IL RUOLO DELLA RETE E DEI SOCIAL NEL NOSTRO TEMPO

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo la rete internet è stata scoperta anche dagli italiani. Ricordo con una certa emozione il primo collegamento che riuscii ad instaurare usando il mio modem che si collegava tramite una sequenza di lettere e numeri alla Piazza dei Radicali AGORA’ . L’avvenuto collegamento era segnalato da un suono stridulo emesso dall’apparecchio e ciò che si poteva fare una volta collegati era solo scrivere attraverso il computer (allora a 56 K) a chi trovavi dall’altra parte del mondo. Ma quanta emozione…

Le cose migliorarono molto quando riuscii a collegarmi con l’americano Compuserve che probabilmente fu il primo server a mettere a disposizione dei visitatori un Borwser. Rimanevo sveglia anche tutta una notte per riuscire a comunicare con l’altra parte del mondo, mi pareva una cosa sensazionale ed in effetti lo era, anche se gli italiani non ne avevano avuto ancora sentore.

Nel 1995 andai con la famiglia negli Stati Uniti e a Washington alloggiai nello stesso albergo dove Bill Gate presentava il suo Windows 95, lo acquistai immediatamente, si trattava di una serie di dischetti da caricare sul computer per consentire la navigazione con Explorer. Stava cambiando il modo di comunicare e nessuno immaginava allora che la rete sarebbe entrata prepotentemente nelle nostre vite e le avrebbe anche condizionate.

Poi arrivarono i Social e l’informazione interpersonale ebbe un impulso straordinario, contemporaneamente si verificò il crollo della carta stampata, i giornali giunsero al minimo storico delle copie stampate e questa tendenza non accenna a cambiare, anzi peggiorerà.

Come tutte le novità, i social furono accolti con entusiasmo da alcuni e con diffidenza da altri. Per alcuni sono l’avanguardia della comunicazione (io sono tra questi) per altri sono solo uno strumento di disturbo per la popolazione intera.

Come sempre la verità starà nel mezzo, i social sono una cosa e l’altra, tutto dipende da come si usano e per cosa si usano. Per quanto mi riguarda, ho creato in rete diversi siti: alcuni giornali on line (Cyberdogs Magazine, The Milaner, Valle Intelvi News, Associazione FERDINANDO VALLETTI) alcuni gruppi di informazione ( Alzheimer, chi dice che non si può fare nulla?, La leggenda del ponte arcobaleno, Associazione Proprietari Responsabili e Binario 21 deportati nei lager nazisti). E alcune comunità (Milanometropoli.com, Milanometropoli.org) I siti creati sono quasi tutti ancora on line e i gruppi sono cresciuti in modo esponenziale nel corso degli anni. Questa esperienza è stata molto gratificante, mi ha consentito di informare con la piena libertà di pensiero e non ho alcuna intenzione di terminarla.

I nemici dei social li vedono come una minaccia alla loro persona.. ad esempio nell’ultima campagna elettorale ho assistito ad assemblee in cui i social erano sul banco degli imputati e chi si avvaleva dei social per informare era definito addirittura “cretino” .E’ anche vero che questi signori disdegnano i social solo quando sono critici nei loro riguardi ma così facendo dimostrano solamente la loro pochezza.

Rapporti civili vorrebbero che anche in una conversazione on line si usasse educazione e rispetto, chi amministra i gruppi ha il compito di moderare e bannare chi travalica la decenza in modo strumentale. C’è da dire che dipende molto dalla intelligenza del singolo, ma ciò che non si può assolutamente negare è che, se usati positivamente, i social possono essere utilissimi per un gran numero di persone.

Altro discorso riguarda i bambini che si trovano in una realtà che potrebbe anche danneggiarli psicologicamente, il ruolo dei genitori è fondamentale per evitare problemi.

Ci sono poche scoperte che mi fanno amare i tempi in cui viviamo, tra queste la comunicazione via internet.

Manuela Valletti

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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