I nostri figli, perfetti robot

@Manuela Valletti

Crediamo di conoscere i nostri figli adolescenti, siamo in buona fede, ma vi assicuro che non è così. Sapete chi sa tutto dei nostri giovani e può farli conoscere anche a noi: il loro smartphone!

Se per qualsiasi motivo ci capita di avere tra le mani il loro telefonino, scopriamo tante cose dei nostri figli che non immaginavamo. Magari che temevamo, ma di cui non conoscevamo i contorni.

Anni fa Nanni Moretti fece un film bello e struggente, “La stanza del figlio”: i genitori cercavano di scoprire nella cameretta del loro ragazzo tragicamente scomparso i desideri, i sogni, magari gli amori che erano stati tenuti riservati. Ma tutto era comunque infinitamente più trasparente di quanto viene custodito oggi in uno smartphone. Lo smartphone è il luogo inviolabile in cui i nostri figli crescono, non si sa bene in compagnia di chi; crescono e si staccano gradualmente, ma ormai molto velocemente, da noi genitori.

Parlo soprattutto degli adolescenti e dei pre-adolescenti, perché ormai già alle elementari non c’è bambino che non abbia uno smartphone. Lì vediamo lì, appiccicati allo schermo per ore e ore. Che cosa staranno vedendo? Con chi staranno chattando? E quando sorridono, pensiamo: perché sorridono? Con chi? Non c’è verso di farsi dire. Non c’è verso di sapere. E serve a poco mettere sbarramenti: comunque, quel che scrivono leggono e vedono ci sarà sempre tenuto nascosto. E serve a poco toglierlo loro per punizione: ci sarà sempre qualche amico o amica che con il loro aggeggio li faranno navigare chissà dove, e chissà con chi. Ci sono casi di bambini che scappano di casa quando i genitori, per punizione, sequestrano loro lo smartphone. Se non glielo dai, crei un disadattato. Se glielo lasci, lo vedi trasformare in poche settimane, fino ad avere l’impressione di non conoscerlo più.

Si dirà che tutti i genitori della storia hanno sempre detto “ai nostri tempi era diverso”. Ma è vero solo in parte. Il balzo tecnologico della nostra generazione ha provocato un salto, uno strappo che è senza precedenti e che mette noi adulti fuori contesto, o come dicono loro, i giovani, OUT e non c’è verso di poterli raggiungere. Il loro mondo virtuale li fagocita e cambia anche la scala dei loro valori.

Inchieste recenti ci dicono che i giovani passano in media 2 mesi/anno sui social, che molti di loro sviluppano una vera e propria dipendenza. Forse a molti genitori fa comodo vedere i figli in camera a giocare con il cellulare, ma la loro mente ne esce devastata, tanto è vero che alcuni arrivano a togliersi la vita a comando.

Chi ha figli adolescenti ci rifletta, in fondo questo è ciò che vuole il “sistema”: tutti controllati con i chips, i nostri figli sono già su quella strada senza saperlo.

FONTE

THEMILANER

foglio informativo indipendente dell'associazione MilanoMetropoli.org

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