KENNEDY A MILANO

Il leggendario Robert Francis Kennedy jr, capace di richiamare quasi 40mila persone a Berlino nell’estate 2020, sabato 13 novembre dalle 15 sarà a Milano, presso l’Arco della Pace per una manifestazione contro il Green Pass organizzata dalla filiale europea della sua associazione Children’s Health Defense. La notizia, nell’era della comunicazione di mainstream sponsorizzata dalle campagne di vaccinazione governative, ha suscitato subito scalpore svelando il vero, emetico volto del giornalismo occidentale.

Partendo da uno storico quotidiano come il Corriere per giungere a una piattaforma dell’era digitale come MilanoToday, il coro di insulti al limite della querela per diffamazione aggravata (tramite mezzi di stampa) è sintomo di un’infodemia incurabile che palesa sintomatologie di disturbi psico-emotivi e neuro-cerebrali ancor più gravi del Covid-19.

Non giriamoci intorno: arriva il guru mondiale della contro-informazione, capace di dichiarare che la pandemia è stataprogrammata da decenni da Anthony Fauci e Bill Gates, sostenendo una sacrosanta verità emersa dalle 42 inchieste WuhanGates di Gospa News, ed il mainstream ha già la bava alla bocca come le creature oligofreniche studiate dal criminologo Lombroso.

Alcuni media hanno pure tentato il depistaggio finalizzato alla disinformazione per confondere l’evento organizzato presso l’Arco della Pace in corso Sempione dal Children’s Health Defense, che attraverso il sito The Defender pubblica contributi dei più importanti scienziati mondiali sulla pandemia, con quello del “Barone nero’ Roberto Jonghi Lavarini, uno dei principali organizzatori della campagna elettorale di Fratelli d’Italia a Milano, coinvolto nell’inchiesta di Fanpage.it ‘Lobby nera’, previsto invece in piazza Duomo (Lavarini avrebbe postato un link all’evento). Il comunicato ufficiale di CHD sull’evento di Milano in calce a questo articolo chiarisce ogni dubbio.

Dall’alto della sua storia il Corriere scivola nei meandri della cloaca del gossip rievocando i peccati di gioventù di RFK jr, mentre da altri media viene definito il leader dei negazionismi e dei No Vax sebbene lui stesso abbia sempre negato questo epiteto. Ci sono o ci fanno?

L’avvocato Robert Kennedy salirà sul palco milanese insieme a due dirigenti della sua organizzazione — Mary Holland e Senta Depuydt — per protestare contro il Green Pass e per «difendere i principi della democrazia, la libertà di scelta terapeutica, il diritto al consenso informato, la tutela del diritto alla privacy e all’autodeterminazione, la trasparenza in ambito scientifico», come recita il volantino dell’evento diffuso sui social network. «Non sono contro il vaccino e non sono un no vax», aveva specificato il 20 ottobre in un’intervista a La7, «ma nessuno dovrebbe essere obbligato ad assumere una medicina che non vuole».

Questa tesi è stata pubblicamente sostenuta con tanto di comunicato ufficiale anche dall’arcivescovo Timothy Broglio, responsabile dei servizi militari di tutto l’esercito USA in difesa di quel 37 % di truppe che hanno invocato l’esenzione dal vaccino per motivi religiosi.

Ricorda capziosamente invece il Corriere, che lo scorso anno Robert Kennedy è emerso come un leader del movimento internazionale pronunciando un ormai famosissimo discorso a Berlino, non molto lontano da dove suo zio John declamò il «celebre Ich bin ein Berliner» nel 1963, che ha circolato ampiamente in rete. «Mio zio John Kennedy venne a parlare a in questa città perché era l’ultima frontiera contro il totalitarismo globale. E ancora oggi questa città è la frontiera contro il totalitarismo globale, voi siete la frontiera contro il totalitarismo», disse ai 38 mila manifestanti che protestavano contro le restrizioni imposte dal governo di Angela Merkel.

«I governi amano le pandemie per lo stesso motivo per cui amano la guerra:perché permettono loro di imporre un controllo della popolazione che in altre circostanze non sarebbero mai permesse. Persone come Bill Gates ed Anthony Fauci hanno pianificato questa pandemia da decenni», concluse, «e ora fingono di non sapere come controllarla».

A sostegno della pubblica denuncia di RFK jr Gospa News ha prodotto decine e decine di pagine di documenti da fonti OSINT (OpensSource Intelligence) in cui emerge chiaramente l’intrigo di affari tra sperimentazione di virus SARS in laboratorio, infettati con HIV, brevetti vaccinali e finanziamenti alle Big Pharma controllate da Gates. Sono stati anche raccolti nel libro WuhanGates (ormai esaurito in forma cartacea, si può acquistare e-book)

Ciò che i giornalisti ignoranti di storia e cospirazioni non ricordano – o fanno finta di non ricordare – è la vera storia di Kennedy nel campo della contro-informazione. Nessuno meglio di lui può infatti essere definito come un “complotto-logo”, ovvero un analista di veri complotti, non colui che li sogna o li inventa.

Suo zio, il presidente americano John Fitzgeral Kennedy è stato ucciso da una cospirazione di cui ancora oggi, a distanza di decenni, l’amministrazione di Joseph Biden ha voluto tenere segretati alcuni atti, rimandando la loro rivelazione.

Suo padre, procuratore generale USA, John Francis Kennedy è stato a sua volta ucciso in un attentato su cui si sono allungate le ombre del cosiddetto Deep State, il potentato di massoneria, perlopiù sionista, alta finanza, politica e servizi segreti militari, di cui persino un ex direttore CIA (controspionaggio americano) ha ammesso l’esistenza ringraziandolo per il suo ruolo, ovviamente cospiratori e dunque criminale, nell’UkraineGate contro il presidente repubblicano Donald Trump.

Questi sono fatti di storia, non opinioni! Toglietevi la bava dalla bocca pennivendoli ignoranti del mainstream. Magari diventerete capaci di distinguere con la lente del buonsenso la verità dalle menzogne che i vostri padroni vi costringono ad ingoiare. Al di là di ogni limite di faziosa decenza.

Ma è ancora più inverecondo che alcuni di questi sedicenti giornalisti abbiano evidenziato la censura di Instagram al profilo di Kennedy, successiva alla sua pubblicazione di dati ufficiali sui morti tra i vaccinati, acquisiti dalla piattaforma ufficiale di farmacovigilanza americana VAERS. Praticamente hanno esaltato la tirannide dei social media (soci e sponsor delle Big Pharma) contro la libertà di opinione e comunicazione che dovrebbe animare ogni principio e buonafede del giornalismo.

Per fortuna, si spera, questi servi del potere lasceranno presto il posto ai contenuti preconfezionati dall’intelligenza artificiale delle grandi piattaforme mediatiche. Perlomeno la becera faziosità sarà un elemento certo e ben individuabile.

Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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