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E volevate che dopo “avere dimesso” il revisore dei conti della Santa Sede non venisse dimesso anche chi lo ha nominato? Ecco dunque congedato il Prefetto dell’Economia per la Santa Sede, cardinale George Pell, chiamato a comparire il 18 luglio davanti al tribunale di Melbourne per reati sessuali conto minori commessi tra il 1976 ed il 1980. All’incirca quarant’anni fa

Bisogna dire che gli oligarchi della finanza papale hanno una fortuna sfacciata. Se è fortuna. Oppure hanno una strabiliante capacità di volgere in loro favore gli eventi. Un po’ come gli oligarchi della finanza laica. Proviamo a pensare al salvataggio delle banche venete: Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

È avvenuto alla faccia dell’idea dl bail-in introdotta dalla regolamentazione europea: a ricapitalizzare le banche fallite, tranquilli, ci pensa lo Stato. Perdonatemi: ma tutto il filosofare sull’opportunità di scindere il rischio finanziario dal rischio sovrano? Ma quanto ci avete preso in giro, fino ad oggi?

E allora ragazzi, tenetelo a mente: le banche sono lo Stato. E noi, prima di essere cittadini, siamo portatori di denaro al sistema finanziario, che ci affossa con i costi e gli arbitrii del sistema creditizio.

Diciassette miliardi di aumento del debito pubblico a coprire i guasti di una gestione scriteriata e criminale, spesi dalla sera alla mattina, venduti come unico modo per preservare il sistema bancario ed i posti di lavoro. Come se il primo fosse il presupposto del secondo. Come se le banche prestassero liquidità alle imprese e sapessero valutarne i progetti di sviluppo. Come se a qualcuno fosse fregato qualcosa delle centinaia di migliaia di disoccupati originati dalla stretta creditizia.

E vedi i parlamentari impomatati spiegarti che è stato un fatto di sensibilità sociale.

Ricordiamocelo bene, ragazzi, perché di rado lo si è visto con tanta evidenza: le banche sono lo Sato e lo Stato sono le banche. Sì proprio come «Beauty is truth, truth is Beauty» dell’Ode on a grecian urn di Keats. E aggiungiamo pure, sempre in parafrasi: ««questo è tutto ciò che sai in questo Paese, e tutto quanto ti serve sapere».

Ma che questa consapevolezza non serva a strapparsi i capelli, ve ne prego. Serva invece a raddrizzare gli animi e le schiene. E la cosa pubblica.

Di the milaner

foglio informativo indipendente del giornale

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