L’Italia secondo Giorgia Meloni: dalla flat tax al principio “più assumi, meno paghi”. E stop al reddito di cittadinanza

In attesa del nuovo governo

Smaltito l’entusiasmo per una vittoria, già ampiamente pronosticata, la coalizione di centrodestra, capitanata da Giorgia Meloni che ha più che doppiato i suoi alleati politici, si prepara alla formazione del nuovo governo. Che, come più volte sottolineato nella campagna elettorale, ha alla base del suo programma diverse e ingenti misure socio-economiche. Su tutte: flat tax, abbattimento del costo del lavoro, più sostegno alle imprese e alle famiglie, e abolizione del reddito di cittadinanza. E, secondo quanto promesso da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, l’innalzamento a 1000 euro delle pensioni. Obiettivi ambiziosi che hanno fatto storcere il naso a diversi economisti, a causa dell’impatto economico che avrebbe per le casse dello Stato. Ma andiamo a vederli nel dettaglio, soffermandoci proprio sul programma elettorale della futura prima premier donna italiana.

I punti economici della proposta di Giorgia Meloni

Famiglie

  • Progressiva introduzione del quoziente familiare: un sistema di tassazione che tenga conto del numero dei componenti del nucleo familiare.
  • Aumento degli importi per l’assegno unico e universale: fino a 300 per il primo anno di ogni figlio, fino a 260 euro dal secondo anno di vita fino ai 18 anni e mantenimento dell’attuale assegno fino ai 21 anni
  • Riduzione dell’aliquota iva sui prodotti per la prima infanzia (dai biberon ai pannolini)
  • Sostegno alle famiglie con disabili a carico
  • Sostegno ai comuni per assicurare asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici, con un sistema di apertura a rotazione nel periodo estivo
  • Promozione di nidi aziendali, asili nido condominiali e familiari sul modello tedesco del Tagesmutter (dove una figura professionale offre i suoi servizi per i bambini presso il proprio domicilio)
  • Aumento della quota deducibile dalle tasse per le spese per l’impiego di badanti e collaboratori domestici
  • Rafforzamento del sistema dei congedi parentali e di maternità per lavoratori dipendenti e autonomi

Donne: dal lavoro alla gravidanza

  • Incentivi alle aziende che assumono neomamme e favoriscono forme di conciliazione dei tempi casa-lavoro
  • Campagne di comunicazione e informazione sul tema della fertilità
  • Applicazione della legge 194 del 1978 sull’interruzione volontaria della gravidanza
  • Istituzione di un fondo per aiutare le donne sole e in difficoltà a portare a termine la gravidanza

Acquisto della prima casa

  • Destinare maggiori risorse al fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa per giovani coppie di lavoratori precari
  • Zero tasse sui primi 100mila euro per l’acquisto della prima casa

Pnrr

Nel capitolo dedicato al Pnrr, è di particolare importanza la parte in cui Giorgia Meloni si sofferma sul “mirato aggiornamento alla luce della crisi scaturita dal conflitto in Ucraina e dell’aumento dei prezzi delle materie prime”. Proponendo, quindi, come anche evidenziato nel dibattito con Enrico Letta andato in scena sul Corriere, l’importanza di “rimodulare le risorse interamente italiane del ‘fondo complementare’ e, per le risorse europee, di proporre alla Commissione di operare modifiche specifiche nei limiti di quanto stabiliti nell’art.21 del regolamento europeo sul Next Generation Eu”.

Flat tax

Riguardo le tasse, la parola chiave per Giorgia Meloni e i suoi alleati è flat tax, sia per lavoratori autonomi che per dipendenti.

  • Per le partite iva il nuovo governo promette un’estensione della flat tax per redditi fino a 100mila euro
  • Introduzione della flat tax sull’incremento di reddito sulle annualità precedenti, con la prospettiva di un ulteriore ampliamento per famiglie e imprese.

Anche se non è specificata la percentuale della flat tax, secondo quanto spiegato in diretta televisiva da Silvio Berlusconi, la tassa piatta  dovrebbe attestarsi al 23% (e in futuro potrebbe arrivare al 15% secondo gli alleati della Meloni), con l’ovvia promessa che sia comunque progressiva per non violare le norme costituzionali. In sintesi, dovrebbe essere accompagnata da una norma che esenti i redditi fino a 13mila euro. Ciò significa che chi guadagna 14mila euro pagherà il 23% della flat tax solamente su mille euro. Ciò significa un totale di 230 euro di tasse.

