Milano 18 dicembre 2018  La curiosità  spinge a chiedere se il bancone maestro è quello storico, con impresse le tacche incise dagli alleati durante la seconda Guerra mondiale: un segno ogni 92 centimetri per misurare le stoffe in iarde.

«Certo che sì!», risponde pronto Luigi Ragno, che insieme al padre Vittorio e a tutto lo staff ha trasferito in via Agnello 8 la gloriosa “Ditta Guenzati”, il negozio più antico di Milano con 250 anni di vita, pioniere del british style all’ombra della Madonnina con stoffe tartan in vetrina e sugli scaffali, cappelli, sciarpe, panciotti, cravatte e calze ma anche ombrelli e bastoni da passeggio, tutto di produzione anglosassone. L’apertura nella nuova sede rappresenta il lieto fine e insieme un nuovo inizio per la regina delle botteghe storiche meneghine rimasta in bilico per anni dopo il mancato rinnovo del contratto di locazione in via Mercanti in vista di un mega progetto di riqualificazione di tutto il complesso immobiliare di piazza Cordusio e strade adiacenti.

La soluzione, dopo petizioni di cittadini e appelli dei titolari, è arrivata grazie all’accordo con la proprietà, Assicurazioni Generali, e alla mediazione dell’assessore al Commercio Cristina Tajani e di Confesercenti: trasferimento da via Mercanti a via Agnello, sempre nel cuore della città. «Ci siamo spostati nella nuova sede da un mese – spiega Luigi Ragno – e siamo in fase di riallestimento, abbiamo portato i mobili storici per ricreare lo stesso ambiente e la stessa atmosfera. Vogliamo che tutto resti immutato». Quando sarà pronto, ci sarà l’inaugurazione in grande stile. Ma il negozio funziona già a pieno ritmo: «La nostra clientela ci ha seguito, abbiamo avuto un’ottima risposta – assicura il titolare –. Noto, per adesso, un calo di turisti stranieri.

Non so se il motivo sia legato al momento particolare, magari arriveranno durante le festività, o se è una questione di localizzazione. Staremo a vedere. Prima eravamo sull’asse Duomo-Castello, può essere che in questo punto (a pochi passi da corso Vittorio Emanuele, ndr) il passaggio sia diverso». Certo è che si respira ottimismo, perché la storia di questa bottega fondata nel 1768 può andare avanti. Sopravvissuta alle dominazioni asburgica e napoleonica e superati i due conflitti mondiali, rimasta in via Mercanti per oltre un secolo (prima era a qualche metro), alla fine degli anni Sessanta è stata al centro di un cambiamento di immagine che ha portato all’attuale vetrina. Milanesi e turisti sono affezionati a questo negozio, basti dire che a migliaia si soni mobilitati per salvarlo: Guenzati ha ricevuto oltre 31mila voti al censimento dei “Luoghi del cuore Fai” un anno e mezzo fa, risultando il posto più votato di tutta la Lombardia, quinto in Italia. Ora sta inaugurando un nuovo capitolo.

 

Di the milaner

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