Truffa Agostana

Avevano prenotato una camera quadrupla per tre notti, 14 15 16 agosto, con mezza pensione. Era una famiglia composta da due adulti e due ragazzi tra i dodici e diciotto anni. Avevano inviato una caparra con bonifico per fermare la stanza e nel primo pomeriggio del 14 arrivarono e parcheggiarono nel piazzale antistante l’agriturismo. Quando andai ad accoglierli rimasi colpito dall’odore pungente di medicinale che usciva dall’abitacolo. Lui sulla cinquantina, estremamente magro, direi scavato, pantaloni scuri e camicia bianca, occhiali da vista con montatura nera grossa,  capigliatura folta, ma stempiatura procace, sembrava un impiegato di qualche oscuro ufficio statale. Scambiammo brevi parole a proposito della strada bianca che conduceva da noi….gli altri, e cioè la moglie ed i due figli non facevano cenno di uscire dall’auto. Pochi istanti dopo capii il perché. La donna abbassò il finestrino, salutò e chiese ai figli di estrarre dal bagagliaio  la sedia a rotelle. A quel punto scesero e si diedero da fare per aprirla ed accostarla allo sportello aperto dalla madre. ( Dentro di me pensai che sarebbero stati tre giorni difficilissimi). Il marito la aiutò ad alzarsi e a sedersi nella carrozzina. L’odore di disinfettante era fortissimo e mi resi conto che la donna doveva avere un serio problema almeno ad una delle gambe che erano coperte con bende e protette da una copertina. Constatai che uno dei due figli, il minore, non parlava in modo normale, cioè non riusciva ad esprimersi  ed era estremamente dipendente dagli altri membri della famiglia. Dato che per raggiungere la loro camera  c’erano diverse barriere architettoniche da superare, gradini, ghiaia, ostacoli vari lungo il percorso, dissi loro di scaricare pure il bagaglio che mi sarei dato da fare  per cercare di rendere il tragitto il più semplice possibile per la carrozzina. Incrociai Cristina al volo mentre cercavo degli spessori in legno da mettere sotto le ruote della sedia a rotelle ” Houston abbiamo un problema” esordii ” che vuoi dire? ” ” voglio dire che il quartetto che è appena arrivato ha una signora in sedia a rotelle e non ci hanno avvisato ed uno dei due figli che a malapena parla e si muove pure male…quindi prepariamoci perché sarà un inferno”! 

Riuscimmo a farle guadagnare la stanza con non poche difficoltà e trasportammo i bagagli all’interno. Ci disse che il viaggio la aveva stancata molto per cui avrebbe cercato di riposare nel pomeriggio. Spiegai loro che per la cena dovevano recarsi nel ristorante con noi convenzionato, a tre km di distanza verso le 20. Infatti in quel periodo avevamo fatto un accordo con un nostro amico proprietario di un altro agriturismo al quale indirizzavamo i nostri clienti che avessero voluto pranzare o cenare. Noi servivamo unicamente la prima colazione. All’atto della prenotazione spiegavamo questo particolare ai clienti che così erano già al corrente una volta giunti sul posto. 

Restavo con quel fortissimo odore di medicinale nel naso e mi domandavo veramente quale problema potesse avere la tizia. Rimasero tutti chiusi in camera per  l’intero pomeriggio e verso le 19,30 riemersero e si diressero in paranza verso il parcheggio per andare a cena. 

La mattina successiva venne a fare colazione il padre con il figlio maggiore. Mi chiesero un vassoio per portare su in camera le vettovaglie alla madre e al fratello e si eclissarono rapidamente. 

Quando verso le 11 uscii sul parcheggio, vidi che la loro macchina non c’era più, ne dedussi che erano andati a fare un giro in città. 

