Ipotesi per la prossima stagione della SCALA

La Scala 2018-2019, i sogni di Pereira: una regia di Woody Allen e il ritorno di Muti

Considerato che le due opere dirette da Riccardo Chailly — l’Attila di Verdi con la regia di Davide Livermore del 7dicembre e la Manon Lesacaut di Puccini — erano già state annunciate, il colpaccio della prossima stagione della Scala, però non ancora messo nero su bianco, potrebbe essere nientemeno che una regia di Woody Allen. Si vocifera che le trattative siano in corso e, anche se nulla è sicuro, il sovrintendente Alexander Pereira ci terrebbe moltissimo ad avere il suo allestimento del Gianni Schicchi di Puccini da realizzare con i giovani dell’Accademia scaligera. Del resto il grande cineasta lo aveva già messo in scena a Los Angeles dieci anni fa, con successiva ripresa a Spoleto. L’atto unico sarebbe accostato a Prima la musica poi le parole, divertimento teatrale di Antonio Salieri, ma è dubbio che sarà lo stesso Allen ad occuparsene. Però chissà se si limiterà a “prestare” lo spettacolo o se, attratto dal prestigio della Scala, deciderà di trascorrere un periodo a Milano. Chi vivrà vedrà.

Saranno molti gli spettacoli (nuove produzioni e coproduzioni con altri teatri) del cartellone 2018-19, non ancora definito nei dettagli e neppure approvato dal cda: oltre ad Attila e Manon, andranno in scena la Kovancina di Musorgskij con la direzione musicale di Valery Gergiev e la regia di Mario Martone, Idomeneo di Mozart, Città morta di Erich Wolfgang Korngold (una vera rarità), I masnadieri di Verdi con il maestro Michele Mariotti e lo spettacolo dello scozzese David McVicar, il Giulio Cesare di Händel diretto da Giovanni Antonini (e c’è ancora un punto di domanda sul ritorno di Cecilia Bartoli al Piermarini dopo che nel 2012 il pubblico si era diviso tra sostenitori e detrattori) ed Elena in Egitto di Richard Strauss, debutto assoluto in Scala e seconda rappresentazione di sempre in Italia. Arriverà da Zurigo l’Arianna a Nasso sempre di Strauss con Pereira nel ruolo parlato del maggiordomo. Si rivedranno la storica Traviata di Liliana Cavani con un grande cast (Chung sul podio, Sonya Yoncheva, Francesco Meli, Placido Domingo in alternanza con Leo Nucci), la super longeva Cenerentola di Jean Ponnelle, protagonista Marianne Crebassa, l’Elisir d’amore di Grisha Asagaroff, già visto all’aeroporto di Malpensa e poi in teatro, Quartett di Luca Francesconi. Mentre con il Rigoletto del regista Gilbert Deflo il baritono Leo Nucci dovrebbe dare l’addio alle scene.

Sul fronte balletto si parla di un ritorno in palcoscenico di Alessandra Ferri in una coreografia di Wayne McGregor, dopo l’apparizione nella recita del 31 dicembre 2016 in Romeo e Giulietta. Ma quello che si augura Pereira è di riavere Riccardo Muti alla guida dell’orchestra scaligera dopo tredici anni: succederà per il Concerto di Natale 2018?

fonte

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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