Il volto e la morte

Giorgio Agamben

“Un paese che decide di rinunciare al proprio volto, di coprire con maschere in ogni luogo i volti dei propri cittadini è, allora, un paese che ha cancellato da sé ogni dimensione politica. In questo spazio vuoto, sottoposto in ogni istante a un controllo senza limiti, si muovono ora individui isolati gli uni dagli altri, che hanno perduto il fondamento immediato e sensibile della loro comunità e possono solo scambiarsi messaggi diretti a un nome senza più volto. E poichè l’uomo è un animale politico, la sparizione della politica significa anche la rimozione della vita: un bambino che nascendo non vede più il volto della proprio madre rischia di non poter più concepire sentimenti umani… un mondo senza volti non possa essere che un mondo senza morti. Se i vivi perdono il loro volto, i morti diventano soltanto dei numeri, che, in quanto erano stati ridotti alla loro pura vita biologica, devono morire soli e senza funerali. E se il volto è il luogo in cui, prima di ogni discorso, comunichiamo con i nostri simili, allora anche i vivi, privati del loro rapporto col volto, sono, per quanto si sforzino di comunicare con i dispositivi digitali, irreparabilmente soli. Il progetto planetario che i governi cercano di imporre è, dunque, radicalmente impolitico. Esso si propone anzi di eliminare dall’esistenza umana ogni elemento genuinamente politico, per sostituirlo con una governamentalità fondata soltanto su un controllo algoritmico. Cancellazione del volto, rimozione dei morti e distanziamento sociale sono i dispositivi essenziali di questa governamentalità, che, secondo le dichiarazioni concordi dei potenti, dovranno essere mantenuti anche quando il terrore sanitario sarà allentato. Ma una società senza volto, senza passato e senza contatto fisico è una società di spettri, come tale condannata a una più o meno rapida rovina” (dal canale dell’Autore). Bellissima riflessione, che coglie in modo profondo traiettorie che ci stanno sconvolgendo la vita. (Fonte: Quodlibet)

CHI È

Giorgio Agamben è filosofo e scrittore. La sua opera è tradotta e commentata in tutto il mondo. Con il progetto Homo sacer ha segnato una svolta nel pensiero politico contemporaneo.
Tra le sue opere pubblicate da Quodlibet: Categorie italiane. Studi di poetica e di letteratura(2021), A che punto siamo? L’epidemia come politica(2020), Intelletto d’amore (con Jean-Baptiste Brenet, 2020), Homo sacer. Edizione integrale(2018), Che cos’è la filosofia? (2016), Gusto (2015), Idea della prosa (nuova edizione aumentata, 2002-2013, 2020), L’uomo senza contenuto (1994, 2013), Bartleby, la formula della creazione (con Gilles Deleuze, 1993, 2012).
Per Quodlibet cura la collana Ardilut.

THEMILANER

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