Erano da poco passate le 18 quando sentii bussare alla porta della veranda. L’impiegato statale era lì fuori e mi salutò con aria contrita. ” Buonasera, siete tornati presto, come è andata la visita di Gubbio? Come sta sua moglie?” ” Sta benino però i miei familiari sono rimasti in città perché erano stanchi e dato che abbiamo deciso di rientrare, li ho lasciati in un bar e sono venuto a prendere i bagagli.” Lì per lì pensai di non aver capito bene. ” Cioè mi scusi, mi faccia capire, lei è venuto su da solo e loro sono rimasti da qualche parte a Gubbio? A che scopo visto che volete andar via?” “Sa,  fare questo tragitto stanca molto e quindi abbiamo preferito fare così”! Pensai che questi non erano tanto normali ma comunque…contenti loro…” Ho capito, mi spiace, se vuole seguirmi  deve regolarizzare la permanenza. Avevate prenotato per tre notti, siamo sotto ferragosto quindi sono costretto ad addebitarvi l’intero periodo logicamente solo in pernottamento e prima colazione. Tanto la cena di ieri sera la avete pagata direttamente al ristorante”. Mi adoperai a fare la ricevuta mentre lui mi osservava con aria ambigua. ” Ecco, il saldo sono 280 euro. Paga in contanti o con carta di credito?” ” Purtroppo non ho il denaro con me e il bancomat è rimasto a mia moglie giù in città. ” E quindi come intende fare?” dissi, ancora mantenendo la calma. ” Torni giù vada a ritirare i soldi in una banca qualsiasi e torni su, tra quaranta minuti ha fatto tutto”! ” Non posso fare aspettare la mia famiglia, lei ha visto, il piccolo se rimane ancora solo potrebbe avere un attacco di panico….” ” Ma non è solo mi scusi è con sua moglie ed il fratello” ” E poi ha visto anche mia moglie in che condizioni si trova, bisogna assolutamente che rientri a Latina perchè la devo portare dal medico, la situazione delle sue gambe si è aggravata, è molto malata sa!” ” Ho capito, ma allora come intende pagare?” A quel punto stavo per perdere la pazienza. ” Semplice, le avevo mandato un acconto facendole un bonifico. Domani mattina le faccio un altro bonifico con il saldo e siamo a posto! ” ” Sì, e domani nevica e arriva Babbo Natale con le renne!” mi scappò detto. ” Perchè non si fida?” ” Non è che non mi fido di lei ma non è così che funziona! Prima di andarsene lei deve pagare, oppure mi lascia suo figlio, quello buono, in ostaggio? A quel punto avevo perso la pazienza e sebbene guardassi da tutte le parti, non la trovavo più…” Ascolti, lei ha i nostri documenti, recapiti, indirizzo, telefono, come pensa che io possa sottrarmi, lei ha sempre la possibilità di rintracciarmi, quindi, mi creda, domani a prima ora vado in banca e le faccio il suo bonifico di 280€.” Capii che mi trovavo in un vicolo cieco. Qualsiasi cosa avessi detto o fatto non sarebbe servita a nulla. Certo la soddisfazione di prenderlo a calci nel culo avrebbe lenito in parte il mio disappunto per essermi fatto fregare ma non avrebbe risolto la situazione, forse l’avrebbe peggiorata se possibile. 

Dopo pochi minuti, raccolte le sue carabbattole, l’impiegato statale mezzemaniche se ne andò ribadendo il concetto che l’indomani mattina avrebbe provveduto al pagamento. 

Immagino che chi sta leggendo  questa storia ha già capito come si sia conclusa….Tuttavia voglio aggiungere alcune considerazioni. Il quartetto di truffatori aveva organizzato tutto con cura. Avrebbe passato i tre giorni di ferragosto pagando solo il 30% del totale( l’acconto) perchè alla fine della permanenza si sarebbe comportato esattamente come aveva fatto dopo un giorno solo. Ma perché? Perché non approfittare e passare tutti i tre giorni scroccando…? Il problema era stato il fatto che quando la sera erano andati al ristorante, pensavano che avrebbero pagato tutto a me. Invece il ristoratore, secondo gli accordi che avevamo, a fine cena aveva presentato loro il conto e quindi avevano dovuto pagare. Non avevano previsto che sarebbe andata così! Quindi restare gli altri giorni avrebbe significato pagarsi tutte le cene e questo non era nei loro piani. Da lì la decisione di andarsene. Chiaramente nei giorni seguenti li tartassai di telefonate durante le quali il Fantozzi della situazione, mi accampava ogni volta una scusa differente per non aver proceduto al bonifico. Anche le minacce di denuncia non servirono a nulla. E infatti quando dopo ben una settimana mi recai alla locale stazione dei carabinieri a sporgere denuncia, mi accorsi che non avrebbe sortito nessun effetto. Anzi alla mia domanda diretta ” ma se vi avessi chiamato al momento in cui si rifiutò di pagare, avreste potuto fare qualcosa?” ” Signornò, potevamo solo venire e constatare ma non avremmo potuto fare altro!” 

La denuncia in questione non servì a un benemerito cavolo e io me la presi in quel posto….ma imparai molto e in seguito presi delle iniziative per impedire che ciò accadesse nuovamente: mi comprai le mutande di latta! Ma ciò che mi lasciò l’amaro in bocca fu il fatto che avevano utilizzato il suscitare pietà a causa delle loro disabilità per ottenere quello che volevano. Infatti che il figlio fosse un down o un dislessico o autistico poteva essere solo una strategia, così come la malattia alle gambe della donna. Bastava una sedia a rotelle e l’uso di qualche prodotto particolarmente puzzolente e il gioco era fatto. Quando ci si trova di fronte a qualcuno che è in difficoltà si abbassa no le difese ed è esattamente quello che era successo a noi

Fabrizio De Robertis

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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