Giudice Sceusa: giornalisti attenti a fomentare odio è discriminazione, non avete l’immunità dei politici

Marcello Pamio – 4 dicembre 2021

Il giudice Paolo Sceusa, docente di Diritto e già Presidente del Tribunale per i minorenni di Trieste e Trento, spiega magistralmente ai giornalisti costa stanno rischiando a fomentare odio e discriminazioni!

Mi domando se lor signori nei palazzi del potere politico nazionale, si stiano rendendo conto della spinta potentissima all’autodeterminazione che stanno rinfocolando in amplissime aree geografiche del paese.

Torna in auge non solo il tema di italexit, ma soprattutto quello della secessione.

Draghi e compagni stanno minando gravemente l’unità nazionale.

Sappiano che c’è chi se ne rallegra.

Ricordo a Draghi e compagni l’art 286 codice penale: Chiunque commette fatti diretti a suscitare la guerra civile nel territorio dello Stato, è punito con l’ergastolo.

Se la guerra civile avviene, il colpevole è punito con [la morte] l’ergastolo.

A mio parere le norme divisive tra cittadini, spinti all’odio per la loro semplice condizione di vaccinati o non vaccinati, integra il primo comma di quella norma.

Si tratta del reato di istigazione più grave previsto dalla nostra legge penale.

Mentre parlamentari, governanti e presidente possono farsi scudo delle loro svariate immunità, rendo noto ai giornalisti che la loro attività diretta agli stessi obiettivi di odio e di discriminazione, in quanto forieri dello stesso pericolo di guerra civile, non è scudata da alcuna loro immunità.

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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