Moriremo di eccessivo buonismo

Dobbiamo smetterla di allungare il microfono davanti ai volti disfatti dal dolore e dalla rabbia dei famigliari di coloro che sono stati assassinati nei modi più truci, chiedendo loro se sono disposti a perdonare (vedi la mamma di Pamela).

Questo è falso buonismo, pura ipocrisia e disprezzo assoluto dei veri sentimenti di ognuno, di fronte a tragedie immani. Cosa si vuole dimostrare? Che gli italiani sono tutti buoni? Che tutti sono disposti al perdono e martirio? Che questo stato pavido ed imbelle permette a chiunque di vivere qui, da clandestino, di spacciare a piacimento? Di massacrare indisturbato?

I nostri governanti e non solo, dovrebbero una volta per tutte rendersi conto che a forza di buonismo, solidarietà ed accoglienza indiscriminate, il solo risultato che potremo ottenere è quello di alimentare gli atti criminali di deboli psichici, tipo Macerata, cioè, in una parola, agevolare l’autodistruzione.

Probabilmente i politici che siedono in questo parlamento non faranno  sforzi per capire il malessere che pervade la nazione e la grande rabbia che gli italiani hanno in corpo per le ingiustizie che subiscono ogni giorno a favore dei migranti  clandestini o “climatici” che dir si voglia, ricordo l’assegnazione delle case popolari,le cure negli ospedali, le violenze nelle città,  i ladrocini, la negazione della nostra religione,  la paura che abbiamo di uscire di casa la sera e via di questo passo.

Non venitemi a dire che la colpa di quanto è accaduto a Macerata è  di chi chiede la regolamentazione di una immigrazione  selvaggia,  le responsabilità di fatti del genere sono da ricercare nell’indifferenza del governo per una situazione che egli stesso ha creato per interessi non proprio umanitari. Fino a che questi signori continueranno a dire “migrante è bello” senza voler vedere che le nostre città sono diventate delle “casbe”, episodi come quello delle Marche, si moltiplicheranno e noi di buonismo moriremo!

La Scimmia

THEMILANER

foglio informativo dell'associazione Milano Metropoli.org

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