Il Cremlino: “Un tetto al prezzo del petrolio russo destabilizzerà il mercato”

Il portavoce del presidente Putin, Dimitri Peskov, avvisa i ministri delle Finanze del G7 che devono discutere il ‘price cap’ sull’olio degli Urali

L’imposizione di un “price cap”, un tetto al prezzo del petrolio russo, destabilizzerebbe i mercati del settore: lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Una cosa si può dire con sicurezza: l’adozione di una tale decisione porterà a una significativa destabilizzazione dei mercati petroliferi”, ha dichiarato venerdì Peskov ai giornalisti. “Le misure anti-russe adottate hanno portato a una crisi molto, molto profonda, una situazione in cui gli europei acquistano gas liquefatto principalmente dagli Stati Uniti per cifre folli e del tutto ingiustificate, e le aziende statunitensi si arricchiscono mentre i contribuenti europei si impoveriscono”, ha detto Peskov

Il prezzo del gas olandese e britannico è sceso ai minimi da quasi 4 settimane: al Ttf il contratto passa di mano a 213 euro/MWh. La Russia dovrebbe riprendere domani le forniture di gas all’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream dopo gli annunciati tre giorni di manutenzione. Gli ordini di spedizione, pubblicati sul sito web di Nord Stream mostrano che i flussi dovrebbero riprendere dalle 2 del mattino (00:00 GMT) al 20% della capacità normale, lo stesso livello di prima dei lavori di manutenzione. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha però ribadito nel corso di una conferenza stampa che l’affidabilità del gasdotto e’ stata messa in pericolo, poiché non ha dotazioni tecnologiche.

I giornalisti hanno chiesto a Peskov se fossero possibili ulteriori riparazioni dopo la ripresa operativa di domani e Peskov ha risposto: “Non ci sono riserve tecnologiche; una turbina sola sta lavorando. Fate i conti“. I lavori sono iniziati mercoledì e hanno ridotto il transito a zero. Gli annunci sui volumi previsti possono ancora cambiare e devono essere confermati dai flussi effettivi. 

Gazprom aveva giustificato la sospensione dei flussi con la necessità di effettuare lavori di manutenzione su una stazione di compressione del gasdotto, situata in Russia. Le Germania ha definito l’interruzione di questa settimana “tecnicamente incomprensibile”. A luglio, l’azienda aveva già effettuato dieci giorni di lavori di manutenzione sul gasdotto, che è stato poi riavviato ma con un ulteriore calo delle consegne. Nel contesto della guerra in Ucraina, l’energia è al centro di un braccio di ferro tra Mosca e l’Occidente, che accusa regolarmente la Russia di usare il gas “come un’arma”. Negli ultimi mesi Gazprom ha ridotto costantemente le quantità consegnate da Nord Stream.

Prima dell’invasione russa dell’Ucraina, il gasdotto trasportava circa un terzo dei 153 miliardi di metri cubi di gas che l’Ue acquista annualmente. La Germania esporta parte dei volumi che arrivano sul continente. La riapertura di Nord Stream sarebbe un sollievo per i Paesi dell’Ue, ma non dissiperebbe i timori di ulteriori interruzioni in inverno.

fonte AGI

THEMILANER

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