Circolano da settimane notizie di arrivi di un grande numero di milionari sulle rive del lago Ceresio, supportate anche dallo studio di una società di consulenza. Ne abbiamo parlato con i dirigenti di una fiduciaria della città.

Da settimane ormai si sente parlare di un boom di arrivi di ultra ricchi a Lugano. Il tutto è iniziato con l’annuncio del trasferimento nella città dell’uomo più ricco di Norvegia, il miliardario Kjell Inge Røkke, principale azionista della holding Aker ASA. Non sarebbe il solo, però: secondo diversi media ticinesi che si sono occupati della questione nelle ultime settimane, ci sarebbero stati diversi arrivi di questo calibro. A dirlo è anche uno studio della società di consulenza Henley&PartnersLink esterno. Secondo il rapporto, infatti, il numero di milionari nella città sarebbe aumentato dell’8% tra gennaio e giugno. Lugano è così diventata una delle prime 15 città al mondo per crescita di milionari. Su una popolazione di 66’500 abitanti, quelli il cui patrimonio è di almeno sei cifre sono 5’000, di cui 460 sono multimilionari (patrimonio dai 10 milioni in su), 31 centimilionari (patrimonio da 100 milioni e oltre) e tre sono miliardari. Va però sottolineato che nello studio non viene specificato se questi dati riguardano solo la città di Lugano o tutta la regione luganese.

Ma è davvero così? Abbiamo voluto saperne di più e ne abbiamo parlato con i dirigenti di una fiduciaria installata nella città da diversi decenni. 

C’è stato un aumento di ultraricchi a Lugano? La risposta è… sì e no: “Abbiamo letto anche noi diverse notizie sull’arrivo di diversi milionari in città, ma – almeno per quanto ci riguarda – non abbiamo notato nessun cambiamento a livello professionale”, ci rivela il direttore di una fiduciaria di Lugano, che preferisce mantenere l’anonimato. Tra le sue attività la società fornisce anche consulenza a una clientela benestante che vuole eleggere domicilio nel Cantone. Concretamente: nessun nuovo cliente di questa “categoria” si è rivolto a loro. Anche perché questo tipo di clientela di solito si rivolge inizialmente ai “big” del calibro di KPMG, per citarne uno, che poi eventualmente li reindirizzano verso fiduciarie più locali, come può essere quella dove si è tenuto il nostro incontro.  

Svizzera come porto sicuro 

È però vero che, osservando i movimenti in città, ci si rende conto che qualcosa si muove: “Diverse auto di lusso che circolano hanno targhe che prima non si vedevano molto in giro. Si tratta in particolare di automobili provenienti dall’Ucraina”. Molte persone benestanti ucraine che sono riuscite a fuggire dal Paese hanno infatti scelto Lugano come rifugio in attesa di tempi migliori. Anche perché la città può offrire molto a questo tipo di clientela: shopping, alloggi e automobili di lusso. Non va inoltre sottovalutato il fattore della sicurezza: chi se lo può permettere, sceglie di installarsi in Svizzera che rimane comunque uno dei Paesi più sicuri in Europa.  Non ci sono disordini sociali, la qualità di vita è elevata, c’è una stabilità politica non trascurabile. E poi ancora: scuole private, un buon sistema sanitario, clima mite e, non da ultimo, la vicinanza di Lugano con Milano, con i suoi due aeroporti internazionali.  

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Altri sviluppiLa famiglia più ricca in Svizzera è italianaQuesto contenuto è stato pubblicato il 19 ott 2022Per alcuni la pandemia è stata una manna dal cielo, almeno a livello finanziario. 

Infine – e questo è forse uno dei fattori che più influenzano la scelta del Ticino come luogo di residenza (ma non di lavoro) – è che nel cantone sudalpino c’è ancora l’imposizione fiscale forfettaria dei grandi capitali, ci spiega il direttore: “Si tratta di una tassazione globale che non viene calcolata sul reddito o sulla capacità contributiva, ma – diciamo – sulle spese che questi personaggi possono avere”. La particolarità è che per usufruirne, non possono lavorare in Svizzera. Mantengono quindi la loro attività all’estero. Visto che non tutti i cantoni elvetici hanno una tassazione di questo tipo, il Ticino è più attrattivo. Rispetto ad altre regioni del Paese. 

Più attrattivo e più aperto: “Siamo più europeisti degli europei che difendono i loro principi nazionali”: parole del direttore. In Svizzera, aggiunge, oltre alle quattro lingue nazionali, è diffuso l’uso dell’inglese. Non solo plurilinguismo, però: la Confederazione è un “melting pot” di culture e di religioni diverse. “Quindi siamo già molto più aperti ad accettare culture diverse”.  

Criptovalute sulla buona strada? 

Il sindaco di Lugano Michele Foletti è convinto che Lugano sia attrattiva per un altro motivo: il Plan BLink esterno, ossia l’iniziativa congiunta tra la Città e Tether per “accelerare l’uso della tecnologia bitcoin e sfruttarla come base per trasformare l’infrastruttura finanziaria della città”. L’interesse si starebbe pian piano diffondendo, sempre più commerci accettano pagamenti in criptovaluta e alcune start-up specializzate nel settore avrebbero già deciso di installarsi a Lugano. Una fiducia nel nuovo sistema monetario condivisa anche dal direttore della fiduciaria: “Penso che possa essere un motivo per cui Lugano può diventare interessante sotto questo aspetto. È però ancora troppo presto per trarre conclusioni. Però è chiaro che è un’iniziativa lodevole”. 

Ma perché proprio Lugano e non altre località ticinesi? “È la città che da sempre è considerata la più internazionale del Cantone”, ci spiegano i due responsabili della fiduciaria. Bellinzona è la capitale, la città governativa. Locarno – insieme ad Ascona – è invece la parte più turistica.  

Come detto, l’attuale situazione sociopolitica tra Russia e Ucraina ha spinto molte persone, che hanno avuto la possibilità di farlo, a cercare pace e tranquillità in Svizzera, ma, come ci racconta il titolare della società luganese, non è la prima volta che un evento storico porta le persone ultraricche in Svizzera. La paura del comunismo, gli anni di piombo e il rischio di sequestri in Italia, la svalutazione di diverse valute (lira italiana e dollaro statunitense), rivolte civili sono tutti fattori che hanno contribuito a far diventare la Confederazione uno Stato-rifugio.

Fonte

Di the milaner

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