Analisi spietata di un’Italia al collasso

Giungono i risultati dei ballottaggi nelle grandi città e come previsto, la sinistra ha vinto.

Questa è probabilmente la fine del centro destra così come concepito: un Berlusconi che condiziona Salvini, un Salvini che da retta a Berlusconi e a Giorgetti e non alla base, una Meloni destinata al ruolo di opposizione.

Posso affermare però con sincerità che di tutto ciò non mi importa nulla, Questa gente è destinata a cercarsi un lavoro dal marzo 2023.Nessuno di loro tornerà in Parlamento.

Mentre la politica fa i suoi piani a tavolino, il Paese reale va da un’altra parte, ormai nauseato dalla politica del palazzo, dal silenzio colpevole dei media e sfinito dai martellamenti pro vaccini e green pass, ha gravi problemi economici e un futuro assai incerto anche per le libertà individuali, sempre più minacciate.

Agli Italiani interessa la libertà e il lavoro, tanto è vero che in quasi tutte le città si sono svolte manifestazioni molto partecipate (mai riprese dai media) proprio contro il green pass, ritenuto un mezzo coercitivo per il controllo globale e a favore della libertà di lavorare.

Questo per dire che il “popolo sovrano”va da una parte e la politica nella parte oppostainsieme ai sindacati che oramai si preoccupano solo del fascismo.

Fa davvero tenerezza che Mattarella dica che “la ripresa è ostacolata dagli atti di violenza”. Atti di violenza di chi signor presidente? Di chi a Trieste seduto pacificamente manifestava le proprie idee o di chi usava il manganello, gli idranti e i lacrimogeni?

Il punto al di là di questa non trascurabile questione è comunque un altro. Di quale ripresa parla Signor Presidente? Dopo aver perso il 9,1% di Pil fare un 6% l’anno successivo non è una ripresa. Gli economisti chiamano dati come questi ironicamente con il nome di “rimbalzo del gatto morto”.

Aggiungo, che con il tasso di inflazione che abbiamo forse una parte di quel 6% che lei sbandiera come “una grande ripresa” sono figli di una distorsione statistica dovuta all’utilizzo di un deflattore troppo basso vista l’impennata dei prezzi.

Ma il punto non è soltanto questo, i tassi di inflazione così alti (in Germania, altissimi) porteranno inevitabilmente ad un rialzo dei tassi d’interesse della BCE, il che sarà esiziale per il nostro sistema bancario marcio fino al midollo. Non è ancora finita, la fragili e lunghissime supply chain che in questi trenta anni di globalizzazione le élites irresponsabili occidentali hanno costruito, stanno collassando, come attestano le carenze di microprocessori che stanno fermando molte aziende.

Come se non bastasse i costi dell’energia sono a livelli insostenibili e stanno, a loro volta, causando la chiusura di aziende anche in Italia (per esempio la chimica a Ravenna è ferma a causa dei costi energetici altissimi).

E lei vorrebbe farci credere che questo sconquasso epocale (al quale andrebbe aggiunto lo sconquasso geopolitico in corso; oggi la Russia ha ritirato il suo ambasciatore alla Nato) è stato causato da 800 scaricatori di porto armati di rosario e brutalmente manganellati dalla polizia stamane?

Un consiglio Signor Presidente … Non basta nascondersi dietro l’indiscusso prestigio (come economista, certamente non come statista) di Mario Draghi: certi movimenti epocali della Storia non vengono fermati con i nomi altisonanti. Dia retta a me, Draghi o non Draghi, l’Italia è rasa al suolo. Prendetene atto e fate i giusti passi. Quelli verso una rapida uscita di scena.

Manuela Valletti

FONTE

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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