BENITO MUSSOLINIULTIMA LETTERA AGLI ITALIANI

Sono nata nell’immediato dopoguerra, non ho mai visto Benito Mussolini se non in qualche filmato d’epoca e quindi, quando questa mattina mi sono trovata sulla mia bacheca Facebook un link che mi portava all’ultima lettera scritta da Mussolini agli italiani, mi sono incuriosita e ho deciso di leggerla.

Sono la figlia di un deportato nei lager nazisti, quindi non posso dar adito a nessuna interpretazione che non sia più che votata al conoscere la storia e a non averne timore. Vi propongo lo scritto, valutatelo voi.

Ultima lettera di Benito Mussolini agli italiani

“Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell’avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano. Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz’altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l’insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.
Per questo sono stato e sono socialista!
L’accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l’evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L’unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all’interesse collettivo. La politica è un’arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un’entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole.

Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent’anni un popolo come l’italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell’oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il Fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c’erano più di trenta persone. Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del Fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro.

L’umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l’ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura.
Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E’ male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l’inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte.
Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli? Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzione francese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera.

Vent’anni di Fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d’Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuto anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro.
Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.

I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria.
Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno ”

Benito Mussolini

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

9 pensiero su “Chi ha paura della storia? Ecco l’ultima lettera di Mussolini agli Italiani”
  1. Vengo da un paese dove il fascismo prima del nazzismo andava casa x casa trascinava fuori gli uomini con idee politiche diverse e gli prendeva a calci e pugni e bastonate davanti a tutti xkè potesse servire di lezione poi con l’entrata dei nazzisti le cose sono peggiorate i fascisti cominciarono a prendere a calci in pancia anche le donne comprese quelle in cinta , mia nonna purtroppo è stata una di queste x assurdo salvata da un ufficiale delle ss mentre loro i fascisti la stavano buttando giù da un ponte ( era in cinta..non so xkè l’ufficiale l’abbia aiutata ma lo fece ). I fascisti aiutarono e parteciparono fisicamente alle stragi di civili uomini donne e bambini x dimostrare credo la fedeltá a hitler e non certo alla patria e agli italiani visto che tanto x citare uno dei moltissimi episodi nel paese vicino al mio VINCA uccisero solo donne e bambini radunandoli detro un recinto come bestie e per poi cominciare un fitto lancio di granate esplosive e porre fine alle loro vite di ITALIANI. QUELLO CHE MI SPACENTA DI PIÙ È CHE NONOSTANTE LA STORA I DOCUMENTARI LE FOTO LE TESTIMONIANZE DELL’ORRORE VISSUTO IN QUEL PERIODO FOLLE LE MORTI ASSURDE ANCORA OGGI QUALCUNO POSSA O MEGLIO NON PROVI VERGOGNA A PENSARE O SIMPATIZZARE MA ANCHE SEMPLICEMENTE EVOCARE CERTI PERSONAGGI . IL MIO NON È UN PENSIERO POLITICO LA RUSSIA HA I SUOI MORTI COLPITI DAL MEDESIMO SISTEMA MA IO SONO ITALIANO VIVO IN ITALIA E DEVO CONDANNARE CHI HA FERITO E FATTO VERGOGNARE ( VEDI LEGGI RAZIALI ) IL MIO BELLISSIMO PAESE DOVE NONOSTANTE TUTTO QUESTO PERMETTE ANCORA A PREDAPPIO DI VENDERE GAGGET FASCISTI O FAR SFILARE FOLLI IGNORANTI SENZA SENSO DELLA VITA SENZA RISPETTO E SENZA VERGOGNA FIERI DI ESSERE FIGLI DI QUELL’ORRORE. EPPURE X ASSURDO POSSONO FARLO XKÈ HA VINTO LA DEMOCRAZIA LA LIBERTÁ NON CERTO LA DITTATURA.

  2. Io non so se è o non è falsa… tuttavia devo riconoscere che, anche se la fosse, l’autore ha realmente fatto un grandissimo lavoro: lo stile a me sembra molto simile se non completamente identico a quello di Mussolini.
    Potrei conoscere cortesemente le fonti storiche? Ad esempio il luogo da dove potrei reperire la lettera archiviata: vorrei informarmi di più.

  3. Il più grande politico italiano,insieme ai Cesari,a Mazzini e a Cavour. Dopo di lui,il nulla. Se solo non vi fosse stata la guerra,ora saremmo avanti la Svizzera,un faro di civiltà e modernità. Invece,siamo schiavi in una notte perenne.

  4. Secondo me non ha grandi colpe.La guerra era inevitabile.Un grande perso naggio indubbiamente pero fece troppi errori,comprensibili solo perché il fascismo non aveva ambizioni di dominio sull europa e quindi impreparata ad un conflitto che per altro non voleva.

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