al mare. Entrambi piansero tanto, ma sapevano che in realtà nonno Sandro lo avrebbero avuto sempre accanto, era tanto, proprio tanto l’amore che si erano vicendevolmente donati, e l’amore non muore mai!

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione e d'opinione dell'associazione Milano Metropoli.org

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