Ma perché è importante la flat tax per il centrodestra?

Oltre ad agevolare economicamente le imprese, con l’ipotesi che pagando meno tasse riescano ad assumere più personale, il centrodestra spinge sulla flat tax anche perché spera che in questo modo emerga quel famoso sommerso (dettato dall’evasione fiscale) nascosto allo stato italiano, che secondo i dati pre-pandemia del 2019 dell’Istat si aggira intorno ai 183 miliardi di euro, ripagandosi così il costo della manovra. Avendo, quindi, tanta fiducia in chi evade finora le tasse.

Altre misure in termini di fisco

Oltre alla flat tax, il programma di Giorgia Meloni prevede una cedolare secca al 21% anche per gli immobili commerciali in zone svantaggiate e degradate, e l’innalzamento del limite all’uso del denaro contante, allineandolo alla media europea (che è di circa 5mila euro). Presenti anche la riduzione delle tasse sui premi di produzione e il potenziamento del welfare aziendale. Inoltre, non manca anche “il saldo e straccio” per le cartelle esattoriali in essere fino a 3mila euro per le persone in difficoltà (non viene precisato chi vi rientra). Mentre per quelle con importi superiori è previsto il pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5%, invece di sanzioni e interessi, e rateizzazione automatica in 10 anni. Presente anche la ‘tregua fiscale’ con la formula del 5+5: sanzione forfettaria al 5% e rateizzazione automatica in 5 anni.

Sostenere chi fa impresa e made in Italy

Sfogliando il programma elettorale di Fratelli d’Italia, trovano molto spazio le imprese e il Made in Italy. Da qui la fiducia di diversi imprenditori.

Il governo di Giorgia Meloni punta infatti a:

  • incentivare la rilocalizzazione delle attività produttive in Italia
  • disincentivare le delocalizzazioni
  • contrastare la concorrenza sleale e le pratiche elusive del trasferimento delle sedi aziendali nei paradisi fiscali europei
  • potenziare gli strumenti per stimolare e incentivare la canalizzazione del risparmio privato verso il finanziamento dell’economia reale, in particolare nelle pmi
  • favorire la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla governance d’impresa
  • razionalizzare il sistema degli incentivi alle imprese
  • favorire l’accesso al mercato dei capitali semplificando gli adempimenti per chi decide di quotarsi in Borsa
  • rendere strutturali incentivi e crediti d’imposta per investimenti tecnologici e spese di ricerca e sviluppo
  • favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese
  • creazione di una vetrina online per i prodotti Made in Italy
  • promozione del marchio Made in Italy anche attraverso il potenziamento dell’Agenzia Ice per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, degli uffici commerciali delle ambasciate, del ruolo delle Camere di commercio e degli istituti culturali per aiutare le imprese italiane a trovare nuove opportunità a livello internazionale e affrontare le sfide del mercato globale.

Lavoro

Riguardo il lavoro, sono diverse le promesse della futura premier.

  • Taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo a favore di lavoratori e imprese (non è specificato in che modalità)
  • Accorpamento delle attuali agevolazioni in materia di assunzioni per darne vita ‘a poche ma efficaci misure’.
  • Già nell’immediato, si pensa all’introduzione di una super deduzione del costo del lavoro per le imprese che incrementano l’occupazione rispetto agli anni precedenti. Secondo quanto dichiarato da Berlusconi, l’azienda che assume con contratto a tempo indeterminato non pagherà per due anni alcun tassa sul costo del lavoro (come la contribuzione), oltre lo stipendio previsto. Se il dipendente guadagna 1.200 euro, l’azienda quindi pagherà 1.200 euro, non altro.
  • Progressiva introduzione di un meccanismo fiscale premiale per le aziende ad alta intensità di lavoro. Il principio è: “più assumi, meno tasse paghi”
  • Maggiore utilizzo dei fondi europei per il sostegno all’occupazione dei soggetti deboli, a partire dal rafforzamento e dall’estensione a tutte le aree svantaggiate di ‘Decontribuzione Sud’.
  • Contrastare il divario retributivo di genere

