Il rifugio antiaereo milanese che nessuno conosce

Ultimato nell’autunno del 1936 è in grado di ospitare oltre 400 persone. Al suo interno ci sono ancora le scritte originarie

La fontana, opera del milanese Werther Sever, sorge su una piccola collina artificiale ed è stata costruita con lo scopo di nascondere un rifugio antiaereo che poteva ospitare oltre 400 persone, e che venne più volte usato durante i bombardamenti su Milano della Seconda Guerra Mondiale. Una volta finita la guerra, il rifugio è rimasto chiuso e in stato di abbandono fino al febbraio del 2016, quando sono iniziati i lavori di restauro che hanno interessato sia la fontana che il rifugio stesso. L’inaugurazione è avvenuta il 27 febbraio 2017. Prima del Covid era possibile andare a visitare l’area sottostante la fontana attraverso delle sporadiche visite guidate. I lavori hanno riguardato in particolare l’impianto elettrico, quello idrico, e la ripulitura degli interni del rifugio, nel rispetto delle numerose scritte originarie che ancora si possono leggere sui muri.

Una tipica piazza milanese, con una fontana e una statua, racchiude in realtà un rifugio antiaereo che può arrivare a ospitare più di 400 persone. In pochi lo sanno e chi passa nelle vicinanze non nota nulla di particolare. Eppure, sotto alla grande fontana è stato costruito, ultimato il 30 novembre del 1936, uno spazio sotterraneo di 250 mq. La piazza in questione è intitolata a Giuseppe Grandi, scultore rappresentante della scapigliatura lombarda, nonché autore del Monumento celebrativo a Cesare Beccaria e del Monumento ai caduti delle Cinque Giornate di Milano, che sono siti nelle piazze omonime.

Fonte:www.ilgiornale.it

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