Nel fine settimana le élite economico-politiche del mondo occidentale sono tornate a radunarsi all’annuale ritrovo a porte chiuse del gruppo Bilderberg, quest’anno svoltosi a Madrid. Come si legge nello scarno comunicato stampa, tra i temi principali della riunione compaiono “il futuro della guerra” e lo stato e la sicurezza dell’intelligenza artificiale. In particolare, la guerra in Ucraina sembrerebbe aver ricoperto un ruolo centrale nella discussione, considerato che tra gli invitati erano presenti alcuni esponenti di spicco della politica di Finlandia e Svezia, recentemente entrate nella NATO. Nella lista degli invitati divulgata dal gruppo, infatti, compaiono i nomi di Anders Aldercreutz, Ministro degli affari esteri della Finlandia, e Alexander Stubb, Presidente della Repubblica, mentre per la Svezia era presente Oscar Stenström, principale negoziatore per l’ingresso di Stoccolma nell’Alleanza atlantica. Tra gli altri erano presenti anche Dmytro Kuleba, Ministro degli esteri ucraino, Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, James Appathurai, vicesegretario generale dell’Alleanza atlantica specializzato nella guerra ibrida e anche Christopher Cavoli, leader del SACEUR, la forza di comando sempre della NATO. Considerata la presenza dei vertici dell’Alleanza atlantica e dei ministri degli Esteri dei principali Paesi “russofobi”, si può supporre che scopo delle discussioni definite “informali” sia una strategia da attuare per contrastare la Russia, dopo i sostanziali fallimenti riportati finora dal blocco atlantico. Tuttavia, non è possibile conoscere nel dettaglio i contenuti dell’incontro, in quanto le riunioni del Bilderberg si svolgono secondo la Chatham House Rule, che stabilisce che i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, senza però rivelare né l’identità né l’affiliazione degli oratori né di altri partecipanti. In realtà, ben pochi esponenti del Gruppo hanno facilmente fatto trapelare non tanto i temi – che sono pubblici – bensì i contenuti degli stessi anche in condizioni di anonimato.

Tra gli altri temi trattati, specificati nel comunicato, compare la questione, dai toni transumanisti, “cambiare i volti della biologia”, le sfide economiche di Europa e Stati Uniti e prevalentemente questioni legate alla politica internazionale e agli equilibri globalicon approfondimenti su Medio Oriente, Cina, Russia e Ucraina. Tuttavia, l’attenzione riservata a quest’ultima sembra preponderante, in quanto lo scoppio del conflitto a Kiev ha dato vita a un processo graduale di de-globalizzazione e de-dollarizzazione, tale da mettere in discussione l’egemonia atlantista-liberista propugnatrice del cosiddetto globalismo finanziario, economico, militare e politico, di cui il Bilderberg è uno dei principali fautori. «Il Gruppo è una sorta di NATO economica: lo possiamo considerare come il CDA delle oligarchie mondialiste che incarna lo spirito più sfrenato del neoliberismo e della globalizzazione»: così nel 1977 il Times definiva il Gruppo Bilderberg. Una definizione che aiuta a comprendere il legame tra il Gruppo, l’Alleanza atlantica, le logiche neoliberiste e la volontà di unificare le sorti del mondo attraverso quella che il WEF ha definito “governance globale” o “governance 4.0”. Tra gli argomenti più “misteriosi” dell’ultimo incontro c’è sicuramente quello sui volti della biologia che andrebbero cambiati: non si specifica di quale biologia si tratti, ma il sospetto – considerate le teorie transumaniste in voga presso altre centrali di potere collegate al Bilderberg come il World Economic Forum (WEF) – è che il riferimento sia alla biologia umana e a un suo innaturale e forzato mutamento.

Nella lista dei partecipanti compaiono anche personaggi di spicco italiani, alcuni dei quali dediti alla pratica delle cosiddette “porte girevoli”, per la quale si ricoprono più incarichi, contemporaneamente o uno dopo l’altro, nelle istituzioni politiche, in gruppi industriali e/o finanziari, in attività di lobbying e presso potenti banche d’affari, dando vita a potenziali fenomeni di clientelismo o conflitti d’interesse. Tra questi era presente Mario Monti, senatore a vita e consulente della potente banca americana Goldman Sachs dal 2005 al 2011, anno in cui venne scelto da Napolitano per formare il nuovo governo, e abituale frequentatore del Gruppo Bilderberg. Presenti anche la giornalista Lilli Gruber e il commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni, anche loro membri abituali del club.

Fondato nel 1954 da Henry Kissinger e David Rockefeller – il primo, stratega della politica estera americana e segretario di Stato durante la presidenza di Nixon; il secondo uno dei più potenti magnati industriali e petroliferi americani – l’obiettivo ufficiale dichiarato del Bilderberg è quello di favorire il dialogo tra Europa e Nord America. In realtà, secondo diversi osservatori, l’obiettivo di fatto è quello di influenzare la politica mondiale esercitando pressioni sui governi attraverso la costruzione di una fitta rete composta da rappresentanti politici, esponenti dei media e influenti oligarchi. È questa, del resto, la missione che caratterizza l’essenza dei “think tank”, nati in America all’inizio del Novecento come gruppi di studio formati da tecnici per “affiancare” e consigliare la politica. Nel panorama attuale, priorità imprescindibile del Gruppo sembrerebbe essere quella di affrontare le percepite minacce di Russia e Cina, ossia di quegli attori geopolitici che stanno mettendo in discussione la governance globale fondata sui pilastri della globalizzazione, del liberismo e dell’interventismo umanitario. Si tratta di quei cardini di cui proprio il Bilderberg è uno dei principali sostenitori e che oggi paiono gravemente compromessi dall’ascesa di nuove potenze non più subordinate alla sfera euro-atlantica.

[di Giorgia Audiello]

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Di the milaner

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