La strana crisi del governo Draghi

Mercoledì prossimo si concluderà (o almeno si spera che si concluda) la crisi di Governo aperta dai 5 Stelle. In questa pantomima ogni attore ha giocato la sua partita, il fine però non era mai il bene dell’Italia.

Di Maio ha lasciato il movimento 5 stelle per timore di non poter essere ricandidato, Conte ha formalmente aperto la crisi non votando la fiducia al documento Aiuti. Le sue motivazioni sono da ricondursi al minestrone servito nel decreto ( era stato inserito anche il termovalorizzatore di Roma) e forse dal suo punto di vista non aveva torto. Draghi invece, dopo essere stato gabbato per l’elezione del Presidente della Repubblica, non aspettava altro che una occasione per mollare il governo al suo destino.

I continui appelli e la raccolta firme per fare in modo che l’uomo del Britannia resti al suo posto, sono gesti anacronistici che dimostrano solamente l’incapacità di una classe politica, che noi dobbiamo mandare a casa il più presto possibile.

Sarebbe molto consolante se questi signori non si ripresentassero alle nuove elezioni, ma certamente lo faranno. Noi dobbiamo semplicemente non votarli (nessuno escluso).

Mai come questa volta abbiamo capito il valore che hanno le persone che abbiamo eletto. Abbiamo sbagliato una volta, non rifacciamo lo stesso errore.

Manuela Valletti

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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