Tarcisio Trenta e la poesia dell’acqua

A dipingere non mi sento mai solo, un albero, una finestra, un panorama diventano amici. La pittura che non dona emozioni, per me non è arte!“Tarcisio Trenta

L’AMICO È … ACQUARELLO – Spazio Arte e Valori – Giubiasco – CH –Via Ressiga 9 Apertura fino all’1 dicembre, sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00

Una pittura che dona emozioni quella di Tarcisio Trenta che, in questa esposizione, privilegia il tema dell’acqua. Il visitatore si sente letteralmente trasportato nelle sue composizioni che acquisiscono profondità grazie all’uso di toni vibranti, ai blu che paiono argentati, alla scala dei grigi finanche al nero, colori simili a quelli tanto amati da Edward Lear che immortalò nei suoi acquarelli le atmosfere rarefatte dei laghi lombardi.

Il viaggio che compiamo con Trenta, è un viaggio nella natura, in un mondo di bellezza e di armonia, con una predilezione per la montagna engadinese dove l’acqua dei torrenti, dei fiumi e dei laghi ha una lucentezza particolare ben conosciuta da Giovanni Segantini.

Trenta, nato a Claro, in Ticino, si è avvicinato all’acquarello alle soglie del pensionamento, affiancandolo alla tecnica dell’olio usata negli anni settanta e profondendovi tutta la sua passione, il suo impegno non scevro da autocritica, la sua sensibilità, con una particolare attenzione al colore, che immediatamente cattura il visitatore, e al dato simbolico.

Reale e fantastico, sogno e immanenza, ci sembrano, dunque, in particolare la cifra di queste composizioni di natura dall’ampio respiro, affiancate nei “Quaderni di viaggio”, che sono esposti nelle bacheche, dal gusto per il dettaglio (basti pensare alla serie “alberi sotto la neve” o alla serie ”finestre” che ci trasportano oltre, nel tempo e nello spazio), dal desiderio di fissare l’attimo fuggente, di trasformare il paesaggio di natura in paesaggio dell’anima.

Rosa Maria Corti

CHI E’ TARCISIO TRENTA : Tarcisio Trenta nasce a Claro nel 1933. Inizia a dipingere con la tecnica dell’olio negli anni ’70. I primi consigli utili gli vengono dati dall’amico pittore Max Läubli, anch’esso residente di Claro. In seguito sospende l’attività artistica per alcuni anni e la riprende in età di pensionamento, optando per la tecnica dell’acquerello. Frequenta diversi corsi e fa un appassionato cammino di studio che lo porta ad approfondire e perfezionare l’abilità pittorica e la maestria tecnica.

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