Giovani e lavoro

Per promuovere la formazione e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro si punta a:

  • Rilanciare, con adeguate tutele, gli strumenti del contratto di apprendistato e dei tirocini
  • Dare effettivo avvio alla riforma degli Istituti Tecnici Superiori
  • Potenziare il sistema dei corsi post diploma di inserimento lavorativo
  • Incentivi per le aziende che assumono ragazzi
  • Promuovere la formazione nell’ambito delle discipline (Science, Technology, Engineering and Mathematics), in modo da favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e colmare l’attuale carenza di figure qualificate in tali materie
  • Zero tasse per i primi tre anni per i giovani under 30 che si mettono in proprio
  • Potenziamento del sistema degli incubatori di impresa per le startup costituite da giovani
  • istituzioni del diritto “allo sport, all’arte e alla cultura”, con investimenti diretti sul territorio e istituzioni di borse di studio per meriti sportivi, culturali e artistici

Scuola e Università

Tra le tante proposte di Giorgia Meloni nel settore della formazione, troviamo: l’aggiornamento dei programmi scolastici, la piena padronanza della lingua inglese (anche con esperienze all’estero), il ripristino degli indirizzi abilitanti al lavoro, l’istituzione di un liceo del Made in Italy, e investimenti per ammodernare le scuole e le università. Ma non mancano anche delle modifiche strutturali a 360 gradi: con l’idea di valutare la possibilità di accorciare il percorso scolastico liceale a quattro anni e non cinque e di rivedere l’attuale sistema universitario del 3+2.

Misure sociali

Anche se più volte si è pensato a una sua rimodulazione, il programma di Giorgia Meloni prevede l’abolizione del reddito di cittadinanza, a favore di un modello di ammortizzatori sociali universale per tutti i lavoratori e l’introduzione di un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico. Per chi è in grado di lavorare, percorsi di formazione e potenziamento delle politiche attive. In più, innalzamento delle pensioni e minime sociali. Non manca anche l’accesso facilitato alla pensione, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale, l”opzione donna’, e il ricalcolo, oltre un’elevata soglia, delle ‘pensioni d’oro’.

Ambiente ed energia

Anche in tema di tutela dell’ambiente e di energia pulita gli obiettivi sono diversi. Tra i quali:

  • Aggiornare e rendere operativo il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici
  • Combattere la siccità e l’inquinamento delle acque, ripulire fiumi e laghi, e salvare il mare
  • Realizzare gli obiettivi della transizione ambientale ed ecologica del Pnrr
  • Piantare alberi per creare delle ‘cinture verdi’
  • Rafforzamento del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile
  • Incentivi all’efficientamento energetico per gli immobili residenziali e commerciali
  • Introduzione dei ‘dazi di civiltà’ per i prodotti provenienti dall’area extra Ue che non rispettino i criteri ambientali
  • Introduzione del principio ‘più differenzi, meno paghi’
  • Progressiva sostituzione dei prodotti inquinanti con altri biodegradabili
  • Inasprire le pene per i reati contro gli animali
  • Istituzione di un’unità di crisi su energia e caro bollette
  • Contrasto alle speculazioni finanziarie sui costi delle materie prime e istituzione di un tetto europeo al prezzo del gas
  • Sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e automatica riduzione di iva e accise
  • Sostegno a imprese e famiglie contro il caro bollette con meccanismi di credito di imposta e interventi diretti e mirati, anche utilizzando le risorse derivanti da tassazione degli extraprofitti delle società energetiche
  • Introduzione di ‘utenze di sussistenza’ per situazioni di difficoltà economiche
  • Massima diversificazione dalle fonti di approvvigionamento dall’estero
  • Creazione di nuovi gasdotti
  • Diversificazione delle fonti energetiche
  • Investimenti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti pulite e sicure
  • Sviluppo di smart cities per efficientare i consumi

Proprio in materia di energia, secondo la numero uno di Fratelli d’Italia, la sfida dell’indipendenza energetica e della decarbonizzazione delle fonti di energia si gioca a partire parte dal Sud, indicato come volano di sviluppo e rilancio di tutta la nazione. Per il quale prevede diversi tipi di investimenti diretti e di agevolazioni fiscali. Promettendo, peraltro, la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. 

FONTE

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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